Buonconvento: il sedicente Laboratorio sull’accessibilità universale

Riportiamo dal Libro di Raffaele Ascheri (“Le mani sulla città”) il paragrafo (pagg. 67-69) riguardante il “Laboratorio accessibilità universale” (Lau) di Buonconvento.

Raffaele Ascheri. Non ci si può certo soffermare sulle magagne di tutti i Poli creati all’insegna della delocalizzazione ipertrofica creata da Tosi e dai suoi emuli: anche qui, mancanza di spazio. Giovanni Grasso sarebbe la persona più adatta per scriverci una monografia, che potrebbe avere davvero il carattere del testo “definitivo” su Universitopoli.
Qualcosina sul Polo di Buononvento, però, non posso esimermi dal dirla: sarà che lì ho lavorato (ci ho insegnato nell’anno scolastico 2005-2006); sarà perché ero proprio nella locale scuola media, la mattina in cui arrivò la notizia dell’avviso di garanzia proprio a Piero Tosi, fra l’incredulità generale (ed anche mia, allora). Sarà quel che sarà, ma questa – in estrema sintesi – è una storia che va raccontata. Cosa concerne questo Polo universitario di Buonconvento? Trattasi di un laboratorio sull’accessibilità universale; si tratterebbe, quindi, di una sorta di think tank sui problemi dell’accessibilità dei disabili (anzi, dei diversamente abili), pare di capire.
Continua a leggere

L’extraterritorialità del concorso di Medicina Legale a Siena

Il Mondo, oggi in edicola, pubblica un articolo sul travagliato iter e sulla conclusione del concorso per professore ordinario di Medicina Legale a Siena.

SIENA, I NODI DI MEDICINA SARANNO SCIOLTI DAL TAR

Fabio Sottocornola. Parte in questi giorni il ricorso al Tar Toscana firmato da alcuni docenti dell’università di Siena per chiedere l’annullamento di un decreto del rettore Silvano Focardi. Nel febbraio scorso il Magnifico aveva approvato gli atti di un concorso per professore ordinario di medicina legale, bandito nel lontano 2004, quando il numero uno in ateneo era Piero Tosi. Focardi si è però riservato di prendere altri provvedimenti se saranno accertate «responsabilità penali oggetto di indagine». Infatti, il concorso è finito nella bufera perché è stato deciso senza delibera del Senato accademico e adeguata copertura finanziaria. Lo stesso Tosi è sotto processo (19 maggio) per falso in atto pubblico. Ma la situazione è ancora più ingarbugliata: il concorso era giunto al termine, la commissione aveva proclamato due idonei, in pratica vincitori ma senza cattedra. Secondo la normativa vigente, che il ministro Mariastella Gelmini vuole cambiare, spetta alla facoltà procedere alla chiamata degli idonei. Uno di questi è Anna Coluccia, che in passato insegnava criminologia (è laureata in giurisprudenza) ma attualmente è associata di scienze medico legali ed è da sempre molto legata a Tosi. Inoltre, da anni nell’azienda ospedaliera universitaria, è a capo di una unità operativa sulla soddisfazione dell’utenza: è retribuita anche dal servizio sanitario nazionale con indennità di esclusività, una voce prevista per i dirigenti medici. Alla fine di febbraio il consiglio di facoltà di medicina l’ha chiamata sulla cattedra di ordinario, ma il congelamento delle assunzioni nell’università ha segnato semaforo rosso. E qualcuno si chiede se, visto l’affanno economico in cui versano sanità e università, la facoltà non dovrebbe definire meglio la propria missione: formare medici e garantire servizi sanitari adeguati. Aspettando la sentenza del Tar.

Pasqua nell’ateneo senese: ci sarà una risurrezione?

OmbraIl giorno di Pasqua è stato pubblicato dal “Corriere Fiorentino” un inquietante articolo, di seguito integralmente riprodotto. Siamo certi che la futura classe dirigente del nostro Ateneo non avrà legami con questo passato.

