WikiLeaks nell’Università?

«Immaginate se mille studenti iniziano a dare un’occhiata affilata ai bilanci delle università, sono sicuro che basta leggerli per scoprire un po’ di magagne», scrive Jacopo Fo su Il Fatto quotidiano. Ma è proprio questo il punto. Gli studenti, in gran parte “politicizzati”, sono presenti nei consigli d’amministrazione di tutte le Università e sui bilanci esprimono sempre un voto di schieramento.

Jacopo Fo. (…) Il potere è talmente sicuro di sé che nasconde malamente le tracce dei suoi imbrogli. Se gli studenti e i precari vogliono rispondere colpo su colpo all’imbarbarimento del sistema scolastico e della ricerca possono, ad esempio, iniziare a dare un’occhiata affilata aibilanci delle università, sono sicuro che basta leggerli per scoprire un po’ di magagne. Soprattutto nelle facoltà dove il rettore assume il figlio, la nuora, la zia e la cugina. Figuratevi se un tipo simile non fa anche la cresta sul riscaldamento e i rimborsi spese… Oggi rendere semplicemente visibile l’intrallazzo e poi denunciare il tutto alla magistratura è una sperimentata arma di guerra. Laddove i compagni hanno reso trasparente la casa del potere hanno inferto un duro colpo al sistema. È una tattica che sta funzionando per molti gruppi locali di difesa del territorio che la stanno usando come clava. (…)

Immaginate se mille studenti dedicassero qualche giorno di lavoro a spulciare i bilanci delle facoltà, dei licei, dei centri di ricerca, verificare la congruità legale dei concorsi… Immaginate se gli studenti entrassero nel merito dei bilanci pretendendo che si smetta di buttare ogni anno dalla finestra centinaia di milioni di euro perché scuole e università sono sprovviste del più elementare isolamento termico e tutto è improntato allo spreco. Immaginate se i ricercatori precari si mettessero a verificare quanto sono state pagate le attrezzature per la ricerca. Tutte informazioni che si possono ottenere abbastanza facilmente… Immaginatevi se qualcuno si dedicasse a lasciare in giro qualche registratorino, o a riprendere con un cellulare quei professori che fanno avances alle studentesse. Sarebbe una guerrigliadevastante…

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41 Risposte

  1. A Siena c’è un ateneo dove si continua a far finta che nulla sia accaduto e fino ad oggi invano questo giornale elettronico ha educatamente reso di pubblica conoscenza atti e misfatti, documenti e commenti sul gigantesco malaffare e sul conseguente disastro.

    Non si deve né si può attendere l’esaurimento delle procedure giudiziarie, ma – come denunciava Paolo Borsellino – per ripristinare la credibilità di una istituzione si proceda ad efficaci immediate definitive inchieste interne volte a restituire il maltolto alle vittime di furti di posti e di soldi e ad estromettere in maniera esemplare farabutti e furfanti.

    Non averlo ancora fatto e tacere su tutto e osare invitare alla unità di tutti senza distinguere tra vittime e carnefici delegittima e squalifica l’intera scuola senese e dimostra che la cosiddetta governance locale è ancora saldamente in mano a omertosi e collusi.

  2. Giovanni, dal 1° gennaio 2011 dobbiamo aprire un nuovo capitolo nelle nostre attività volte a far tornare “nostro” l’ateneo: oltre alle iniziative giudiziarie, editoriali, giornalistiche, politiche si deve avviare una fase interna non delegabile solo alla componente studentesca per definizione transeunte ma gestibile da coloro che a vario titolo e con alterne fortune nella università operano, alcuni ormai da una vita! I diritti – ci è stato insegnato – si conquistano e le refurtive vanno cercate e le guerre anche se sporche combattute…

  3. La pubblicazione di verbali, delibere, bilanci certo rappresenta un primo preciso passo della nuova fase.

  4. Ma non si dimentichi l’archivio: perché non si fa un libro bianco? L’editore interessato ce lo ho già…

  5. … certo anche il cartaceo in forma di archivio e di libro bianco è mossa valida e strumento utile, ma per un attimo si conceda di meditare – e mettere in conto se ci sarà chi pagherà – sui supplmentari sacrifici a carico delle vittime, che a proprie spese dopo danni, beffe, cause devono fare ricerche, esporsi a querele, sottoporsi a fatiche, tra l’inerzia degli ignavi e la ostilità di ottusi, collusi e adusi agli abusi. Forse se qualcuno non rimane compito, compunto e composto ci saranno attenuanti al momento del giudizio divino, se quello umano in questo caso – ma guarda un po’ – sarà, come è assai probabile, istantaneo e inflessibile!

