Il presidente dell’Unione Matematica Italiana sul collegamento tra fuga di cervelli e corruzione

Ciro Ciliberto

Ciro Ciliberto

Lettera aperta a Raffaele Cantone
(MaddMaths! 26 settembre 2016)

Egregio Dottor Cantone,
il mio nome è Ciro Ciliberto, sono professore ordinario di Geometria presso l’Università di Roma Tor Vergata e presidente dell’Unione Matematica Italiana, l’associazione scientifica che raccoglie la gran parte dei matematici di professione in Italia. Le scrivo perché, egregio Dottore, di sicuro qualcuno che non le vuole bene e vuol farla passare per quel che non è, le ha fatto un brutto scherzo attribuendole le dichiarazioni che avrebbe fatto il 23 Settembre 2016, a Firenze, riportate, con gran clamore, da vari organi televisivi di stampa.

Lei avrebbe affermato ”Siamo subissati di segnalazioni su questioni universitarie, soprattutto segnalazioni sui concorsi”. E questo può essere vero, chiunque può segnalare quel che vuole e ”segnalare” non vuol dire un bel nulla, forse ”denunciare” vorrebbe dire qualcosa in più. Il grave è che le viene attribuita la deduzione che, da queste non meglio precisate ”segnalazioni”, ne derivi che la corruzione dilaghi nelle università del nostro paese, al punto che, secondo lei, ci sarebbe ”un grande collegamento, enorme, tra fuga di cervelli e corruzione”. Dunque, la fuga dei cervelli sarebbe in gran parte motivata non dalla drammatica e ampiamente documentata carenza di fondi e investimenti per la ricerca che determina un enorme calo di competitività e attrattività del nostro sistema universitario, con conseguente mancanza di opportunità di lavoro decoroso per i nostri giovani più brillanti, ma semplicemente dalla casta baronale corrotta e inefficiente. Ora io non posso credere che un brillante e competente magistrato come lei, un uomo di legge, possa aver, sulla base di imprecisate ”segnalazioni”, sparato nel mucchio.

Le faccio ancora presente che, le dichiarazioni che le vengono attribuite sono ridicolmente contraddittorie. La fuga dei cervelli è purtroppo una piaga che perseguita da anni il nostro sistema universitario e della ricerca. In alcuni settori, quelli culturalmente forse più avanzati, ma meno immediatamente spendibili a fini commerciali, come la matematica, siamo arrivati a situazioni davvero drammatiche: come denunciato da noi per primi, perdiamo le nostre menti più brillanti che sciamano all’estero ormai anche prima di aver concluso gli studi universitari, attratti da prospettive di lavoro ben più attraenti che attendere le magre elargizioni del governo di turno. Tuttavia il nostro ”corrotto” sistema universitario, questi giovani brillanti li produce, e sono bravi e tanto competitivi da trovare posto nelle migliori istituzioni di ricerca straniere. Questo vuol dire che, nonostante il vero e proprio accanimento dei vari governi che si sono succeduti negli ultimi circa dieci anni, nel tagliare fondi alla ricerca, il sistema incredibilmente funziona ancora, evidentemente grazie alla competenza e qualità dei docenti. I bravi ricercatori nascono sotto i cavoli, qualcuno deve aver loro insegnato qualcosa! O no?

Leggo ancora ”non concordo che le università italiane sono baracconi burocratici; ma all’estero tutti credono che lo siano, e sappiamo bene quanto conti non solo il fatto di essere ma anche di apparire. E questo apparire costituisce un danno enorme per il nostro Paese”. Rilevo con piacere che, secondo quel che le viene attribuito, lei non crede che ”le università italiane sono baracconi burocratici”. Ma, mi chiedo, in quale ”estero tutti credono che lo siano”? Chi ha rilasciato queste dichiarazioni dovrebbe essere più preciso e dirci da chi, all’estero, ha avuto queste testimonianze. Certo, io non posso testimoniare per tutto l’ambiente universitario italiano, e non intendo erigermi a difensore di caste, ma posso assicurarle che per quanto concerne la matematica, l’Italia ha una grande tradizione scientifica che viene mantenuta oggi molto alta ed occupa un posto di grande prestigio internazionale. Tantissimi docenti e ricercatori italiani vengono settimanalmente invitati a parlare nei maggiori convegni internazionali delle loro ricerche, che sono tenute nel massimo conto, abbiamo scambi culturali e collaborazioni scientifiche con i ricercatori delle più prestigiose università, ecc. Quel che risulta a me, e che ormai è chiaro ai colleghi stranieri più attenti alle nostre cose, è che la situazione della ricerca in Italia è al limite della sostenibilità per le difficoltà economiche cui ho fatto cenno ed anche per le normative che alcuni politici hanno voluto appiopparci, che anche le dichiarazioni a lei attribuite sembrano giudicare viscose, paralizzanti e talvolta umilianti.