L’auto blu dell’Università? «È fuori provincia», ma prende multe in città

S.I. Auto di servizio «segnalate» fuori provincia, con tanto di documentazione che ne autorizza la trasferta, e «pizzicate» lo stesso giorno dai vigili urbani in strade di Siena a orari non compatibili. C’è anche questo nell’inchiesta sul maxibuco dell’Università di Siena che viene portata avanti dagli investigatori della Guardia di Finanza coordinati dal sostituto procuratore Mario Formisano. Spulciando alcuni documenti dell’Ateneo senese, infatti, gli inquirenti si sono imbattuti in alcuni casi simili, che hanno deciso di approfondire. Ecco perché, in queste settimane, i finanzieri del Comando provinciale stanno facendo accertamenti incrociati sull’impiego delle auto di servizio. Accertamenti che si concentrano sui fogli di viaggio, ma anche attraverso lo «studio» degli ingressi nelle varie autostrade.
Non solo. In questi giorni c’è stato un passaggio giudiziario piuttosto delicato che ha come oggetto un’inchiesta sulle assunzioni dell’Ateneo. Inchiesta vecchia, questa, che coinvolgeva l’ex rettore Piero Tosi e l’ex direttore amministrativo Loriano Bigi. La magistratura senese aveva proposto l’archiviazione, ma il gip ha fatto opposizione: probabilmente gli atti di questa indagine potrebbero presto finire sui tavoli degli inquirenti che stanno facendo chiarezza sul buco dell’Ateneo.
Un crac che si aggira sui 190 milioni di euro. Il motivo di questo dissesto finanziario viene imputato, almeno dagli inquirenti, ai membri del collegio dei revisori dei conti: Lucio Brundu, Enzo Martinelli e il ragioniere Arnaldo Noli. Anche per loro – come per l’ex direttore amministrativo Loriano Bigi e Monica Santinelli, responsabile dell’ufficio bilancio dell’università – l’accusa è di falso in atto pubblico. Identica accusa ha colpito l’ex rettore Tosi e l’attuale rettore Silvano Focardi. Il tutto avviene mentre gli inquirenti leggono, e con estrema attenzione, i risultati dell’inchiesta contabile interna depositata in Procura dal direttore amministrativo dell’Università degli Studi di Siena, Emilio Miccolis.

Altri interventi:
La.Valde. Università, s’indaga sulle assunzioni (La Nazione Siena, 15 aprile 2009)

A fine mese, forse, saranno noti i responsabili e l’entità reale del disavanzo nell’Ateneo senese

pettinella.jpg“Il Mondo”, oggi in edicola, pubblica un articolo con il quale informa che per la fine di marzo all’università di Siena i nodi sulla reale entità del disavanzo e sui nomi dei responsabili verranno al pettine. Auguriamoci che si tratti non di un pettine, ma di una pettinella in grado di scrinare nodi grandi e nodi piccoli.

SIENA, SUL DISAVANZO ARRIVANO I DATI. E I NOMI

Fabio Sottocornola. Martedì 31 marzo all’università di Siena i nodi verranno al pettine. Forse non tutti, ma certamente la data di fine mese si preannuncia come un punto di svolta nella travagliata vicenda dell’ateneo toscano. Che è gravato da uno dei più consistenti buchi di bilancio in Italia e il cui ex rettore Piero Tosi è sotto processo con diversi capi d’accusa legati a differenti episodi nella gestione dell’ateneo. La data è così importante che l’attuale numero uno Silvano Focardi ha convocato per il giorno precedente una riunione congiunta di Senato accademico e Consiglio di amministrazione. Probabilmente saranno anticipati alcuni passaggi di due relazioni molto attese per il giorno successivo. Infatti il direttore amministrativo Emilio Miccolis, passato nel dicembre scorso da Bari a Siena, dovrà finalmente rendere nota la reale entità del disavanzo che viene comunque stimato al di sopra dei 150 milioni di euro e riguarderebbe i bilanci di diversi anni. Una cosa è certa: al ministero dell’Università aspettano questi dati. Ma lo stesso giorno si conosceranno anche i risultati della commissione tecnica di indagine amministrativa interna che doveva accertare a chi risalgono le responsabilità di tutta la situazione. Ne fanno parte Bernardo Giorgio Mattarella, che in città è ordinario di diritto amministrativo, Antonio Davide Barretta, associato di economia aziendale ma anche delegato del rettore per bilancio e controllo di gestione, e Gaetano Prudente, un dirigente dell’università di Bari. La commissione in queste ultime settimane ha incontrato alcuni esponenti di punta della passata gestione: oltre allo stesso Tosi, anche i dirigenti Salvatore Interi, Monica Santinelli e l’ex direttore amministrativo Loriano Bigi. Risultati e verbali delle audizioni dovrebbero essere consegnati anche in Procura.