  6. Una cosa documentaria, ma ben indicizzata in modo che tutti/tutti trovino quello che cercano! Non è un bel regalo da fare alla nostra-vostra università?

  7. … ho trovato un vecchio scritto di qualche anno fa che non riesco a reperire nel blog dove mi pare fosse stato pubblicato per cui lo ripropongo anche se un poco antiquato perchè mi par già un pezzo di introduzione alla cosa auspicata da arlecchino …

    “In un poco aureo isolamento abbiamo condotto una campagna ostinata e misurata, mai disperata né ineducata, volta a confrontarci non tanto con gli uomini ma con le cose o meglio con “la cosa pubblica” rappresentata dal patrimonio storico, culturale, sociale, economico, scientifico, finanziario rappresentato dalla antica istituzione accademica senese: l’impegno è documentato da una serie di atti, reperibili nei verbali del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, pubblicati su riviste e in volumi (l’ultimo del sottoscritto appena edito da Giuffrè TRA SCIENZA E SOCIETÀ), scanditi da cospicua corrispondenza elettronica, immessi in rete nel blog http://ilsensodellamisura.com. L’impresa è stata resa più ardua non solo dall’ostracismo quasi generalizzato manifestato dagli organi di governo e dalla indifferenza di troppi colleghi, ma anche dalla immotivata quanto mirata ostilità (anche questa documentabile negli atti suddetti) verso le persone dei sopra citati Docenti, le loro legittime aspirazioni ed opzioni, i Diritti minimi al rispetto e alla lealtà (alla faccia d’ogni codice etico, di comportamento, etc.). Tutto questo serve – come nella più corretta anamnesi medica – a ripercorrere puntualmente un iter che parte da lontano e che ora soltanto − e pur solo in parte − comincia ad esser percepito dalla comunità universitaria, cittadina, regionale, nazionale. La progressione geometrico-geografica non è una inutile iperbole, posto che quando affonda (rectius: è affondata!) una barca che si chiama UNIVERSITAS per di più nobile e gloriosa e di lungo corso quale quella della Città del Palio (e di San Bernardino e di Cecco Angiolieri e di Enea Silvio Piccolomini e di tanti Italiani Illustri) il danno è incommensurabile, irreparabile ed internazionalmente incidente! Un faro si spegne, anche se taluni – nel tentativo di proporre soluzioni alternative per attingere la corrente da qualche parte − già cominciano a parlare di vendite o svendite del patrimonio immobiliare molto sospette e certo non gestibili dagli stessi responsabili del disastro. Disastro che non può esser rivenduto – come in certi postumi comunicati si legge – come un fatto fortuito, un evento improvviso ed imprevisto, un fulmine a ciel sereno… I soldi scorrono sempre dai rubinetti aperti o chiusi e comunque adoperati da alcuni ben identificati soggetti con precisi compiti e predeterminate responsabilità amministrative, che non possono perder d’un colpo la memoria dei propri pur illeciti ed incoscienti intendimenti e comportamenti. Ed anche se una strana epidemia da “smemorato di Collegno” avesse in queste ore colpito i vertici della amministrazione universitaria senese restano i fatti e gli atti, rimane il “buco” in cui si stanno calando gli speleologi della Guardia di Finanza, “voragine” che si apre non in un fiat, tipo lotteria al contrario o nottata al casinò, ma per una premeditata proterva persistente pervicace pratica (dilapidazione? Distrazione? O … cupio dissolvi?). La nostra attività di informazione si diparte dall’inizio del 2006 e si dipana nella serie di editoriali e commenti subentrati nel blog IL SENSO DELLA MISURA che la dicono lunga sulla prevedibilità e prevenibilità degli eventi oggi alla ribalta delle cronache locali e nazionali. A chi si applichi con un minimo di attenzione non può non risultare che tutto già era visibile e palpabile, perfino a chi come noi non occupa le “stanze dei bottoni” e non ha in mano i “libri della contabilità”. Basta rileggersi il giornalino dell’ateneo (“unisinforma”, numero 6, anno 2006) a proposito del “conto consuntivo 2005”! Per analoghi misfatti in ditte od enti ben assai meno rilevanti vi sarebbero arresti immediati per bancarotta fraudolenta, truffa allo Stato, danno all’Erario … Ancora una volta l’università risulta essere “zona franca” quanto a rispetto della Legge, applicazione dei Codici, sacralità della Costituzione (ricordata solo in occasione di esami studenteschi o di celebrazioni accademiche). Era però notorio che la precedente gestione aveva lasciato un bilancio già gravemente compromesso che certo non permetteva alcuna assunzione o promozione – come è invece avvenuto con anticipazioni di tempi e fondi da far rabbrividire – dei cosiddetti amministrativi a danno di docenti, discenti e tecnici necessari, e di esperti d’informatica che da tempo avrebbero dovuto far uscire dalla preistoria le strutture universitarie fermando gli sperperi d’un cartaceo gestito da innumerevoli deleteri “uffici” (piaga anche questa da chi scrive periodicamente denunciata alle autorità accademiche). Si aggiunga un’ulteriore vibrata denuncia: chi grida ora che la barca affonda è autore dell’ennesima efferatezza (sottrarsi alla responsabilità, distrarre l’attenzione, scaricare sul fato) che lascia esterrefatto chi ha cercato tra offese e raggiri di fermarne le mani! Ripugna che nell’era moderna tutto si possa fare e nemmeno alle vittime degli abusi sia concesso dire: innocenza fino al terzo grado di giudizio e avvocati specializzati nel trovare lo spunto per la querela hanno rimosso ogni ostacolo alla impunità di chi delinque: … il prepotente offende e si ritiene offeso (Manzoni).”

