Il modo giusto per il risanamento ed il rilancio dell’Università di Siena

Come in precedenza comunicato, cominciamo a rendere pubblici – con l’augurio che anche l’amministrazione universitaria senese si adegui alla normativa vigente in tema di pubblicità degli atti amministrativi – documenti la cui conoscenza è indispensabile per un contributo consapevole e fattivo al risanamento e al rilancio dell’Università degli Studi di Siena.

Il Rettore ha comunicato che il Consiglio d’Amministrazione, nella riunione del 21 dicembre 2010, ha approvato il bilancio di previsione per il 2011 con 14 voti favorevoli e 5 contrari. Il Collegio dei Revisori dei Conti (Verbale n. 3 del 18 dicembre 2010), esaminando sia la proposta di “Variazioni al Bilancio di previsione 2010” che il “Bilancio di previsione 2011” ha espresso parere non favorevole con una serie di motivazioni di seguito riportate. Si tratta di considerazioni scontate ma assai importanti per l’autorevolezza dei revisori, già diffusamente trattate su questo blog ed ora organizzate in forma di decalogo. Ci auguriamo siano tenute nella massima considerazione dagli organi di governo dell’Università di Siena nell’esclusivo interesse dell’Istituzione stessa.

1) «Il Collegio non può esprimere parere favorevole alle prospettate variazioni di bilancio per l’esercizio 2010 in considerazione del fatto che permane il disavanzo strutturale derivante prevalentemente dalla gestione corrente, la cui copertura è stata indotta dall’entrata straordinaria di € 108 milioni, con un risultato previsionale di competenza positivo che, in assenza della quale, si tradurrebbe in un disavanzo di € 30.827.511,29.»

2) «Il Collegio rileva che l’ateneo non ha predisposto i documenti “allegati al bilancio preventivo” previsti dall’art. 16 del Regolamento sull’Amministrazione, Finanza e Contabilità per l’impossibilità di produrli sia per la mancanza dei necessari strumenti informatici sia per l’inadeguatezza dell’organizzazione amministrativa. Il Collegio invita la direzione amministrativa ad assumere le necessarie iniziative volte a conseguire l’adeguatezza dell’organizzazione, in conformità alle previsioni statutarie, regolamentari e normative.»

3) Nel capitolo di spesa per i CEL «si rileva, rispetto alle previsioni definitive dell’anno 2010, una diminuzione di € 1.342.705,90 in ragione dell’adeguamento della retribuzione a quella prevista per i ricercatori confermati a tempo definito. In merito alla suddetta variazione si invita la direzione amministrativa ad una attenta valutazione di legittimità sul corretto inquadramento dei CEL e della compatibilità economico-finanziaria con i vincoli di bilancio.»

4) Quanto alle diminuzioni consistenti delle spese per gli studenti, «il Collegio invita la direzione amministrativa a ricercare la copertura finanziaria delle borse di dottorato e degli assegni di ricerca, valorizzando gli scopi istituzionali dell’Ateneo.»

5) Quanto alle spese per l’acquisto di beni e servizi «il Collegio rileva una carenza nella metodologia della formazione della previsione di spesa che non consente di valutare le reali necessità di acquisizione delle risorse. Con riferimento alla necessaria razionalizzazione della spesa, si richiama l’attenzione su quelle relative agli affitti, all’acquisizione dei servizi esterni e alla gestione delle autovetture dando maggiore concretezza, anche sul piano quantitativo, alle linee guida prospettate solo qualitativamente.»

6) Per quanto riguarda gli oneri finanziari e tributari, «l’indicatore di indebitamento è stato determinato in misura del 27,56% e quindi superiore a quella massima del 15% prevista. Il Collegio rileva e fa constatare che in tale situazione debitoria è fatto divieto di contrarre nuovi mutui o altre forme di indebitamento con oneri a carico del bilancio di Ateneo.»