Leggo infine che lei avrebbe annunciato per l’Università ”linee guida ad hoc, che non vogliono burocratizzare, ma provare a consentire l’esercizio della discrezionalità in una logica in cui la discrezionalità però non diventi arbitrio”, regole che servano a dar conto ”a tutti i cittadini, perché l’università è il nostro futuro”. Che l’università, la scuola, la cultura, siano il nostro futuro sono in molti ad affermarlo. Peccato che nessuno ne tragga l’unica conclusione sensata, e cioè che occorre investire meglio, e soprattutto molto di più di quanto non si faccia ora, investire quanto investono i paesi con cui vogliamo confrontarci e relazionarci. Invece tutti sono sempre pronti a stabilire nuove regole, nuove ”linee guida”, tutti affermano di non voler ”burocratizzare”, ma è chiaro che più regole ci sono, più sono i vincoli o le ripetizioni e le farragini, e la semplificazione, che tutti affermano di volere, va a farsi benedire. E mi chiedo infine, ma le regole, le leggi, non ci sono già? E di nuove, non è il Parlamento preposto a farle e non i giudici? I giudici non dovrebbero applicare le leggi? In Italia, è già, senza bisogno di introdurre nuove regole e leggi, vietato truccare concorsi, vietato corrompere ed essere corrotti, no? e allora, caro Dottore, abbiamo fiducia in lei, specie se piuttosto che parlare si mette al lavoro, si rimbocca le maniche, e persegue a norma di legge i corrotti. In tal caso, può starne certo, saremo in tantissimi ad applaudirla.

Ultima cosa, mi permetto un amichevole consiglio. Se le sue dichiarazioni sono state manipolate, distorte o contraffatte, per favore, le corregga, le precisi o addirittura le smentisca. Se invece, per caso, le avesse davvero rilasciate, per cortesia, le ritratti e si scusi con i tanti, la stragrande maggioranza che all’università lavorano con serietà e abnegazione e meritano, come tutti quelli che fanno bene il loro lavoro, il rispetto suo, della stampa e dei cittadini tutti.

Distinti saluti,
Ciro Ciliberto

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Il Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria risponde a Raffaele Cantone su corruzione, nepotismo e fuga di cervelli

Carlo Vincenzo Ferraro

Carlo Vincenzo Ferraro

Cari Colleghi Professori e Ricercatori,
gli organi di stampa hanno recentemente riferito dichiarazioni del Presidente dell’Autorità anticorruzione, il Dottor Raffaele Cantone, secondo le quali egli avrebbe asserito il 23 settembre 2016 a Firenze“C’è un grande collegamento, enorme, tra fuga di cervelli e corruzione”, per poi precisare, qualche giorno dopo a Palermo: “Più che la corruzione, fenomeni di nepotismo e mala amministrazione sono fra le cause di fuga di cervelli”.
Tali affermazioni sono lesive della nostra dignità, perché inviano all’opinione pubblica un messaggio generalizzato di una Università pervasa dal nepotismo e dal malaffare. Come “Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria” non possiamo tacere di fronte a tali affermazioni.
Vi invito pertanto a firmare la lettera a Raffaele Cantone, alla quale verrà data la massima diffusione, anche a mezzo stampa, con tutte le firme pervenute. Questa volta la fretta è d’obbligo, occorre dare una risposta immediata. La data utile per firmare è fissata a mercoledì prossimo, 12 ottobre. Data la natura della lettera possono firmare anche i Pensionati e i Ricercatori a tempo determinato.
In coda indico le istruzioni per firmare. Le ho semplificate al massimo (basta una e-mail) per abbreviare l’iter. Rispettatele fedelmente, non si può ritardare di 10 e più giorni, come avviene usualmente, per rimediare agli errori, piuttosto si rinuncerà alle firme non perfettamente chiare o di difficile elaborazione.

Vi prego di inoltrare questa e-mail agli amici più vicini. I coordinatori locali sono pregati di inviarla ai loro indirizzari e, se possibile, a tutto l’Ateneo. Io stesso manderò, molto probabilmente, a tutti i Docenti Italiani (per ora invio “solo” a voi 23500). In tal caso riceverete un messaggio molto simile a questo.
Un caro saluto,
Carlo Ferraro
Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria
https://sites.google.com/site/controbloccoscatti/home

Per firmare la lettera basta inviare una e-mail all’indirizzo: letteracantone@gmail.com, scrivendo nell’oggetto della e-mail (NON nel testo della e-mail stessa): Firmo la lettera-Nome e Cognome (ad esempioFirmo la lettera-Carlo Ferraro). Ciò rende l’elaborazione molto più rapida che non scrivendo nel testo della e-mail. Comunque, nel dubbio, scrivere quanto detto sia nell’oggetto che nel testo della e-mail.
Spedire tale e-mail da un indirizzo di posta elettronica istituzionale (per intenderci quello che vi ha dato la vostra Università).