  8. Sì, potrebbe essere l’introduzione storica… anche l’idea di intercalare i comunicati di regime non è male: per dimostrare l’entità, la misura del dolo!

  9. Complimenti a chi non si ferma di fronte al silenzio assordante e che continua a scrivere in questo blog. Di chi non si arrende alla massima: e tutti delinquenti nessun delinquente! Tutti responsabili, nessun responsabile!! Certamente una risposta sanzionatoria, che arriva con tanto ritardo ha perso in parte i suoi effetti… Ma l’amnistia… sia almeno proclamata e non sia solo il risultato del silenzio!!

  10. Una banda di criminali entra in una città e uccide, ferisce, ruba e devasta dandosi alla fuga…
    Le autorità non curano i feriti né seppelliscono i morti e non ricercano criminali e bottino…
    Invitano tutti a stare calmi, a guardare avanti, a tirare la cinghia, a pensare a ricostruir…
    Mutatis mutandis è questa l’oscena realtà senese e sembra di viver in un manicomio criminale…

    Rettifica: conoscendo per la mia attività la realtà dei manicomi criminali ritengo doveroso scusarmi di aver fatto un paragone che offende validi operatori e pazienti ricoverati i cui profili e comportamenti non sono assimilabili al mostruoso fenomeno senese!

  11. Vicky, “una risposta sanzionatoria, che arriva con tanto ritardo”? Ma qui dall’ateneo non è arrivata né mai arriverà una risposta d’alcun tipo!

    L’affidarsi solo alla magistratura da parte delle varie gestioni accademiche è un’ipocrita presa d’atto di una ahimè ineluttabile procedura e la prova d’una palese volontà di tirare dritto seguendo la linea del “chi ha avuto ha avuto ha avuto” tanto cara a chi delinque e non solo vuole farla franca ma atteggiarsi a vittima e alzare pure la voce, ben consapevole di essere circondato da un mare di pecore!