7) «Per quanto concerne l’aspetto contabile e formale, il Collegio invita ad una revisione complessiva del piano dei conti e ad una rivisitazione del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità valutando anche l’opportunità di implementare una contabilità di tipo economico-patrimoniale.»

8 ) «Sotto il profilo sostanziale e della dinamica finanziaria dell’Ateneo, si rileva e si fa constatare che il disavanzo di competenza previsto per l’anno 2011 è pari ad € 38.839.875,47. Tale risultato è fortemente influenzato dal disavanzo di parte corrente che ammonta ad € 25.730.457,07

9) «Il Collegio richiama l’attenzione della direzione amministrativa sulla necessità di monitorare costantemente la previsione dei flussi di cassa e di aggiornare il relativo prospetto con le risultanze del Bilancio preventivo 2011; ciò in quanto si evidenzia una situazione di grave illiquidità a partire dal mese di Luglio 2011.»

10) «La grave situazione finanziaria necessita di interventi strutturali di risanamento con particolare riferimento alla gestione corrente. A tal riguardo, il Collegio raccomanda di non utilizzare la dismissione del patrimonio immobiliare, anche se non strumentale, a copertura del disavanzo strutturale. Ciò rischierebbe di depauperare il patrimonio dell’Ateneo, senza garantire la soluzione delle problematiche gestionali-finanziarie.»

Allegati:
1 – Verbale del Collegio dei Revisori dei Conti
2 – Relazione Tecnico-contabile al Bilancio di Previsione per l’esercizio finanziario 2011
3 – Bilancio di Previsione per l’esercizio finanziario 2011 (Entrate)
4 – Bilancio di Previsione per l’esercizio finanziario 2011 (Spese)
5 – Situazione finanziaria presunta al 31 dicembre 2010
6 – Riduzioni L. 122/2010
7 – Criteri di previsione del personale
8 – Programmazione annuale dei lavori
____________________
L’articolo è stato pubblicato integralmente anche da:
• “Il cittadinoonline”  del 27 dicembre con il titolo: Bilancio di previsione dell’università: il collegio dei revisori dei conti esprime parere non favorevole.
• “Fratello Illuminato – Il blog” del 28 dicembre con il titolo: Quelli che non censurano…

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37 Risposte

  1. L’anomalia senese.

    Se una banda di delinquenti si impossessa di una importante struttura pubblica e, abusando della fiducia e debolezza altrui in maniera subdola ed infida, continuativa e organizzata, depreda e devasta in un saccheggio e uno sperpero senza limiti, rovinando l’esistenza dei tanti che vi ci lavoravano dedicando i migliori anni e fondando le speranze di futuro delle loro famiglie…

    …scoperto il disastro segue immediatamente e automaticamente una serie di attività volte ad arrestare i colpevoli e recuperare quel che è possibile della refurtiva sequestrando i beni dei criminali che concludono nel generale disprezzo la loro infame carriera. Ed anche nel caso che i rei siano stati al governo di intere nazioni si procede in tal modo su di loro e sui loro beni.

    A Siena si fanno solamente disquisizioni su “risanamenti” e “ristrutturazioni” di una astratta entità come se l’obiettivo fosse quello di far quadrare i conti di una non meglio identificata ditta. Sul resto tutto tace e le stesse vittime non danno segnali di coscienza e consapevolezza.

    Io non ci sto! E come si continua a commemorare quel che di peggio una sciagurata rappresentanza dell’umanità ha prodotto così non si può pensare che coloro che hanno ferite e piaghe ancora aperte si mettano a far salottiere conversazioni!

    Qui non c’è tempo né spazio per parole studiate e forbite perché si ha ormai l’evidenza che troppi siano stati i partecipanti beneficiati dalla immonda deriva e i mediocri indifferenti al perduto decoro! D’altra parte si capisce che lo studente non può che pensare agli esami e alla tesi e al diploma e al lavoro e spesso in condizioni disagiate! L’impiegato al posto e allo stipendio e alla pensione e alla sopravvivenza della propria famiglia! Dal docente ci si aspetterebbe qualcosa anzi molto di più, ma… Poi ci sono gli altri, i dipendenti dei vari enti e istituti (a cominciare dalla “banca”), i professionisti, i commercianti e gli afferenti alle varie categorie sociali, che al “buco” dedicano – provare per credere – e solo se sollecitati qualche fulminea sferzante “battuta”. A chi vive fuor dalle mura o vi entra da turista della vicenda nulla frega.

