“Mobbing” e riflessi economici negli enti pubblici

Scrivevo nella lettera di candidatura a rettore che la prima, delle emergenze da affrontare, è quella “Sulla questione morale e i diritti negati”. La mancanza di senso delle istituzioni e della legalità, la rinuncia degli organi di governo ad esercitare le proprie prerogative, sono tutti fattori che rendono precaria la condizione democratica dell’Università e ne favoriscono gli squilibri, a danno degli studenti, del personale tecnico-amministrativo e dei docenti, specialmente di quelli meno protetti. Queste condizioni generano situazioni d’illegalità, con pressioni e supplenza decisionale da parte di singoli o gruppi. Il continuo manifestarsi di conflitti d’interesse e di competenze e di regole ad personam sono elementi idonei a creare un regime d’ingovernabilità non più tollerabile.
Per la sezione “diritti negati” cominciamo a riflettere su una interessantissima sentenza della terza sezione centrale della Corte dei Conti riguardante i danni da mobbing negli enti pubblici. La tutela del lavoratore, e quindi il rimborso, che si traduce in un danno erariale, «deve avere diretti riflessi economici sul patrimonio del funzionario, protagonista di un comportamento illecito».
Per leggere l’articolo: danni da mobbing.

Sull’immagine, comunicazione, informazione e marketing nell’Ateneo senese

StemmaUnisiScrivevo nella lettera di candidatura a rettore che una delle emergenze da affrontare è quella “sull’immagine ed informazione”. In un mondo di comunicazione globale, questa va indirizzata nell’interesse dell’Ateneo e non del singolo personaggio. S’impone la riorganizzazione di alcuni uffici amministrativi (tra i quali quelli compresi nell’area gabinetto del rettore ed in quella comunicazione e marketing) per destinare ad attività istituzionali le risorse recuperate. L’immagine del nostro Ateneo è data dalla qualità dei servigi offerti quali amministrazione, didattica, ricerca e assistenza sanitaria e non da apparizioni autoreferenziali.
Proprio ieri, “Il Sole 24 ore” ha pubblicato un articolo che pone alcune riflessioni e solleva alcuni interrogativi che potrebbero riguardare anche il nostro Ateneo, del tipo: «Sono riuscite le amministrazioni a evitare che l’azione di comunicazione e informazione si inclinasse verso la propaganda politica? Gli uffici a guida politica tendono a esorbitare, assumendo funzioni improprie; le strutture di sportello si sentono marginalizzate e sembrano a volte in preda a una sindrome da Deserto dei Tartari».

E i ricercatori aspettano!

 

StemmaUnisiSempronio (alias Giuliano Cinci) mi rimprovera l’uso dello pseudonimo per i protagonisti della polemica riguardante l’estensione del voto, per l’elezione del nuovo rettore, a tutti i ricercatori. Si leggano i comunicati in “E i ricercatori aspettano!” del 1° febbraio. In assenza dell’autorizzazione degli interessati, restano gli pseudonimi. Inoltre, come dice Karl Kraus in “Detti e contraddetti”:

 
Non sempre è il caso di fare nomi.
Non che qualcuno abbia fatto qualcosa

deve essere detto, ma che
è stato possibile fare quella cosa

Incontro dei candidati a Rettore con gli studenti dell’Ateneo Senese

Organizzato dal:
Consiglio Studentesco dell’Ateneo Senese Presso l’Aula Magna del Rettorato
il 24 Febbraio 2006 alle ore 11.00

Confronto pubblico dei candidati a Rettore con la comunità universitaria senese

 

StemmaUnisiOrganizzato dal Sindacato Cisal Università 2 marzo alle ore 13,00 presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza. Moderatore: Dott. Filippo Porcelli Segretario Nazionale Organizzativo.

 

Siena. Assemblea di Ateneo: Aula Magna del Rettorato, Mercoledì 1 Marzo ore 12

 

StemmaUnisiDai programmi alle scelte: quali strumenti per rendere attuabili le idee contenute nei programmi La FLC-CGIL di Siena invita la Comunità universitaria ad un confronto pubblico con i sei candidati a Rettore su:– Università e città
– Politiche contrattuali ed organizzazione del lavoro
– Ricerca, sviluppo e rapporto con il territorio
– Precarietà
– Politiche per gli studenti
– Governance, democrazia e ruolo pubblico dell’università

Lettera aperta ai candidati alla carica di rettore dell’Università degli Studi di Siena