    Se si considera che i capoccia e i capetti dell’ateneo hanno assunto atteggiamenti e deliberato decisioni assai severe su singoli soggetti per ipotetiche infrazioni suscita ancor più ripugnanza la viltà elevata a turpe stile di vita: il “silenzio assordante” cui ti riferisci è l’effetto acustico della oscena omertà che caratterizza i cosiddetti “accademici”!

    Qui c’è bisogno di un atto clamoroso…

    …e gli “auguri” – se si ha un briciolo di “senso critico” e di “memoria storica” – sono solo insulto per chi attende da troppo tempo atti responsabili!!

  12. Giovanni, mi sorge il sospetto che qui si faccia finta di niente non solo per collusione da viltà bensì anche perché molti hanno beneficiato di un latrocinio così cospicuo, diffuso e sfacciato…
    Su questo punto fondamentale ti invito a scriver apertis verbis quello che sai, pensi e ipotizzi!

  13. E dato che – tolte le toghe – gli uomini in mutande sono poi sempre i soliti, non credi che il fatto di essere – per la miseria – l’unico docente che firma scritti sul blog mi rende in qualche modo analogo a chi per primo cominciò a parlare di mafia passando, non senza ragione visto che contrapporsi al sistema è da folli, da pazzo e infine a miglior vita perché assassinato dalla onorata società? Dimmi, Giovanni!

    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/61/73/

    …con alcuni evidenti distinguo visto che non sono né pentito né mafioso né a rischio della libertà né della vita poiché i metodi accademici attengono più al furbesco governo di inermi greggi che alle sanguinose guerre tra feroci gruppi…

  14. Ho usato il presente indicativo… “una risposta sanzionatoria che arriva con tanto ritardo”, con accezione di un illusorio futuro… Se arriverà… sarà comunque tardiva. Ovviamente speriamo che arrivi!! Oltre all’omertà… c’è anche incosapevolezza (inettidine, incapacità) e l’una non è meno grave dell’altra. Auguri… a chi scrive… aiutandoci a sperare… che si può lottare contro il dannoso qualunquismo e la penosa accondiscendenza.

  15. Vicky,
    diciamola una buona volta tutta la verità ufficiale con timbro e ceralacca nella magnificenza medievale di un contesto unico al mondo: Siena soffre solo di una protratta calunniosa e diffamatoria attività di alcuni isolati elementi ben identificati su un blog che sono la vera causa di tanti danni alla immagine ed al decoro di docenti compatti e silenti malgrado un così protervo e permanente attentato all’ateneo. Son cinque anni che nel nome di un’altra non meglio precisata università uno ha aperto all’altro la via per un delirio che ossessiona e oltraggia tutti noi.

  16. … e c’è di più perché per autorevoli esponenti del governo cittadino la pretesa di commissariamento “rappresenta l’ennesimo atto di una strategia golpista, che punta a destabilizzare le istituzioni senesi per rovesciarne il governo senza passare dal consenso. L’obiettivo è spudorato: insediare un commissario “amico degli amici” che gestisca politicamente l’Ateneo nella fase delle elezioni comunali, per tenere sotto scacco i dipendenti e la città” (si riferivano alla richiesta di commissario sostenuta dalla Lega Nord).

    La precedente ironica simulazione di un paradossale capovolgimento della realtà in cui si accusano le vittime del malaffare che – come Giovanni Grasso ed il sottoscritto – non vogliono tacere né darsi pace e neppure affidarsi a governanti palesemente collusi e omertosi si ispira a fatti reali.

  17. Non solo il “Potere” conta sulla nota apatia di un popolino dalla visio mundi medievale (ossequio gerarchico alle autorità, orizzonti poco di gloria ma limitati ecc.), ma conta su scherani e agenti provocatori metti nelle vesti di giornalisti o professori. I complotti contro chi non è servile si susseguono. L’ultimo è contro un mio amico storico che subisce ostracismo politico al Santa Maria della Scala, il regno della Campioni. Siena come un Panopticon.
    Ci sarebbe da chiosare come Ciacco: dimmi se alcun v’è giusto nella città partita-come lo interroga Dante…