    Nulla cambia e niente accade e la storia insegna che solo con “sangue sudore e lacrime” ci si può difendere e salvare. Ma simili sacrifici sono possibili solo se non si è un branco di inetti, ignavi ed ipocriti.

    Prof. Cosimo Loré, Ateneo di Siena
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/23/se-questo-e-un-ateneo/78387/

  2. «Il Collegio rileva che l’ateneo non ha predisposto i documenti “allegati al bilancio preventivo” previsti dall’art. 16 del Regolamento sull’Amministrazione, Finanza e Contabilità per l’impossibilità di produrli sia per la mancanza dei necessari strumenti informatici sia per l’inadeguatezza dell’organizzazione amministrativa.»
    Ho finito le parole… Non so più che dire o cosa pensare. Mi rimane solo una grande e sconfinata tristezza…

  3. È bene pensare al futuro, per quanto più nero di cosi… Ma sarebbe interessante sapere con quale dettaglio erano fatti i verbali dei revisori dei conti negli anni delle “vacche grasse”, anche solo cominciando dall’informazione sintetica del parere finale: favorevole o non-favorevole.
    Quanto ai contenuti il dottorato è un punto cruciale: prendiamo atto che non c’è modo di uscire dal buco senza rinunciare alla formazione di qualità o semplicemente chiudiamo tutto il chiudibile? Che alternative abbiamo?
    Carlo

  4. La resa dei conti!

    Chi progetta risanamenti basandosi sullo stato in cui ora ci troviamo e non sulla dovuta rivalsa nei confronti dei manigoldi e dei loro lacchè e non spende nemmeno una parola sui delinquenti che hanno prosperato a nostre spese facendo un uso criminale dei denari di tutti dimostra di essere complice e colluso e di avere la faccia tosta di volersi impunemente imporre per una ripresa che è impossibile senza bonifica.

    Ma non vi accorgete che chi ci ha rovinato continua a fare i propri affari per interposta persona?

  5. Io penso che prima di commentare in un senso o nell’altro queste 2000 pagine vanno lette e capite… sennò si fa come i berluschini con la magistratura che criticano senza leggere gli atti…

    Da una scorsa veloce emerge a mio avviso che i revisori non approvino il bilancio anche per paura delle conseguenze… voglio dire che approvare un preventivo in realtà è cosa di poco conto… perché è il consuntivo che è importante; ma in questo modo non ci si espone ai rischi… un po’ troppo facile…

    Mi fa anche ridere la raccomandazione di non vendere il patrimonio… e di grazia come si riduce alternativamente il disavanzo??? Certo che bisogna ridurre la spesa corrente ma se di 125 milioni 117 sono di personale come si fa?

  6. I revisori non hanno approvato il bilancio perché non è in pareggio. Dalla scoperta del buco tutti i bilanci sono stati in deficit e nessuno ha avuto l’ok dei revisori.

  7. […] Kommissar su Siena: in attesa delle elezioni comunali, la denuncia dei “comportamenti … Leggi tutto: Notizie simili:Il senso della misura » Siena: in attesa delle elezioni comunali […]

  8. A futura memoria

    Perfino criminali responsabili di stragi e genocidi hanno avuto folle di sostenitori e aiuto dai successori, ma dopo varie peripezie sono stati catturati, processati e condannati.

    Al processo di Norimberga come al tribunale dell’Aja alfine hanno dovuto pagare il conto con i loro gregari e chi l’ha fatta franca ci è riuscito dandosi alla fuga e nascondendosi.

