Crisi dell’ateneo senese: i giorni delle provocazioni

provocatore1

Nel dicembre 2008 i responsabili del dissesto dell’ateneo senese avevano un solo obiettivo: le dimissioni del rettore Silvano Focardi, reo di non garantire completamente le giuste coperture per la voragine nei conti; d’aver chiesto aiuto al governo di centro-destra; d’aver nominato Direttore Amministrativo un esterno sostenuto da ambienti ministeriali. Sull’argomento vi furono numerosi interventi ne “il senso della misura”; tra di essi, come prevedibile, non mancarono le provocazioni. Proviamo insieme a stabilirne il numero e l’identità dei provocatori rileggendo i commenti pubblicati dal 6 al 17 dicembre 2008. Di seguito qualche domanda ed alcune necessarie ed utili considerazioni.

1) Le provocazioni sono partite tutte dallo stesso server DHCP d’indirizzi IP dinamici; com’è noto, gli IP cambiano nel tempo, ma certamente non nel giro di 1 ora.

2) Nei giorni 6, 7 e 8 dicembre hanno inviato commenti con lo stesso IP nove lettori: alighiero, studenti, walter, studenti, gianni, gianni, studenti, blocco, blocco.

3) Nei giorni 11 e 12 dicembre hanno inviato commenti con lo stesso IP (diverso da quello del punto 2) tre lettori: dino angelaccio, blocco, blocco.

4) Nei giorni 12, 13 e 14 dicembre hanno inviato commenti con lo stesso IP (diverso da quello dei punti 2 e 3) otto lettori: blocco, blocco, serio, dino angelaccio, blocco, maggioranza silenziosa, dino angelaccio, dino angelaccio.

5) Un esempio per tutti: “serio” invia un commento il 13 dicembre, alle ore 16:29:03; dopo venti minuti (alle ore 16:49:47), con lo stesso IP, invia un commento “dino angelaccio”; nove minuti dopo (alle ore 16:58:55), sempre con lo stesso IP di “serio” e di “dino angelaccio” invia un commento “blocco”.

6) Qualcuno ritiene che vi possa essere qualche probabilità, per “il senso della misura”, di ricevere in 9 minuti due messaggi di due utenti diversi aventi lo stesso indirizzo IP? O, al contrario,  non è più probabile, dato il tempo ridottissimo (9 minuti) che i due messaggi siano partiti dallo stesso computer?

7) Ammesso e non concesso che in 9 minuti il server abbia dato a 2 utenti diversi lo stesso IP, qualcuno ritiene che vi possa essere qualche probabilità che entrambi gli utenti abbiano deciso di visitare proprio “il senso della misura” (tra i milioni di blog esistenti) ed abbiano altresì pensato di inviarvi un commento di segno politico opposto?

Si leggano i commenti, con evidenziati i passi più significativi. Per finire, una banale considerazione: il computer, usato di sabato e domenica, ha mantenuto lo stesso IP dinamico di Infostrada, per cui se ne deduce che tutti i commenti (di finta destra e di sinistra) sono stati inviati dallo stesso PC e, conseguentemente e molto probabilmente, dalla stessa persona.

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27 Risposte

  1. Lezione di Paolo Borsellino, Bassano del Grappa, 26 gennaio 1989:
    «L’equivoco su cui spesso si gioca è questo, si dice: quel politico era vicino a un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con l’organizzazione mafiosa, però la magistratura non l’ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. Eh no!
    Questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale. Può dire che ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire che quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, cioè le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, cioè i consigli comunali, o quello che sia, dovevano già trarre le dovute conseguenze da queste vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza. Si dice: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto… ma dimmi un poco… tu non ne conosci gente disonesta che non è mai stata condannata perché non ci sono le prove per condannarla? C’è il forte sospetto che dovrebbe, quanto meno, indurre i partiti a fare grossa pulizia, a non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi e fatti inquietanti…».