  18. …ho letto e riletto l’amico Cosimo che ha dominato in questa sezione e un po’, lo confesso, mi sono scoraggiato… sì perché il vero problema, oltre, ovviamente, a quello dei predatori, criminali e malviventi, che hanno distrutto questo ateneo è anche (o forse soprattutto) quello degli omertosi, di gran lunga più numerosi dei primi… e se si dovesse far piazza pulita di tutti (mandandoli a casa, ovviamente!), forse l’ateneo resterebbe nelle mani di uno sparuto manipolo di uomini coraggiosi ed onesti che rappresenterebbe una nota veramente stonata, nel quadro del generale dissesto morale ed economico di questo Paese.
    Io ricordo (e Cosimo lo può confermare) che quando denunciai all’Autorità Giudiziaria le irregolarità nello svolgimento di alcuni concorsi, poi finite nelle pagine della stampa locale e nazionale e nelle aule di tribunale e finalmente concluse con una specie di assoluzione “urbi et orbi” (Cosimo dirà senz’altro di no, su questo punto, ma gli ricordo che anche chi è stato condannato in quei processi ha ricevuto parole commemorative sulla stampa nazionale… le vittime, invece, no!), un intero dipartimento negò, interrogato dall’allora PM Calabrese, che ci fossero mai state irregolarità nello svolgimento dei concorsi e un noto professore “ideò” un documento (del quale pretese la firma da tutti i suoi “sudditi”… inclusa mia moglie!!!) nel quale si dichiarava che “tutti i concorsi svoltisi in quel dipartimento da oltre venti anni” erano perfettamente regolari!!!
    Dico questo per dare un’idea delle reali dimensioni del problema “omertà” a chi non lo avesse ben presente!
    Ovviamente aspetto il commento di Cosimo… e degli altri.
    Felice Anno Nuovo a tutti i “bloggers”
    Un abbraccio “virtuale” a tutti.

  19. …non aspettarti commenti da chi:

    1) oggi specialmente ha scritto veramente troppo!
    2) come te non ama commentare ma descriver fatti!
    3) alla tua precisa memoria non ha da aggiungere!
    4) però ti invita a esporti in maniera più cauta!

    CL

  20. Quando al rettorato dominava la pedina di partito Boldrini – uno che ha appoggi al Dipartimento di Storia e altrove -, io fui l’anonimo autore del manifesto “Exsurge, domine!” che denunciava i concorsi-farsa e la mafia accademica. Son passati ormai 15 anni… Fui un pioniere, uno che sfidava gli Antropologi (antropofagi!) e i vari Guru come Luperini. Fortini mi disse che Riccardo lo aggrediva… poi lo commemorò… e lo faceva assieme a un oste di Lc dal cervello fossile. Denunciai ben 10 concorsi al Calabrese e alcuni erano in evidente reato. L’unica cosa che ottenni fu che i Baroni fossero più cauti nel fare le porcate… Poi l’intreccio baroni-burocrati tentò di liquidarmi… La polizia e i magistrati san tutto…
    Quindi, o amici, ribadisco:
    Exsurge, domine! (*)

    (*) Era un manifesto ironico che riprendeva la bolla anti-luterana…

    PS – I concorsi denunciati: Facoltà di Lettere, uni. per stranieri e scienze politiche. A scienze politiche si tentò di tacitare il pubblico che applaudiva la mia lezione e di corrompermi con un incarico… In altro concorso passò Berni, che portava la borsa al De Vita, da me denunciato.

  21. Come i vari Boldrini commemorano il “Macca”-vedi post-così il Riccardo commemorò Fortini, dopo che per anni lo aveva osteggiato e minacciato….così va il mondo accademico. Il Riccardo era un impiegato tecnico poi passato ricercatore e infine quasi proffe grazie agli antropologi-antropofagi. E’ gente che non ha faccia e che tira-come i manzoniani di carducciana memoria-quattro paghe per il lesso.
    “Babbo che cos’è il fascismo?”
    “Zitto e mangia”
    (Cit. in “Rena” partigiano)
    bardo