    A Siena dopo la gestione Barni-Grossi – come ricordo nell’articolo sul Fatto – è iniziata una fase oscura che non si è conclusa e su cui vanno accessi i riflettori per fare luce.

    L’iniziativa di Grasso di rendere pubblici e accessibili bilanci e delibere va estesa a tale fase perché finalmente si sappia da chi e come sono stati “impiegati” i nostri soldi.

    Bilanci falsi permettendo…

  9. Una considerazione di una banalità estrema ma senza la quale non si cava un ragno dal buco… cosa significa questa pagina? Che gli strumenti ordinari di gestione e contabilità degli enti pubblici non sono più idonei a gestire l’Università di Siena…
    Ci vogliono strumenti straordinari… e da stasera iniziano ad essere possibili…
    Speriamo quindi che il Ministro abbia già nel cassetto il decreto delegato sul commissariamento e che il futuro Commissario sia persona preparata, moralmente irreprensibile, aperta e concreta…
    Certo, i sacrifici saranno per tutti…
    Che il Commissario non si scordi a cosa serve una Università…

  10. Art. 51 dello Statuto
    1. Il Collegio dei Revisori dei Conti certifica i risultati economici, patrimoniali e finanziari della gestione. Il Collegio dei Revisori verifica che tutti gli altri atti amministrativi siano debitamente rappresentati in modo chiaro e veritiero, così da permettere le relative verifiche di legittimità e rendere attendibile e completo il rendiconto degli organi responsabili. Espleta inoltre tutte le altre funzioni previste dalla legge.

    A casa mia questo vuol dire che si può approvare anche un bilancio in perdita posto che sia veritiero e corretto…

  11. No Cal, è principio fondamentale di contabilità pubblica che i bilanci finanziari siano in pareggio… credimi…
    …ovviamente si parla di bilanci preventivi …l’alternativa (si fa per dire) è tra il fare un bilancio “sbilanciato” (e i Revisori ti sbranano) ovvero un bilancio con previsioni non attendibili (per usare un eufemismo)… a meno che non si preferisca paralizzare l’attività di tutto l’Ateneo…
    Come dire: come fai sbagli… non credo sia possibile lavorare così?

  12. E poi, dato che stasera (diciamo stamattina) sono particolarmente incazzato, chiedo a Apophis di spiegarmi cosa sono gli atti della cui mancanza si scandalizza…
    Un grande apprezzamento per il Prof. Loré che riesce sempre a convincermi delle ragioni più alte…

  13. Quanto alla pubblicazione degli atti del bilancio, sono fermamente convinto (ed ho anche avuto occasione di affermarlo in pubblica assise) che trasparenza porta trasparenza, linearità porta linearità (di giudizio e di azione)… plaudo quindi all’iniziativa del Prof. Grasso (anche se il Rettore, nella stessa pubblica assise di cui prima, aveva annunziato la pubblicazione del bilancio sul sito istituzionale – non so se interner o intranet, se per esteso o solo per alcuni atti)… responsabilità a mio avviso esige (e senza responsabilità non si va da nessuna parte) che i giudizi che si danno sul lavoro di altri siano consapevoli ed informati…

  14. jawohl, mein Kommissar! sehr gut, sagt mein Mann…

  15. Apparenze accademiche

    … sono il primo fautore della quotidiana cronaca con puntuale edizione di ogni atto alla ribalta, ma credo che poi commenti e critiche debbano tener conto anche del cosiddetto contesto nonchè dell’elemento psicologico e politico, cioè della testa cui appartiene la manina che scrive il singolo pezzo di carta! Insomma è la solita storia del dito e della luna… La cura del “particulare” può esser tale cioè accurata solo se si tiene conto del resto, di cui il pezzetto di vita quotidiana è il prodotto. Sembra la sagra dell’ovvio ma non se ne può prescindere.