  2. Caro Professore,
    ricostruzione ineccepibile: 2+2!
    Archie

  3. Considerato quanto ho scritto in precedenza spero che gli IP alla Colonna cambino velocemente perché sennò sono del gatto.
    Ma mettiamoci il carico da undici su questa mazzata che il nostro augusto ospite ha dato a certi personaggi che evidentemente giocano non su due, ma su chissà quanti tavoli, sempre – badate bene – a capotavola (per richiamare la battuta di un amico che osservando anni fa un cartellone elettorale dove campeggiava un cioccione enorme il cui motto era “Né a destra né a sinistra” aveva commentato: “Certo che no! A capotavola semmai!”).
    Intanto non sono solo uguali gli indirizzi IP, ma – per me che sono un boscaiolo che ha ben presente l’esempio del romanzo “La scalinata” di Heimito van Doderer che vede un operaio di Ottakring divenire un latinista – anche la sintassi non particolarmente adeguata alla bisogna e dei tic lessicali che coincidono. Un esempio per tutti: l’utilizzo di un’espressione che in giurisprudenza non ha senso: “diffamazione aggravata”. Quando un fraintendimento mi aveva reso colpevole di aver dato dei mentecatti agli studenti (e non era vero) mi è stata promessa una denuncia per diffamazione aggravata (da che?). La stessa che è stata promessa a Giovanni dall’ottimo sindacalista in occasione di un suo post sul LAU.
    Ora, fuori dai denti, che pensa di fare l’Amministrazione dopo che – sempre dalla stessa parte e più o meno dalle medesime due o tre persone – sono venuti nel corso di pochi mesi attacchi sconsiderati uno dietro l’altro sotto vero o falso nome; non solo: hanno sponsorizzato in tutti i modi il “caro amico angelo” in contrapposizione all’attuale Rettore (Silvano Focardi è una cosa, il Rettore è un’altra); hanno messo in giro voci terroristiche sulla mobilità di quattrocento persone nel momento più delicato delle trattative con la banca, venendo sputtanati malamente; hanno manipolato (invero con una facilità irrisoria) i mezzi di comunicazione locali, sempre e comunque contro l’Ateneo (immagino io perché certo quei due o tre da mangiare lo trovano lo stesso anche se viene di sotto tutto).
    A questo punto penso che anche il Direttore Amministrativo farebbe meglio a prendere in seria considerazione l’ipotesi di emarginare (nel senso di esimerli dalle responsabilità e dalle indennità) certi personaggi che hanno dimostrato di remare sempre e comunque contro, invece di scenderci a compromessi facendo incazzare fra l’altro – come dimostrano diversi interventi su questo blog, per non parlare delle assemblee del personale e di quanto viene detto in tutti i corridoi anche i più sperduti e periferici – più di un migliaio di persone, vale a dire tutti quei lavoratori dipendenti dell’Ateneo che si vedono passare sempre avanti colleghi che hanno il solo merito di fare sindacato (e politica) nelle fila degli oligarchi senesi. Il tutto proprio quando – a modo di vedere di un lavoratore dei boschi – la collaborazione di tutti i dipendenti e un’iniezione di fiducia per costoro sarebbe probabilmente la soluzione migliore. Vedere post come quelli di James Bond o di Andrea Bigliazzi dovrebbe far riflettere Miccolis e farlo tornare sui suoi passi e non costituire motivo di irritazione e di perseguire pervicacemente dei compromessi con quelli che mordono la mano dalla quale mangiano.
    Un gongolante Favi di Montarrenti

  4. «Si leggano i commenti, con evidenziati i passi più significativi. Per finire, una banale considerazione: il computer, usato di sabato e domenica, ha mantenuto lo stesso IP dinamico di Infostrada, per cui se ne deduce che tutti i commenti (di finta destra e di sinistra) sono stati inviati dallo stesso PC e, conseguentemente e molto probabilmente, dalla stessa persona.»
    …………………..
    Per sembrare “più numeroso” (una particolare accezione del… pluralismo) anch’io stasera mi concedo il lusso -eccezionalmente – di un nick diverso, per sottolineare come l’espediente sopra descritto è noto sin dai tempi in cui Mussolini faceva girare in tondo i pochi carri armati che aveva perché sembrassero più numerosi.