  22. Grandioso, Bardo, sono la prima a darti ragione nel 2011, no? Come mi ricordo il melanconico Maccherini… loro ne han fatto un santino, usa e getta dopo esserti salvato la coscienza in questa città senza memoria. Questi senesi della decadenza ricordano solo le date delle vittorie paliesche e ora ilcittadinoonline invita a votare Mussari in un sondaggio del Sole24ore (che riceve regolarmente la pubblicità di MPS).
    Ha ragione: altroché Bisi, vogliamo lui come sindaco, almeno la carica formale coinciderà con quella effettiva. E sarà meglio del Bisi o del Ceccuzzi, no?
    Forza, augurio del 2011: Per Siena e parte del PD si ribellino ed esigano, con migliaia di fan del basket e del Siena calcio, Mussari for sindaco!
    Evviva la chiarezza… Forza Siena, Forza Mussari. Forse vi risolve anche i problemi universitari…

  23. Giusto, Laura! Drammatico realismo!
    E ci sarà Caltagirone a Presidente del MPS banca, ecco la conclusione, che poi porterà la direzione a Roma, e MPS diventerà la prima banca di Roma… con un giornale che guarda caso benedirà l’operazione come Provvidenziale mentre il genero diventerà Presidente del Consiglio con la benedizione di Oltretevere e finalmente ci saremo levati dai corbelli quell’atipico Berlusca.
    Qualcuno avrà ben registrato che C. ha comprato un 11 milioni di azioni MPS al prezzo ottimo di 0,85 (prima, ai tempi di Antonveneta del pluripremiato – Mussari, le aveva prese a 1,5)… purtroppo da tempo è una città in cui si guarda solo al proprio portafoglio: finché non è toccato quello nessuno si muove.
    Scusate il disturbo, maleducato, fuori posto per il nuovo anno, ma ricordatevi che del personale non docente (come del docente, del resto salvo qualcuno) nessuno aveva mai protestato di fronte alle megalomanie di Berlinguer e poi del suo degno allievo Tosi.
    Quando venivano banditi nel corso degli anni i mille concorsi (soprattutto d’agosto, guarda caso) che hanno moltiplicato il personale non docente qualcuno diceva qualcosa? Qualche sindacalista ha protestato annunciando i futuri problemi di bilancio? Non mi risulta. Ora tutto è facile, come la strumentalizzazione della Lega. Gioco da ragazzi.
    2011: anno nuovo, verità nuove? Ma cominciamo con il non prendiamoci per i fondelli, cari amici! Guardiamoci nelle palle… degli occhi!

  24. …io ho denunciato tutto! …da lì a dire, poi, che sia servito a qualcosa, ovviamente, ce ne passa! Era solo per precisare, ma sempre con grande simpatia per Arlecchino e tutti gli altri, ai quali auguro un 2011 “rivoluzionario”!!!

  25. Arlecchino è proprio vero che i Prof. Universitari lavorano 3 ore e passa al giorno… lei ad esempio è sempre su Internet! Si dedichi agli studi, ai libri, ai convegni sulla storia di Siena o sul Medioevo ed alle trasmissioni su Canale 3 sulla storia della nostra Città, ma non usi la politica cittadina ed il futuro dei Senesi per i suoi interessi, assieme a qualche ex matricola ed a qualche guida turistica, forse l’unico in buonafede. Ad maiora.

  26. Nik, Arlecchino ha una cantina di tutto rispetto e ci potrebbe anche invitare per un seminario di studio…

  27. È il nuovo anno… si auspica una revolucion… ma qualcuno ha fatto autogol mettendo le liste civiche under il terzo polo (indovina chi??).
    “La rivoluzione non è un pranzo di gala… ma un atto di forza col quale una classe ne rovescia un’altra…” (Mao, cit. in “Giu’ la testa!” di Leone).
    Qui ci vorrebbe altro che Caravan Petrol!