    Anche in una realtà accademica dietro al quadro fittizio e fasullo delle dichiarazioni e deliberazioni vi è il solito verminaio umano, fatto di inconfessabili ma realizzabili pulsioni al mero potere e al bruto guadagno: d’altra parte i trenta denari e i gli uomini potenti hanno sempre scritto la storia e governato le cose del mondo. E non frega niente all’Erode di turno se ci sono in gioco il merito e la ricerca, i posti di lavoro od il futuro dei giovani: basta rileggere quel che un nostro rettore dovette subire tornando alla sua Milano. Benchè nella capitale civile italiana e con compiti chirurgici che riguardavano il cuore – nel senso letterale – nella sanità si legga cosa accadeva a lui e a chi si illudeva di farsi operare al cuore!
    http://archiviostorico.corriere.it/1998/maggio/04/Cardiochirurgia_boicottata_non_dice_nomi_co_0_9805046799.shtml

  16. Dankeschön … frohe Weihnachten für Sie und ihr Mann …

  17. Vielen Danke!
    Bis bald.

  18. Staccate un po’ per Natale, state sereni e pensate in modo positivo.
    Auguro davvero ogni bene a tutti quelli che si trovano in difficoltà.

    Mi hanno mandato una dedica che giro a qualcuno di voi che conosco personalmente, ma anche agli altri che leggo ormai da tempo e che mi sembra facciano parte della… categoria.

    «…a quelli come me, quelli che cercano di essere in armonia con i propri errori come strada di saggezza. Quelli, cioè, che si contraddicono, che sbagliano sempre persona, luogo, momento o argomenti, ma che, nonostante tutto, non hanno mai paura di ricominciare, di rimettersi in gioco; non hanno mai paura di sembrare ridicoli. Non hanno mai paura di cadere e di rialzarsi, non hanno mai paura di dare e di darsi…»

    Un abbraccio! Buone feste.

  19. Gianna, so chi sei: un raro nobile esempio di senso civico e di altruistica militanza in movimenti e associazioni per la tutela dei diritti umani e la difesa dei patrimoni culturali. Consapevole di non trarre alcun vantaggio in termini di potere e denaro hai dedicato sempre a tue spese un bella fetta della tua esistenza ai valori solo declamati dai più… A Siena pochi lo sanno e pochissimi te ne sono grati!

  20. …oltre a Gianna c’è un più famoso “Mario” che alla cultura e al civismo tanto ha dato da cattedratico e da politico, anche lui non inquadrato nei ranghi del “potere costituito” né succube dei molto convenienti opportunismi d’una city senese luccicante e lucrosa:
    http://ilsanto235.blogspot.com/2010/12/mario-ascheri-lascia-la-direzione-di.html

  21. Caro Cosimo,
    di riconoscimenti io ne ho avuti talmente tanti e di tale spessore da bastarmi per l’intera vita. Non a Siena, ma non me ne importa; in qualche modo sono stata aiutata.
    Altri sono i problemi per la città ed ho il timore, spero infondato, che un’altra tegola si stia preparando per tutti i senesi.
    Non riguarda i problemi dell’università, e per ora è prematura accennarlo, anche perché le Cassandre non sono mai state tanto simpatiche e di solito fanno una brutta fine.
    Chiamami, ho bisogno di un consiglio.

  22. http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/26/massimo-dalema-tra-minacce-e-bugie/83670/ a persone simili anche la nostra università ha stretto la mano e piegato la schiena e l’alta cultura senese e il denaro della comunità sono stati in balia di personaggi siffatti…

    Comunismo??? Madddeche!!!

    Si può essere così viscidi e succubi da trovar gusto nel farsi manipolare e rovinare la vita da siffatti “criminali complici consapevoli”, secondo la definizione data dal Giudice Clementina Forleo ai furboni della scalata e della cordata bancaria Unipol???

    Si può essere e con una bella maggioranza!!!

  23. Credo sia un diritto naturale lottare per non essere governati per di più in maniera subdola dai peggiori soggetti, urlare e chiedere aiuto e tirare calci fin tanto che non ci hanno fatti fuori, lasciare traccia della nostra rabbia affinchè dalle nostre ossa sorga un vendicatore! No?