Ateneo senese e debito Inpdap: la legge 388/2000 cancella 40 milioni di euro di sanzioni

Che alcuni membri del gruppo che ha governato negli ultimi venti anni l’ateneo senese criticassero l’attuale rettore Silvano Focardi per la denuncia in Procura è comprensibile. S’illudevano di evitare guai penali ai responsabili delle precedenti gestioni. Quel passo, necessario in virtù dell’obbligo dell’organo di vigilanza di riferire al pubblico ministero la notizia di reato, si è rivelato in seguito incredibilmente vantaggioso per l’ateneo. «È grazie alla tempestività con cui mi sono rivolto all’autorità giudiziaria – dice Focardi – che è stato possibile ottenere, sfruttando l’art. 116 della L. 388/2000 (comma 15, lettera a), l’abbattimento delle sanzioni pari a circa 40 milioni di €. Una cifra ragguardevole; ma non si è trattato di uno sconto, né di un regalo bensì la conseguenza di una previsione legislativa che oggi permette di pagare all’ente solo il dovuto». L’accordo con l’Inpdap prevede che l’ateneo senese paghi, in un’unica soluzione entro il prossimo 31 luglio, il debito contributivo (pari a € 72.259.154,48) per gli anni 2004, 2005, 2006, 2007 e per la quota in scadenza nel 2011. Il reperimento della somma avverrà sia mediante la stipula di un mutuo che attraverso la cessione all’Inpdap del San Niccolò, prevedendo un contratto d’affitto dello stesso a “canone cosiddetto etico” per 18 anni, al fine di garantire la sede per le attività di ricerca e di didattica di Ingegneria e di Lettere e Filosofia.

Dal “Giudizio Universale” al “Laboratorio Accessibilità Universale” di Buonconvento (LAU)

Dopo aver ricevuto la mail di seguito riportata, ho tolto dal blog la nota “incriminata” ed ho girato, per conoscenza, la protesta all’anonimo autore del commento, il quale mi ha chiamato al telefono e, terrorizzato, mi ha implorato di cancellare tutto. Cancellare cosa? L’accenno alla carriera fulminante di alcuni rappresentanti sindacali? È forse falso? Inoltre non è scritto che Angelaccio sia uno di questi fortunati! Non si capisce il motivo di una reazione così esagerata che, comunque, mi dà l’occasione per occuparmi di un filone finora trascurato.

«Egregio prof. Grasso, di fronte all’ennesimo vergognoso utilizzo del suo blog di cui riporto solamente, per decenza, un breve stralcio:
“Al Lau di Buonconvento, presieduto da Angelaccio inaugurato a settembre 2008 si tengono corsi sul turismo accessibile, anche sulla carriera fulminante sotto direzione Tosi di questi sindacalisti tecnici amministrativi (…)”
le preannuncio che la querelerò per diffamazione aggravata e per altri reati (di cui spero lei abbia conoscenza e consapevolezza) legati al contenuto dei post ed alle forme di anonimato dei blogger ospitati nel suo sito di cui lei è integralmente responsabile. La invito, comunque, sin da ora, ad intervenire nel suo blog per scusarsi pubblicamente ed a rispettare le normative di settore oltrechè, ammesso che ne abbia, un minimo di correttezza etica.»
Diodato Angelaccio

«Le accuse sui concorsi-truffa hanno trovato, obiettivamente, la loro base in autentici episodi di malcostume che denuncio con durezza»

Sono le parole che il 20 settembre 2005 pronunciò Piero Tosi, in veste di Presidente della Crui, leggendo la Relazione sullo Stato delle Università Italiane 2005. Dice un vecchio proverbio: “le parole sono femmine e i fatti sono maschi” (le chiacchiere non contano, contano i fatti). E i fatti su un concorso per professore ordinario di Medicina Legale a Siena, con Tosi rettore, sono riportati di seguito nell’articolo di Franca Selvatici (la Repubblica Firenze, 27 febbraio 2009) o in quello di Francesco Meucci (QN, 25 febbraio 2009).

IL RETTORE SBLOCCA CONCORSO SOTTO ACCUSA
Franca Selvatici. L’ex rettore dell’Università di Siena Piero Tosi è sotto processo per falso in atto pubblico per aver bandito, il 30 marzo 2004, un concorso di professore ordinario di medicina legale senza che esso fosse stato deliberato dal Senato Accademico (e anche senza che il Consiglio di amministrazione avesse attestato l’esistenza della copertura finanziaria). Il concorso si concluse il primo aprile 2005. La commissione proclamò due idonei, fra i quali la professoressa Anna Coluccia dell’Università di Siena, ma gli atti furono sequestrati dalla procura e sono stati dissequestrati solo di recente, dopo il rinvio a giudizio dell’ex rettore. Nonostante ciò, e contro il parere del Comitato tecnico consultivo secondo cui il concorso è affetto da «vizio non convalidabile», il 4 febbraio scorso l’attuale rettore Silvano Focardi ha approvato gli atti. E martedì 24 febbraio il consiglio di facoltà di medicina ha deciso a larga maggioranza di «chiamare» la collega dichiarata idonea, la professoressa Anna Coluccia, ossia di assumerla come ordinario. Fra i docenti che hanno votato per la «chiamata» c’era anche l’ex rettore Piero Tosi, ordinario di anatomia patologica, sotto processo per aver bandito quel concorso. Nello stesso giorno, martedì, era fissata una udienza del processo in cui la professoressa Coluccia è accusata di abuso d’ufficio per un concorso di ricercatore per medicina legale che si concluse il 28 giugno 2006 e nel quale, secondo le accuse, fu clamorosamente favorito uno dei candidati. Anna Coluccia, all’epoca professore associato, presiedeva la commissione.