  5. Letto solo ora il “Corriere Fiorentino” di ieri con esauriente disamina della vicenda alla vostra/nostra Fondazione. Con l’accordo PD-PdL a Firenze e a Siena perché il governo, alle cui indicazioni deve obbedire il dott. Miccolis, dovrebbe rompere con il centro-sinistra locale? Dando qualche carota li ha in pugno, sindacato politicizzato compreso. Lo stesso Mussari alla banca può tirare la corda finché vuole con l’università ma ha bisogno dei quasi 2 miliardi di Tremonti per rimpannucciarsi. Quindi, prudenza.
    Prof. Bertelli: nomina inspiegabile a meno che, a meno che… non ci sia l’Associazione di mezzo, notoriamente trasversale come gli accordi che si vanno prendendo a livello politico. Dall’insopportabile Firenze, non solo per il caldo, l’impressione è che i due poteri siano solidali e gli altri facciano scena, chiaccherano, danno una patina di democraticità al sistema. Che potranno mai fare 4 verdi, 5 rifondaroli, 3 comunisti, i gatti sciolti delle liste civiche e non parliamo pietatis causa dell’IdV? Lo stesso Beppe Grillo appare un teatrante, omologo dei nostri seriosi politici, utile per trastullare le masse (e dare un po’ di materiale ai media), cosicché continuino a sperare. Mi era sfuggita la commissione che guarda al futuro dell’università. Ma come? Non è fatta in gran parte da chi l’ha distrutta negli anni passati?
    Un desolato Vostro
    Arlecchino

  6. In questa situazione, purtroppo, solo la magistratura potrebbe decapitare il golpismo strisciante dei soliti noti Ideologi illetterati e truffatori. Quelli che han messo da anni e anni le mani sulla pubblica-N.B.!!!-università con la complicità politica di gangsters della pseudo-sinistra (le mani sulla città: vero Ascheri jr!?). Conosco da tempo le trame e le carognate di certi delinquenti “politici”, essi infatti sono il Male assoluto. Complici di questi fantocci golpisti e criminali (han fatto business dell’università e luogo di potere e prestigio) sono poi le varie puttane-chiamiamole col loro nome perdio!-e i vari lacché, quelli del “giusto mezzo” e del “tenersi a sinistra e combattere l’ultrasinistra”. Ci siamo intesi: la storia si ripete…
    Ripeto: i provocatori son pronti a tutto, anche – se potessero – a mettere a tacere con la mordacchia o la prigione le voci (poche) libere della città… e del Paese.
    Il Fiero Bardo

  7. Leggo ora in Sienafree.it: «Il Consiglio di Amministrazione della Banca Monte dei Paschi di Siena ha deliberato lo stanziamento di una linea di credito a favore dell’Università degli Studi di Siena per un valore complessivo di 110 mln di Euro come già annunciato dal Comune una settimana fa attraverso un comunicato stampa. I 110 mln sono suddivisi in un primo prestito di 40 mln a 18 mesi con mandato a vendere di alcuni immobili di proprietà dell’Ateneo; gli altri 70 mln con un mutuo a 30 anni.»

    Quali saranno i prossimi immobili da vendere per restituire 40 milioni di euro?

  8. La questione criminale senese non è solo accademica né riducibile ad un fenomeno locale: non riguarda solo gli inerti ed inermi docenti di questo ateneo bensì l’intera popolazione italiana. Se non la si inquadra nel contesto più ampio delle vicende italiane lungi dal poter trovare rimedi non si potrà neppure comprendere quel che sta accadendo nella nostra città.

    Gioveranno pertanto alcune brevi ma essenziali riflessioni storiche e criminologiche, confacenti a chi scrive da una vita dedicato a studi e ricerche in ambito medico, legale e criminologico.

    Termina un anno d’intensa attività legislativa dopo il varo della legge 124 del 3.7.08, recante le Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato (G.U. 173 del 25.7.08).

    Il banco di governo è ora in mano al crimine organizzato trasversale: d’uopo studiare come la delinquenza ha occupato le stanze del potere.

    Siamo nella condizione in cui si trovò Panama con la presidenza Noriega, la cui storia pare esemplare: http://it.wikipedia.org/wiki/Manuel_Noriega.

    Pertanto, sotto il profilo criminologico, si può definir l’odierno stato come Repubblica Criminale Italiana, prefigurata da autorevole stampa allegata.