    C’è ancora la lapide nel cortile di quella che credevamo la nostra università dove si legge exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor; qui la richiamo spesso e son convinto che questo suscita forse fastidio in qualcuno che nella chiesetta di S. Vigilio assume arie angeliche nella preghiera ripetuta come una nenia…

    Oggi si è ancora in un clima natalizio ma chi ha nella città e nell’ateneo fatto la propria scelta per una esistenza che volge al termine non c’è spazio né per festeggiamenti né per cazzeggiamenti che in una situazione siffatta possono esser coltivati o da incoscienti o da incompetenti.

    Per molto meno i nostri celebrati antenati si sono battuti anche fisicamente a rischio della libertà e della vita.

  24. Altrimenti la lezione ben poco magistrale che riceve chi viene illudendosi di essere forgiato nell’antico studio senese è che qui si possono falsificare i bilanci, dilapidare i denari, truccare i concorsi, il tutto continuando comodamente a tramare attraverso emissari dal cuore di coniglio e dalla coscienza di colluso e anche a godere di ogni guarentigia e tutela nel caso i più gravemente danneggiati e meno vigliaccamente atteggiati volessero avere la simbolica soddisfazione di deprecarli ogni giorno nella pubblica piazza e nell’aula magna e nel cortile dell’ateneo dove c’è una vecchia lapide…

    Pessimo spettacolo lo offre il docente silente (cui dobbiamo erigere una statua come al milite ignoto) che lascia intuire un far finta di niente non apprezzabile ma confacente alla schiera di coloro che tutto sommato hanno avuto dalla vita accademica più di quanto meritassero o che – mal pensando ma ben investigando – dai gaglioffi al potere e dai loro galoppini (e galoppine!) hanno ricevuto improprie prebende.

  25. Quanto ha ragione, caro professore!
    Monumento al “professore ignaro”: se fossi un vignettista farei una proposta. Se ci leggesse Giannelli o il Manni. In realtà è il dato più sconcertante di questa vicenda. L’agitazione del personale è ben giustificato e proporzionato alla gravità della situazione. Ma che i docenti dormano… non è affar loro? O bisogna arrivare a intaccare anche i loro stipendi? A proposito, qui gli aumenti vengono liquidati? A Roma Tor Vergata mi dicono che è da almeno due anni che non ricevono gli scatti.
    Altro punto: Gianna aiuto, a che evento ti riferisci? Non tenerci così sulle spine, ti prego.
    Ultimo: letto articolo Ascheri senior? L’ipotesi seconda lista orientata a sinistra mi sembra in effetti fantapolitica, ma non è ancora da escludere. Il professore non accenna però ai probabili transfughi del PD, che possono venire fuori anche in collegamento con il Terzo Polo nazionale.
    IdV: se questa è costretta all’accordo da Tonino sarà la riprova che non si può stare in un partito, ma se neppure le liste civiche vanno bene, che speranze ci sono di uscirne?
    La Lega non solo ha i problemi di linea politica nazionale che tutti conosciamo, ma quando anche aumentasse bene con i consensi acquisiti all’università al secondo turno che fa? Vota per Piccini ApI filo-Tabacci?
    Perciò, con il disgusto che si respira in giro oggi è più facile che al ballottaggio non si arrivi neppure. Sondate chi vi sta intorno. C’è tempo per riparlarne. Poco. Ma ora: Buon Anno a tutti i valorosi partecipanti a questo blog.
    E l’augurio è che il Favi e Stavrogin tornino. O avete cambiato la firma? Perché? Forza, buon 2011.
    Vorwaerts, direbbe il mio compagno, che segue le vicende delle nostre università meravigliato per la mancanza di concretezza del dibattito generale. Tagli ne hanno avuto anche in Germania e tanti ma sanno dare priorità e non avevano i rami secchi sui quali si doveva intervenire con decreto-legge, altroché chiacchiere Gelmini sì o no.