Continua a leggere

Ateneo senese: gli effetti del “malgoverno” dello stesso gruppo dirigente dopo 20 anni

Buon ultimo anche il settimanale “L’Espresso”, oggi in edicola, si occupa della difficile situazione dell’Università di Siena con un articolo di Fernando Montani intitolato: Al Palio paga il rettore. Il lungo sottotitolo è: «Tra spese faraoniche, sprechi, contributi non pagati e fondi fantasma, si allarga nell’ateneo di Siena la voragine dei debiti: oltre 200 milioni. E la Procura mette sotto inchiesta i suoi vertici.»

Ecco gli effetti, solo in minima parte descritti nell’articolo de “L’Espresso“, dopo 20 anni di cattivo governo ad opera dello stesso gruppo dirigente, dopo elezioni con candidature uniche e dopo cooptazioni a tutti i livelli.

Il risanamento dell’ateneo senese deve passare dalla via giudiziaria

Cosimo Loré. L’università deve corrispondere alla sua unica ragion d’essere di luogo non fisico ma progettuale di libera comunità scientifica, dove ricerca e didattica possano godere di prerogative e prospettive scaturenti da strutture scientifiche non obbligate, ma frutto di scelte libere e responsabili. Demolire l’architrave della libertà didattica e scientifica costringendo i ricercatori in grandi compartimenti sarebbe il colpo di grazia per la ricerca. L’accorpamento dipartimentale non produrrebbe vantaggi sul versante finanziario, che resta in questo momento l’unica vera priorità, in attesa di conoscere la reale entità del disavanzo e quanto di questo sia ascrivibile a sprechi, distrazioni, promozioni dell’immagine, sottrazioni di risorse… Tra lettere anonime, oscure minacce, propositi vendicativi, manovre elettorali, la magistratura sta facendo tremare i palazzi del potere accademico senese. La città e l’università non meritano di soffocare sotto le odierne ingombranti e maleodoranti macerie.

La Procura indaga sul dissesto dell’Ateneo senese

OmbraNell’augurare buon lavoro al Dott. Emilio Miccolis, nuovo Direttore Amministrativo dell’ateneo senese, ho intenzionalmente fatto riferimento al D.L. 279/97 e alla necessità di un’immediata adozione del “Sistema di Contabilità Economica e del Controllo di Gestione” che consente di collegare, mediante rilevazioni analitiche per centri di costo, tutte le risorse impiegate con i risultati conseguiti e con le connesse responsabilità dirigenziali. La delega per il Bilancio, la Programmazione economica e il Controllo di Gestione che il rettore ha conferito ad Antonio Davide Barretta va in questa direzione? Ce lo auguriamo. Intanto l’on. Franco Ceccuzzi ha chiesto che vengano individuati senza alcuno sconto i responsabili del dissesto dell’ateneo senese mentre il pm Mario Formisano sta indagando per falso in atto pubblico l’ex rettore Piero Tosi, coinvolgendo nell’inchiesta anche l’attuale rettore Silvano Focardi, che aveva presentato una memoria in Procura. Per parte nostra, ritorniamo su alcuni interrogativi che non hanno ancora ricevuto risposta.
1) Perché Tosi per 9 lunghi anni non ha mai adottato il sistema di contabilità economica?
2) Corrisponde al vero che l’Area “Centro Comunicazione e Marketing” (14 uffici e 48 unità di personale) da lui istituita aveva a disposizione non un budget annuo definito ma, al contrario, capacità di spesa illimitata?
3) Le spese sostenute da tale Area facevano parte di una specifica categoria di bilancio o, invece, data l’entità, sono state spalmate in altre categorie d’uscita, tipo: “Attività culturali studenti”, “Assegnazioni diverse”, ecc.?
4) Delle “Assegnazioni diverse” (20 milioni di € solo negli ultimi tre esercizi di Tosi) ho parlato in tempi non sospetti (19 marzo 2006 e 8 ottobre 2006), indicandole come un esempio, tra i tanti, «per capire a quali livelli d’illegalità era sprofondato l’Ateneo senese». Perché Tosi non ha mai risposto, non dico ai rilievi di questo blog, ma al consigliere del CdA che ne faceva esplicita richiesta in sede d’approvazione (27 giugno 2005) del conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2004?