    Quello che è avvenuto si è realizzato per la concomitanza di vari fattori, il maggiore dei quali è rappresentato dall’individualismo e dall’egoismo ineluttabilmente correlati alla forte crescita del benessere e della cultura.

    Dopo una fase romantica ed altruistica sono tornate a prevalere antiche leggi naturali per cui all’interno di una specie domina il gruppo più forte.

    Quello che colpisce l’osservatore attento è lo stato d’animo ubiquitario d’assoluta indifferenza degli italiani contemporanei che trattano non solo la questione criminale ma la intera loro realtà come se non li riguardasse!
    Ma più si cerca di non vedere e meno ci si difende e più si soccombe…

    Cosimo Loré Professore Criminologo Ateneo Siena

  9. @ Stepan Trofimovic (aka Stavrogin)

    Ricordo, a te russo delle steppe, che il primo a mettere in atto questo espediente fu proprio un russo, il mitico, insuperabile Potemkin, con i villaggi di cartone, i famosi villaggi di Potemkin.
    Nazdrovje dal Favi di Montarrenti

  10. Addenda: anche questo blog con i suoi eccellenti contributi a prova di querela ma tutti firmati con pseudonimi dimostra che la maschera la devono ormai indossare non i malavitosi bensì coloro che pur non agendo contro il malaffare ma limitandosi ad illustrarlo devono stare ben nascosti nella selva di Montarrenti e dintorni… Come si può pensare che chi arraffa possa moderarsi? Si vada a leggere qualche manuale di vittimologia! Se si sta con la testa nella sabbia le terga diventano irresistibili per tutti i malintenzionati un minimo dotati in transito. Hai visto mai? CL

  11. Caro Professore
    a parte che Lei è spassoso come pochi anche quando vuole essere serio, ma le assicuro che il c**o fuori del finestrino a Tor di Quinto ce lo metto tutti i giorni. La notte sto a Montarrenti e di lì osservo, descrivo e provo a fare qualcosa (la mosca tira il calcio che può).
    Comunque complimenti per la facondia da Suo onorato Favi di Montarrenti

  12. …quanto a soave ironia e stuzzicante abilità nell’esaminare criticamente una vicenda così maleodorante quale è quella senese devo cedere il podio a Lei, la cui bonomìa e anomìa sono un valore aggiunto perché conferiscono significato ai contenuti senza alcuna vanità di firma! Favi – come Ruzante e Pasquino – rappresenta degnamente la voglia insopprimibile di gioiosa libertà e gagliarda verità che anima gli spiriti migliori. L’or è?!

  13. A roby che chiede: «quali saranno i prossimi immobili da vendere per restituire 40 milioni di euro» alla Banca MPS?

    La Certosa di Pontignano, il Palazzo Bandini-Piccolomini (segreterie studenti), il Collegio S. Chiara (sede delle Scuole del Dottorato di Ricerca).

    Giovanni Grasso

  14. Propongo la presidenza, almeno ad honorem della nuova repubblica italiana al prof Lorè, quando questa emmerda intrammerda sarà sprofondata – con i suoi atenei di cartapesta come il nostro
    bardus

  15. …inguaribile ottimista il Bardo che omette di considerare i lunghi tempi storici necessari a uscire dal guado (o meglio dal guano…) rispetto alla effimera esperienza esistenziale di ognuno di noi: il tanto strombazzato “risanamento” si riferisce solo al bilancio economico e non a quello etico, umano, sociale, legale (tutti insieme a tirar la cinghia in una bella ammucchiata di ladri, ignavi, sciacalli, eh?!) imprescindibile per ogni ripristino finanziario! L’attuale amministrazione tratta la questione accademica senese come se fosse l’effetto di una congiuntura di mercato e non il prodotto estremo di un reato continuato perpetrato nell’omertà generale, persistita anche quando fu posta alla ribalta delle cronache giudiziarie e giornalistiche dal sottoscritto, dal titolare del blog e da pochi altri irriducibili. Su questo fronte parole e atti della “governance” sono stati sempre ostili al manipolo dei “legalitari”, così sprezzantemente definiti da chi non riconosce alle vittime neppure il diritto alla legittima difesa (ed “incazzatura”…). Tutto questo ricorda la nota http://www.youtube.com/watch?v=6P1HrrsQapo&hl=it Ad onore della scienza criminologica che insegna come il potere si vesta opportunisticamente di ogni colore – come a Siena è avvenuto da quando la peggiore politica si è impossessata delle strutture scientifiche cui non è minimamente interessata – si richiama, per far ben intendere ciò che è accaduto in ambito di assegnazioni di posti esclusivi quanto inutili a personale impiegatizio di cui non esisteva alcuna esigenza culminato nelle attuali indegne invenzioni di ulteriori uffici (in sfregio alle doverose urgenti esigenze di una informatizzazione dell’ateneo non a caso disattesa), http://www.youtube.com/watch?v=tSskAmAYWWY&NR=1&feature=fvwp … Prof. Cosimo Loré