  28. Bardo, pensa che speravo nelle Liste Civiche cui avevo manifestato tutta la mia stima e simpatia!

  29. Ah Barbico’,
    cominci l’anno con un bello spirito ‘liberal’, bravo! Sembra di leggere qualche sito para-massonico-prefettizio di facebook… non fate un bel servizio al Piccini, credimi!
    Un bicchiere alla tua salute 2011 lo bevo ugualmente, tranquillo…
    Prof. Lorè, dia un’occhiata a questo sito:
    http://ilsanto235.blogspot.com/2010/12/il-professor-mario-ascheri-fa-gli.html

  30. Arlecchino, avevo segnalato questo link in un mio recente commento…

  31. Prof. Loré… sono i fatti che parlano, io chioso. Intanto dà forfait Stelo e Ascheri è “freelance“, come dice lui… Ma ho trovato il ritratto della banda che sgoverna Siena e che tanto male ha fatto in feroci discriminazioni, piazzando amici, matrone, proconsoli e ruffiani…
    “…Il loro frasario era però il frasario di sordidi bucanieri: era temerario senza ardimento, cupido senza audacia, e crudele senza coraggio; non c’era un briciolo di preveggenza o serietà di intenzioni in tutto il branco, e non sembravano rendersi conto che queste doti sono indispensabili per il lavoro nel mondo. Strappare tesori dalle viscere della terra era la loro brama, e dietro questo intento non c’era scopo morale più di quanto ce ne possa essere in banditi che scassinano una cassaforte.”
    (Conrad, “Cuore di tenebra”, cap. I).
    Bardo, poeta senese e italiano

    PS – I nazisti “rosso-neri” anche a Siena potrebbero preparare attentati fisici e allora occorre randellarli come si meritano. In galera col loro compare Jaruzelski!!! Delinquenti!!!

  32. Ma Arlecchino, figlio mio, lascia fare quando è gente così in mala fede… se avessi voluto curare gli interessi personali, come sanno tutti, non avrei fatto le battaglie che ho fatto in questi ultimi vent’anni! Lascia fare, è solo l’inizio, se ti metti a rintuzzare tutto non finisci più. Io ho fatto solo una riflessione, e spero che l’abbiano letta questi feroci censori che, guarda caso, non criticano mai che a senso unico!
    E vaglielo a spiegare che è controproducente per la loro Kausa, sono ragazzi che il Kapo non controlla più?
    Uhm, non ci giurerei, gioco di squadra, la denigrazione alla fine è venticello che qualcosa lascia, questa è la convinzione!
    I nostri filo-sovietici impararono a suo tempo nelle scuole di partito e per quante sigle possano aver cambiato sono rimasti sempre quelli sotto sotto.
    È più importante che il Ceccuzzi abbia rinunciato all’assurdo stadio. Ma chi rimborserà le infinite spese di progettazione, le chiacchiere anche più infinite, il tempo perso in consiglio comunale?
    Se voi foste nella maggioranza attuale cosa fareste? State per aiutare l’elezione di chi vi sta contraddicendo: dovrebbero dimettersi in massa o non aiutare il Kandidato: no, bellini, il Mugnaioli che sostiene Ceccuzzi è lo stesso che ha votato per lo stadio. Non è drammaticamente fantastico?

  33. dimenticato il link che però forse l’amico Cosimo vi aveva già indicato…buon anno a tutti!
    http://ilsanto235.blogspot.com/2010/12/mario-ascheri-lascia-la-direzione-di.html
    il mio indirizzo l’ho dato anche in consiglio comunale:

    mario.ascheri@gmail.com
    per ogni commento personale!

  34. Prima di morire il povero prof. Carlo E. mi disse: “Hai ragione te, altro che libertari… sarebbero stati sansepolcristi nel diciannove!” Libertari e post-stalinisti=nazifascisti. No, Bersani, non ci inculerai. Peccato che la Bindi che ha tenuto botta al Cavaliere Nero copra questi ex porci e dittatori. O non disse che c’era del marcio in Danimarca (qui)? Altro che: la banda di Joe perseguita persino malati in fase critica. Ma chi gli dà gli ordini a questo intelligentone? Ci scommetto che ci son di mezzo gli Ideologi, i proffe messi in cattedra dal partito con concorsi truccati. Il nuovo Circo Barnum dopo quello craxiano. Già, ma Napolitano non stimava Craxi? Un po’ come il Cavaliere Nero, il più votato dagli italiani.
    Bardo ovvero “Scopone Scientifico” versus “Arancia Meccanica”.