  26. Auguri a tutti, quindi. Ma nella “resa dei conti” occorre mettere anche i caporioni ideologi che grazie al Pd hanno occupato tutto l’occupabile-purtroppo qui ha ragione il Cavaliere, benché condisca i suoi ragionamenti di banalità… C’è il “buco” e questi tacciono ma grazie al Mussari e alla banca pubblicano sciocchezze degne di Disneyland. L’ultima è “Miti delle città”. Ci son Detti, l’onnipresente Calabrese, la Piccinni e quel signore sornione che nomasi Boldrini. Il quale ci ha detto che il libro – udite, udite! – risale ai miti di Troia. Troppo poco. E Gilgamesh? E Ut-Napisci degli Assiro-Babilonesi? (Ma lo ha letto il Ceram?). E che dire dello zoroastrismo? Se il buondì si vede dal mattino…
    Non comprate la strenna, al limite gettatela nel caminetto acceso.
    Auguri!!!

  27. Ma non si compra, Bardo! L’hanno avuto in regalo soltanto presentandosi il giorno buono a palazzo del MPS o andando dal direttore in filiale. Stai tranquillo si sa che sono soprammobili.

  28. Si, sono gufi impagliati ma che danno han fatto e fanno!!! La loro subcultura di baroni stracotti sta distruggendo Siena. Ormai navigano solo i loro friends, boyfriends and civette varie. Che pena…
    Auguri e che Siena possa avere un futuro migliore!
    The Bardo

  29. “E vissi” a Siena “al tempo degli dei falsi e bugiardi”. (Mi dice l’Augusto Poeta dai Campi Elisi).

  30. Professori da cabaret
    Teorici del compromesso “storico”
    Tra la parrocchia e la casa del popolo
    Ormai han dato alla ditta Boldrini e co. un teatro e una platea, come al Filusé, il bozzettista dei pisciatoi della Costarella…
    Una delle tivù di regime, Canile 3, ha dato il meglio di sé, in merito alla rievocazione del “grande” Maccherini, cui il Comune ha segnato una sala. A Frajese, altro “grande”, invece, una via.
    A commemorare il “grande” giornalista democristiano c’erano i proffe di “sinistra”, ex Pci, ex Lc Balestracci, Orlandini, Boldrini. E Romaldo della Caritas che ponzava. E’ stato un capolavoro di comicità ove i capocomici si tenevano bordone e l’uno faceva da spalla all’altro. Boldrini poi è uno che dà le tesi ai suoi studenti (poveracci). È uno che si esprime come si esprime – uno le doti o ce le ha o non ce le ha…-: del resto vien giù dalla montagna. Non si sa in cosa sia laureato: è un mistero della Mistica. Ha passato la vita a setacciare il pettegolezzo straprovinciale in foglietti o fogliacci destinati al fallimento e al deficit, come l’Ateneo senese. Senza il partito e la facoltà di Omar Calabrese cosa sarebbe divenuto il Boldrini?
    Per ora si dice pentito di esser stato 40 anni comunista.
    «Tutti questi ex fanno schifo perché non si sa se fingevano prima o se fingono dopo» (Il giornalista comunista Antonio Gramsci).

  31. Boh, ma poi di giornalisti a Siena ce ne è anche dell’altri no? Tipo Ascheri, Falorni ecc.: che so’ appestati loro? E forse erano più amici del Maccherini di quelli che l’hanno ricordato per farsene belli… che schifo!

  32. Parole sante Arlecchino. Hai detto quel che tacevo per pudore, anche per rispetto al giornalista che ho visto fratello di sventura alle Scotte prima che morisse.