  16. …una annotazione per l’uomo della Colonna: caro Favi, come Lei mi fa notare entrambi sembriamo divertiti dagli eventi disastrosi di cui siamo protagonisti non come autori bensì ahimè nei panni delle vittime! In realtà la nostra natura non cambia nemmanco nel marasma attuale in cui tutto sembra perduto tranne che – almeno nel nostro caso – una inguaribile ad onta di tutto immarcescibile gioia di vivere, senza la quale si perde il senso ed il gusto della vita! Quel che deve fare riflettere è invece l’atteggiamento perennemente incacchiato e palesemente offeso di coloro che si sono succeduti sui più alti scranni rettorali e dirigenziali (e pure delle varie donzelle al seguito) che il nostro ospite Grasso non avrà difficoltà ad illustrare inserendo una inequivocabile iconografia a didascalia di questo mio ennesimo scritto! Perdoni, Favi caro, se in virtù delle discipline criminologiche e antropologiche di mia pertinenza e competenza le segnalo – come in un corso accelerato di antropologia criminale – che nulla di nuovo vi è sotto il sole senese allorquando il “potere” per dominare impunemente su cose, mezzi, capitali, uomini si abitua a far la faccia feroce per sottomettere senza spesa! Privilegi, consulenze, prebende, rimborsi, posti, uffici hanno un costo e sono a rischio della umana ingratitudine, un regime di paura se non di terrore garantisce di più e a costo zero! Suo Cosimo Loré

  17. Signori, voi siete docenti di vertice, un poveretto come me, di base, non vi segue… io semplicemente raccolgo notizie e chiacchere da portinerie che dicono che lo Zanchi, che ha detto cose ragionevoli persino per il Favi, sia del ‘giro’ Berlinguer, il cui figlio Aldo non è stato messo in Fondazione. Eppure come campoidee si era dato tanto daffare, po’rino. Anche le dimissioni dello Starnini, un big, nipote del grande on.le Ciacci è sintomo interessante. PD e Pdl escono con le ossa rotte da questa vicenda. Ma chi raccoglie oltre alla Lega, che ha mandato in giro comunicati di fuoco, smarcandosi dal Pdl?
    Archie

  18. Ho letto soltanto ora il comunicato del rettore. Elogi a destra e a sinistra, ormai solidali a Firenze nella legge elettorale e a Siena a gestire la Fondazione.
    L’accordo DS-Margherita aveva messo una cappa al libero dibattito; questo nuovo accordo con il PDL chiude ogni margine. Che ne dice prof. Grasso?
    Archie

  19. «Do ut des»: è da sempre la criminale politica mafiosa e reazionaria ben illustrata (e dico bene) dal prof. Cosimo Loré. I roghi per i Giordano Bruno e i Savonarola son pronti. L’ordine regna a Varsavia.
    Bardo