StemmaUnisiCari colleghi, cari amici,
fra meno di un mese si terranno le elezioni per il nuovo Rettore. Siamo certi che, anche in questa circostanza, il nostro Ateneo saprà rimanere all’altezza delle sue tradizioni, costruendo il suo futuro con saggezza, senso della responsabilità e con la consueta capacità di innovare. Non dobbiamo né possiamo dimenticare che viviamo e operiamo in una delle Università meglio valutate, e soprattutto più stimate, del nostro Paese. Alla vigilia di questo appuntamento, così importante, rivolgiamo un saluto e un ringraziamento a Piero Tosi per il contributo che ha fornito ad accrescere il prestigio nazionale e internazionale del nostro Ateneo. Vogliamo sottolineare, inoltre, il ruolo fondamentale svolto dal nostro Rettore, anche come Presidente della CRUI, nella difesa della funzione pubblica, della dignità e della sopravvivenza stessa dell’Università italiana, senza cedimenti né compromessi, anche quando gli Atenei, e il nostro in particolare, sono stati oggetto di ingiusti attacchi.
Ci auguriamo che simili episodi non si ripetano e auspichiamo che i generosi sforzi di Piero Tosi affinché si accresca l’attenzione generale verso i temi dell’Università siano sempre più condivisi e coronati da successo.
I Presidi:
Giuliano Benelli, Facoltà di Ingegneria
Camillo Brezzi, Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo
Gioacchino Chiarini, Facoltà di Lettere e Filosofia
Federico Corelli, Facoltà di Farmacia
Donato Donati, Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali
Lorenzo Gaeta, Facoltà di Giurisprudenza
Angelo Riccaboni, Facoltà di Economia

e i seguenti docenti e collaboratori tecnici e amministrativi:
Ferdinando Abbri, Diodato Angelaccio, Roberta Ascarelli, Baccio Baccetti, Angelo Barba, Paolo Barbini, Riccardo Basosi, Franco Belli, Nicla Bellocci, Angelo Benedetti, Alberto Benocci, Walter Bernardi, Laura Berni, Maurizio Bettini, Mariano Bianca, Roberto Bigazzi, Salvatore Bimonte, Franca Borgogelli, Luisa Bracci, Giuseppe Buonocore, Omar Calabrese, Laura Caretti, Giancarlo Carli, Giulio Cianferotti, Marcella Cintorino, Floriana Colao, Mauro Cresti, Rossana Cuccurullo, Alberto Dalmazzo, Tommaso Detti, Nicola Dimitri, Roberto Di Pietra, Maria Teresa Dotti, Loretta Fabbri, Lorenzo Fattorini, Antonio Federico, Marco Ferrari, Bruno Fiorai, Marcello Flores, Alessandro Fo, Sandro Forconi, Giampaolo Gabbi, Patrizia Gabrielli, Mauro Galeazzi, Giulio Ghellini, Mariano Giacchi, Giorgio Giorgi, Franco Laghi Pasini, Achille Lemmi, Romano Luperini, Sergio Mancini, Paola Martelli, Remo Martini, Monica Masti, Alberto Mattiacci, Francesco Mazzini, Antonio Melis, Mauro Moggi, Roberta Mucciarelli, Riccardo Mussari, Sandro Nannini, Paolo Luigi Nardi, Ranuccio Nuti, Ugo Pagano, Emanuele Papi, Giuseppe Patota, Michela Pereira, Felice Petraglia, Gabriella Piccinni, Francesco Pulitini, Lionello Punzo, Eva Rook, Bruno Rossi, Marcello Rustici, Lucia Sarti, Massimo Squillacciotti, Francesco Stella, Emanuele Stolfi, Secondo Tarditi, Roberto Tofanini, Caterina Tristano, Roberto Venuti, Alessandro Vercelli.

I ricercatori non vogliono aspettare fino al 2010 per eleggere il rettore

StemmaUnisiRiccardo Putti e Sergio Ulgiati. Cari Colleghi, sottoponiamo alla vostra attenzione e al vostro parere una riflessione in merito alla presunta impossibilità di far votare tutti i Ricercatori per le prossime elezioni del Rettore.

Per quanto concerne il voto ai Ricercatori, lo Statuto afferma, nell’art. 40 comma 2: “Il Rettore è eletto dai docenti e dagli studenti presenti nei Consigli di Facoltà”. Ciò è stato sempre interpretato come attribuzione del diritto di voto in base alla presenza in consiglio di Facoltà. Siccome i Docenti Ricercatori sono presenti in forma rappresentativa (un eletto ogni due Ricercatori), solo il 50% di essi potrebbe effettivamente esercitare il diritto al voto. Il rimanente 50% non avrebbe alcuna forma di espressione elettorale, nemmeno in forma limitata, come avviene per il personale amministrativo col meccanismo del 10%.

La chiave interpretativa viene dal Regolamento Elettorale, che invece nell’Art. 1 recita: “Il Rettore è eletto dai docenti e dai rappresentanti degli studenti nei Consigli di Facoltà”. È sparito l’accenno esplicito alla presenza in Consiglio. Questa, per definizione di regolamento, appare essere l’interpretazione autentica della norma: tutti i Docenti votano, indipendentemente dall’essere presenti in Facoltà, mentre gli studenti votano attraverso un meccanismo rappresentativo individuando nella presenza in Consiglio un loro coinvolgimento formale nella gestione dell’Università.