  33. A proposito di giornalisti voglio ricordare Francesca Patanè, grande sostenitrice del senso della misura che ci lasciò in punta di piedi all’inizio dell’autunno 2009, con le parole alte di Quirino Paris:

    «…i potenti dell’Università di Palermo, inclusi il rettore e il direttore amministrativo, non si sono mai dati pace del fatto che la testata “Ateneo Palermitano” fosse controllata da Francesca Patanè. I suoi editoriali ed articoli, precisi e documentati, misero spesso a nudo una situazione di malauniversità. Il colmo dell’insofferenza istituzionale fu raggiunto nel gennaio 2006 con un articolo che riportava la notizia, già diffusa da giornali nazionali, di due docenti dell’Università di Palermo indagati per associazione a delinquere dalla Procura di Firenze. La macchina silenziatrice dell’Università di Palermo si mise in moto avviando un procedimento disciplinare a carico di Francesca Patanè che le venne comunicato assieme all’articolo del codice di disciplina che prevede il licenziamento senza giusta causa. Francesca Patanè non si diede per vinta e allertò la stampa nazionale del sopruso che si stava consumando. Il giorno stesso della sua audizione davanti alla commissione disciplinare, La Repubblica uscì con un articolo in sua difesa e in difesa della libertà di stampa. I maggiorenti dell’Università, presi alla sprovvista da tanta pubblicità non richiesta, fecero rapidamente marcia indietro e – per bocca del rettore Silvestri – annullarono, di fatto, il procedimento.

    Nonostante la bruttissima e pericolosissima esperienza inflittale dall’istituzione alla quale aveva dedicato una vita di lavoro ma che, forse, per avere il quartier generale nello Steri – l’edificio dell’Inquisizione Spagnola – ne aveva assunto lo spirito che trasuda ancora dalle sue mura, Francesca Patanè trasse maggiore convinzione che la libertà di stampa fosse, in assoluto, il primo obiettivo e la prima condizione di una società civile. Così, negli ultimi anni, Ateneo Palermitano divenne un faro di luce a livello nazionale sulle vicende dei concorsi universitari truccati, dei bilanci universitari falsi, della magistratura che quando tratta di vicende universitarie spesso si intorpidisce senza lasciare tracce significative, del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (Miur) che non esegue mai le sentenze del Consiglio di Stato, del Miur che gestisce una privatizzazione latente dell’Università italiana a partire dalle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia e dalle Scuole Superiori per Mediatori Linguistici. Ateneo Palermitano prese spesso le difese di singoli ricercatori e professori tartassati dalle cosche baronali. Si scagliò contro le inutili ricette dei luminari di entomologia che non sanno fare niente di proficuo contro il punteruolo rosso che devasta le secolari palme di Palermo e della Sicilia…»

    Latitudini diverse ma metodi uguali!

    http://www.ateneopalermitano.it/?page_id=2

  34. Scusate se vado un po’ (poco) fuori tema.
    Vorrei vedere il bicchiere mezzo pieno, da un punto di vista totalmente ed egoisticamente personale.

    Mi confermate che il numero delle matricole all’Università di Siena è crollato? Mi posso quindi aspettare anche un crollo degli affitti in centro?

    Speriamo di sì!

    Grazie ai rettori grulli ce la farò a trovare di nuovo una casa con un affitto decente?

  35. Mi dicono che stanno assistendo ancora attoniti ai posti letto vuoti e attendono ad abbassare (altrove i fitti sono già scesi di un 10-20%): i miracoli? Come per il MPS… dormono sonni beati, per ora. Si sveglieranno mai i nostri concittadini? Ne dubito, drogati come sono. Tra poco comincia l’anno contradaiolo…

  36. La Nazione, un pessimo giornale che odio e che per sbaglio leggo perché è l’unico ove sia cronaca locale – quel del Bisi fa pietà -, oggi parla dei rincari gas, parcheggi ecc. che ci attendono. La politica lacrime e sangue ora è anche del Pd e di quei servi exs lottacontinuisti che ci si son ficcati. Saranno proprio loro a far risorgere la guerra civile.

  37. […] Grasso. Il modo giusto per il risanamento ed il rilancio dell’Università di Siena Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla,Per riflettere il 5 gennaio 2011 […]

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