  20. Ma ragazzi vi baloccate con la storia mentre questo rettore mi sembra che ci distrugga non resistendo alla prepotenza del Mussari e del suo CdA (il vice Caltagirone a destra?). Il piano di dismissioni di cui parlano oggi i giornali è jugulatorio per 40 milioni! Ma come: tre gioielli come quelli ricordati anche dal prof. Grasso in anteprima? È impazzito il Focardi? O troppo preso da ‘ste storie di cavalli per il palio? Via, l’Università in piedi dal XIII secolo non si può confondere con ‘sto palio barocco, fiorito con la decadenza di Siena, per divertire i nobili prima e il Mancini (sangimignanese) e il Mussari (calabrese) ora. Il rettore non può essere part-time (non è pagato?!), si dia una mossa e non dia dei buoni motivi per ulteriori richieste di dimissioni.
    Le liste civiche senesi hanno un sito in FB, mi hanno segnalato ora, e c’è un breve comunicato in cui segnalano che l’impegno era di dismettere prima l’Ospedale alla Regione. Sempre puntuali, uhm.
    Ma poi, le condizioni del prestito non sono assurde? Come? Il MPS che ha lucrato come tesoriere per molti decenni sull’Università? E prima di accedere a queste condizioni quali altre banche erano state sentite? Non abbiamo diritto di saperlo?
    Stai a vedere che i numerosi PD dell’Ateneo ora staranno zitti visto che di mezzo c’è Babbo Monte e il suo potentissimo padrone che foraggia con la pubblicità i giornali amici. A proposito, il 12 p.v. chi è a Siena controlli per favore se anche lo ZOOM dell’Ascherone ha la pubblicità MPS. Sarebbe grave. Oggi sul giornale lo’ale Rifondazione e Comunisti accusano le liste civiche di farsi “interessi privati”. Devono avere preso troppo sole tenuto conto della gente che c’è: non sarà da querela? Aspetto sempre che qualche giurista (prof. Lorè non ne conosce?) ci dica se l’Università non deve essere parte civile contro i suoi distruttori.
    grazie!
    Archie

  21. Or ora trovo il prof. Ascheri senior che ha rassicurato che in University molti (anche proff.) lavorano ormai gratis (speriamo li inviti a cena Mussari, Cenni e l’arcagnolo Gabriello) e che molti ordinari non fanno un cacchio ma son ben retribuiti. Direte: l’ovvio. Ed è ovvio che l’ordine regni a Varsavia.
    Bardo

    P.S. Vedete, poi, amici… nel mio blog disquisivo con un amico del web di fede, ragione, della voracità del neocapitalismo… Ma sono i “piccoli” fatti che incidono e danno una idea del caos e del marasma in cui siam precipitati: altro che i “massimi sistemi”. Si parla di qualità university ecc. Ma lo sfacelo (non solo economico, come sottolineava il nostro presidente ad honorem) è sotto gli occhi di tutti. Tra le varie morti cui ho dovuto prender atto ce ne è stata una che mi ha ricordato un noto attore televisivo, ed è avvenuta qui a Siena. Un collega poco più che 50enne è morto di infarto: infarto che, da come lo si è descritto, forse non lasciava scampo. Tuttavia egli ha sofferto tre ora e chi lo ha visitato aveva preso ciò per vomito (mi han detto). Eccoti la qualità, sulla pelle di noi tutti. Come sulla testa di noi tutti i sicari della Casta han defecato ghignando per decenni…
    E l’ordine continua ad essere a Varsavia…

  22. Oh Paolone, scusa ma tu e l’Ascheri avete scoperto l’America! Sanno tutti che l’adempimento degli obblighi accademici in molti casi è un optional.
    I presidi, elettivi come sono, hanno poca o punta voglia, come dicono qui, di rimproverare i loro colleghi che poi li devono votare. Se ne tiene conto nella riforma della governance? Io ne dubito, molto. Intanto sono sospesi molti servizi informatici dell’Università per tre giorni, poi c’è Ferragosto e il palio, evviva l’efficienza.
    Fortuna che questo blog non è nel server dell’Università. Ci avrebbero già oscurato mille volte. Riguardavo quel “Metìs”. Ma una volta tanto parlassero dei problemi di Siena ‘sti PD. Come si fa a togliergli, a quei pochi cui c’è bisogno, le fette di mortadella dagli occhi? Alcuni sembrano in buona fede. Sconcertante.
    Non sanno fare 2+2 come il Vostro
    Archie

  23. Si, non vi è dubbio di sorta che molti del pd siano in buona fede e siano onesti democratici. Chi mi conosce sa che io non ho mai attaccato la buona fede dei pd (cattolici, comunisti di fondo, ecc.). Ci sono i capetti e i caporioni e di questi occorre avere timore perché d’animo reazionario, retrivo, subdolo, carrierista. “Metis” però non vale una cicca: è solo “La Voce del Padrone” e snocciola solo buonismo qualunquista e pettegolezzo (e non è il solo). Le firme sono un programma! Anche quel certo antropologo fa ridere con le sue americanate! E un tempo voleva fare la rivoluzione maoista!
    Au diable!
    Ora porto il pc a “ricaricare”… a presto, comunque!