  35. Forse quello che scrivo non c’entra niente però… Credo che in questo momento la cosa migliore sarebbe stato che le Liste Civiche avessero detto: abbiamo fatto opposizione vera, siamo stati gli unici fuori da un sordido coro, ma adesso il nostro compito si è esaurito. Rientriamo nella politica dei partiti unendoci tutti per opporci a questo regime, senza personalismi ma uniti con chi è disposto a fare questo. Questa volta invece le Liste Civiche saranno una quisquilia. E così l’unica a crescere sarà la Lega. Fate voi ma se ancora ci fosse una possibilità pensateci.

  36. Titti cara, ho commentato or ora un articolo dell’associazione “Prospettive” apparso sul cittadinonline in questo modo:

    «”nuova guida politica di chiara e netta discontinuità con le responsabilità politiche attuali e passate”: giustissimo, ma bisogna passare dalle parole ai fatti!
    Le associazioni come questa e le 3 meritorie che a Natale hanno chiamato a convegno per dare una svolta alla politica cittadina hanno un unico neo: buoni propositi che non tengono conto della urgenza di passare dai buoni propositi ai fatti.
    Non c’è più tempo, cari amici. Bisogna ritrovarsi presto e attorno a un candidato discontinuo che sappia dare fiducia e entusiasmo, che sappia essere credibile, con la possibilità di vincere! Un nuovo-vecchio, perché ormai non può essere che persona nota ma non già coinvolta nel passato.
    Io posso parlare in piena libertà (troppo per gli iperpicciniani di taluni siti di FB che fanno al dottore parigino tanto danno) perché da settembre (e in luogo pubblico come il Palazzo ho annunciato) il mio ritiro dalla prima fila, e quindi a fortiori da una candidatura a sindaco da chiunque venga.

  37. L’importanza del blog.

    …è importante e può esser decisivo questo blog che costituisce un giornale gratuito gestito con criteri rigorosi per la cronaca quotidiana, ma anche come banca dati e archivio storico!

    Sempre e ovunque chi vuol conoscere la realtà senese può farlo e qui troverà fatti ed atti, documenti e commenti senza i limiti degli interessi di una parte e delle imposizioni di un capo!

    La naturale conseguenza di questa attività di informazione è una costante sollecitazione a modificare i comportamenti nella consapevolezza che conviene prima conoscere per bene deliberare!

    Se le parole non si sono imbastardite e l’ipocrisia non impera del tutto politica significa etica di una comunità e la nostra iniziativa ha anche un senso politico, dinamico e critico!

    Cosimo Loré

  38. Piccini è roba vecchia… e poi il guasto cittadino è anche colpa sua. Non fatemi parlare… Sì, occorre un fronte democratico vero con candidati credibili, alieni da Pdl, Fli, Pd… Se non fosse per i vari miei acciacchi potrei anche propormi… Ma occorre uno che ha tempo e salute.
    Saluti
    Il Bardo

  39. Occorre quindi un comitato di salute pubblica e la messa fuori legge del consiglio comunale, ormai parodia di se stesso. Siena dovrebbe proclamarsi autonoma e indipendente anche rispetto allo stato nazionale: qui si può battere il cosiddetto federalismo bossiano. Ma occorre estromettere i politici corrotti e risanare quindi l’ateneo cacciando i soliti manigoldi che vi parassitano. Alle ronde bossiane si può e si deve rispondere con una milizia cittadina, nello spirito del grande Machiavelli.

    PS – Le tivvù locali vanno quindi sequestrate cacciando la mafia partitica e date in mano ai cittadini. Lo stesso si deve fare con l’Ater e altri organismi che debbono essere diretti dal popolo: lo esige la democrazia diretta e non le ciarle di regime dei pdiini e dei vari Manganelli ingrassati con le focacce di regime. Non si può lasciare Siena nelle grinfie dei manigoldi e degli oligarchi. Il loro posto è la galera, in alternativa, i lavori forzati che la repubblica senese potrebbe istituire.

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