Se si fosse voluto escludere una parte dei Ricercatori, il Regolamento avrebbe dovuto essere formulato come segue: “Il Rettore è eletto da tutti i Professori Ordinari ed Associati e dai Rappresentanti dei Ricercatori e degli Studenti nei Consigli di Facoltà” oppure avrebbe dovuto ripetere esattamente la formulazione presente nello Statuto. Il fatto che la ripetizione non sia avvenuta segnala la volontà di ammettere tutti i Ricercatori al diritto di voto.

Ci sembra opportuno e urgente riproporre anche per le prossime elezioni tale diritto elettorale dei Docenti Ricercatori, sia con una Assemblea, sia con iniziative formali di carattere sindacale o anche legale (tipo ricorso al TAR). È fondato il sospetto che, in presenza di un eventuale ricorso non risolto in tempo, anche l’elezione stessa del nuovo Rettore possa essere invalidata.

Pertanto, dopo aver effettuato un giro di consultazioni tra Colleghi delle diverse Facoltà, abbiamo ricavato l’indicazione di convocare l’Assemblea di Ateneo per il giorno mercoledì 15 febbraio 2006 alle ore 15.30 nell’Aula Magna di Matematica, Pian dei Mantellini, 44 per discutere eventuali iniziative in proposito. All’Assemblea sono cordialmente invitati a partecipare i sindacati e le organizzazioni di categoria, i Presidi di Facoltà e i candidati all’elezione del Rettore, dei quali sarebbe utile conoscere l’orientamento in proposito.

Giovanni Grasso sesto candidato alla guida dell’Ateneo senese

StemmaUnisi– Le motivazioni della candidatura.

– Rettore, si candida anche Grasso.

– “Pronto a fare il rettore”.

– Il professor Giovanni Grasso è il sesto candidato a Rettore «Nel segno della discontinuità».

– Siena, un altro fantino al Palio del rettore.

Affossato il Piano di Ateneo per la Ricerca (PAR).

– Ateneo, serve un Garante dei diritti.

– Illegittimo il seggio di Arezzo: CittOggi e CorrSiena.

– Ridurre i mandati del rettore.

– I conflitti di interesse nell’Ateneo senese e come risolverli.

– Parla Giovanni Grasso. «Dobbiamo sanare le emergenze per lo sviluppo dell’Ateneo».

– Le modifiche di Statuto per una Nuova Università a Siena.

– Siena: un Ateneo senza regole.

– Per riportare alla ”normalità” l’Università di Siena.

– Università di Siena: spese misteriose.

Intervista radiofonica a “Facoltà di Frequenza”, la radio dell’Università di Siena.

Intervista radiofonica ad “Antenna Radio Esse”.

Intervista alla RSU.

No allo sviluppo incontrollato dell’Ateneo: riequilibrare il rapporto città/università

rettoratointerno150Vincenzo la Pietra. Noto innanzitutto che dall’insieme delle idee che esprimono i 5 candidati al rettorato non emerge alcuna novità rispetto al passato: tutti si soffermano sulla gestione corrente, in una quasi generale continuità di indirizzo rispetto a quanto è accaduto nell’ultimo ventennio. A mio parere non si tratta però di introdurre qualche apprezzabile cambiamento nella gestione per renderla più trasparente e partecipata, ma bisogna chiedersi innanzitutto se la scelta di fondo, ormai vecchia di anni, di perseguire uno sviluppo caotico e incontrollato dell’Ateneo ha ancora una sua intrinseca validità. Per rispondere a questa domanda basta riflettere un momento sui dati attuali dell’Università di Siena: circa 20.000 studenti, provenienti in grandissima parte da lontano; 1.200 dipendenti; 1.100 docenti a diverso titolo.
Il tutto si compendia in una realtà che finisce per diventare una città nella città. A cosa serve tutto questo?
In primis, a far crescere e lievitare il costo complessivo della vita: aumento degli affitti; aumento dei consumi dei beni e conseguente lievitazione dei prezzi; aumento delle tensioni sociali e dei conflitti. Tutto questo è un bene per la città e per i suoi ospiti? A mio parere, è necessario riequilibrare il rapporto città/università, prendendo atto che la città può rendere un buon servizio a se stessa e alla comunità universitaria se il rapporto si assesta intorno ai 12.000 studenti.
Il fenomeno incrementativo, oltretutto, non può essere contenuto ricorrendo all’espediente di creare inutili centri universitari in periferia e istituendo insignificanti corsi di laurea, a gettone, nei centri della provincia. Così facendo s’impoverisce ulteriormente il livello dell’Università di Siena tanto da ridurla a poco più di un liceo. Occorre quindi stabilire un numero di accesso limitato per tutte le facoltà puntando sulla qualità della formazione anziché sulla quantità degli studenti.
Quella di Siena non può essere una delle tante Università italiane che producono diplomi accademici. L’Università di Siena deve mirare alla formazione di alti livelli di professionalità, perseguendo dei primati che, oggi, neppure la benevolenza dei diretti interessati possono accreditare. A Siena, insomma, bisogna creare un vero centro d’eccellenza. C’è un qualche candidato disposto a riflettere su queste brevi considerazioni?