  24. @ Archimede
    Caro filosofo della Magna Grecia, poco sopra ho scritto “Silvano Focardi è una cosa, il Rettore è un’altra”, là dove volevo mettere l’accento sulla differenza tra persona e funzione (o carica che dir si voglia). Nei giorni in cui il Rettore, come racconta Giovanni, fu sottoposto a tutte le pressioni del mondo, gli intervenienti qui, me compreso, lo difesero non tanto come Focardi, ma come Rettore. E difatti quando un noto storico contemporaneo che siede in Senato lo attaccò (voleva sfiduciarlo in Senato appunto) io stesso feci una traduzione della lettera in tono canzonatorio per mettere enfasi alla dabbenaggine che stava dietro quella lettera. Poi anche Focardi si è messo a fare confusione tra l’uomo e la funzione (vedi la questione della nomina in Fondazione) e anche per lui qui sono arrivate le mazzate. Tuttavia per questa faccenda delle dismissioni e del mutuo non solo lui, ma tutti coloro che siedono in Senato e in CdA non avevano altra scelta che dire sì, con le lacrime agli occhi (alcuni), ma sì. Sì alle prepotenze che comunque andrebbero accertate: siamo sicuri che questi palazzi valgono molto di più oppure più o meno siamo sui prezzi di mercato? Singolare che questa domanda non sia stata approfondita. Strano che migliaia di persone ora si siano trasformate in provetti agenti immobiliari. Eccerto che i numerosi PD all’Università se ne stanno zitti e buoni. Sono mesi che lavorano per questo risultato, risultato messo in evidenza anche da un ottimo articolo di Pino Mencaroni (L’Università di Siena in pegno al Monte dei Paschi).
    A me quello che preoccupa di più è che ora con 110 milioni a disposizione che debbono servire esclusivamente per tenere alta la qualità e la quantità del servizio universitario senese, a qualcuno di costoro (che finora comunque se ne sono fregati delle ristrettezze economiche chiedendo continuamente quattrini in Senato) non venga in mente di ricominciare a ballare su quello che non è assolutamente diventato una sala da ballo, ma è rimasto il Titanic o comunque sempre una nave in procinto di affondare. Insomma spero che non si venga fuori ora dicendo: beh ci sono i soldi perché ce li hanno dati (e non è vero che ci sono perché vanno restituiti e con gli interessi, infischiandosene del vangelo di Luca: mutuum date nihil inde sperantes) quindi giù con le spese à go-go esattamente come prima. L’ho già scritto una volta, lo riscrivo: timeo Danaos et dona ferentes.

    @ Prof. Loré
    È vero, sembriamo divertiti, ma non lo siamo (io non lo sono e mi immagino nemmeno lei). Tuttavia citerò un cantautore che non mi è particolamente caro, anzi che trovo abbastanza scarso e inconcludente, ma che si adatta alla bisogna:
    «E questa domenica in settembre
    Si ride per non piangere perché
    se penso a quel che eri e a quel che ero
    cos’è rimasto? Dimmelo un po’ te»

    Un preoccupato e amareggiato Favi di Montarrenti

  25. Faccio il mio ingresso in questo interessantissimo blog in punta di piedi, per rilevare l’improvvisa afonìa di sindacalisti/blocchi/seri (più o meno). Qualcuno sa dare una spiegazione?

  26. Leggo solo ora questo post. Non ho motivo di dubitare dei contenuti e la conclusione mi sembra convincente. Tuttavia ritengo che si debba ancora aspettare che qualcuno fornisca adeguate e convincenti spiegazioni, prima di dare per sicuro un nome ed un volto al responsabile delle provocazioni. Se, però, non saranno fornite sufficienti prove a discapito, penso che il maggior indiziato, così come si evince dalla lettura dei commenti raccolti nell’allegato, debba rassegnare le dimissioni dal Consiglio di Amministrazione dell’Università e dagli organismi sindacali.

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