Per essere inseriti nella mailing-list cliccare qui: https://goo.gl/forms/J8FlwVQDnGantax13
Per essere cancellati dalla mailing-list cliccare qui: https://goo.gl/forms/B3Mk8bz3Z3lWQmhW2

La notte dei ricercatori e quella dei pataccari

Aldo Ursini

Aldo Ursini

Gentili colleghi,

vi sto per rimbalzare alcune mail riguardo un phishing politico attuato in settembre a proposito delle vostre – e del personale tutto – intenzioni di voto al prossimo referendum costituzionale, sotto forma di un questionario predisposto da colleghi di Economia Politica e Statistica (credo, comunque colleghi di unisi), con l’appoggio ‘perinde ac cadaver’ dei vertici d’ateneo, e presentato sotto le spoglie di una indagine scientifica d’opinione (da presentare nelle Giornate dei Ricercatori ultime scorse.)

Alla cosa – pare – pochi di noi hanno dato peso. La stampa locale e nazionale, da me interessata, non ha battuto ciglio finora (almeno a quanto vedo sulla rassegna stampa predisposta dall’Ufficio stampa di UNISI).

Una cosa di gravità assoluta, o no? A parte una deboluccia letterina di dissenso della RSU (Sindacati), le mie proteste, trattate come carta igienica dal Vertice d’ateneo, sono comunque servite a pochino: semplicemente non pubblicano più i risultati. Ma ci sono certamente alcuni che in buona fede avevano risposto al questionario. Il fatto che sollecitassero i ritardatari, nominalmente uno per uno, ad ottemperare, dimostra che sapevano chi avesse risposto e chi no, e quindi ovviamente sapevano come si fossero espressi quelli che avessero partecipato -. E poi, si sa, niente sparisce da un server a meno che non si carbonizzi a 5000 gradi celsius l’hard disk e poi lo si polverizzi in un mulino. La difesa dei proponenti era che si trattava di pura scienza, non hanno mai chiesto scusa dell’errore, il che fa sospettare che non fosse un errore, ma che davvero volevano sapere per chi io voterò, hanno dimenticato le leggi sulla segretezza del voto, ed hanno detto che io sono oscurantista e voglio ostacolare la… ricerca scientifica!!!
Io per me credo che andrò avanti: sarebbe non indifferente un vostro parere, magari un cenno di solidarietà o di appoggio. Invece i cenni di insofferenza e/o schifo per il sottoscritto rompiscatole possono essere concretizzati in un semplice silenzio = dissenso, per chi crede che non si debba mai disturbare il manovratore (= Rettore protempore, chiunque esso/essa sia, etc.)

Scusandomi anticipatamente del disturbo con chi pensasse che la cosa sia una svista… di poco conto:
qui mi firmo
Prof. Aldo Ursini

PS. «Perinde ac cadaver» era la formula di obbedienza pronunciata dai Gesuiti: = obbedisco fino alla morte.

La dispersione scolastica di chi non si è potuto né iscrivere né mantenere all’Università

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Università, Banca MPS, Comune, Sanità: a Siena il cerchio si chiude con l’opposizione compiacente

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Analisi dettagliata della relazione della Commissione regionale su MPS: un favore al groviglio armonioso e alla politica locale. Sembra scritta con la consulenza di Verdini per favorire il Pd del groviglio (da: Bastardo Senza Gloria, 23 agosto 2016)

Bastardo Senza Gloria. Ci saremmo aspettati uno sforzo maggiore, un impegno doveroso per non offendere la memoria e il lavoro di quei pochi che negli anni hanno non solo contrastato il groviglio, ma anche lavorato per ricostruire con riscontri oggettivi la vicenda tragica del groviglio tra banca, politica e informazione. Invece no, la relazione partorita dalla commissione regionale d’inchiesta su MPS, oltre a scoprire l’acqua calda, per certi versi fornisce una ricostruzione distorta e falsata sotto alcuni aspetti, fino ad assolvere il groviglio armonioso e molti personaggi politici e para-politici. Il presidente della commissione, non doveva permettere una gestione cosi manipolatoria dei fatti. Purtroppo, i soliti signori che hanno invitato la gente al mare per far vincere il candidato del PD Valentini Bruno, forse hanno suggerito una linea ai membri delle opposizioni, per evitare un lavoro approfondito sul ruolo attivo dei deputati della Fondazione e del trasversalismo del groviglio. Siamo in attesa di leggere la relazione di minoranza. Molto curiosi.

Partiamo dai politici.

Citiamo dalla relazione: «Secondo il giudizio di molti interlocutori, tra i quali l’attuale sindaco di Siena, Bruno Valentini, ascoltato dalla Commissione, sulla Fondazione c’era un ruolo attivo delle istituzioni locali governate dalla politica, sia quella locale che, in parte minore, da quella nazionale. Valentini ha parlato di una filiera decisionale che influiva in modo forte sulle attività della fondazione e della banca, che deriva da input locali e input nazionali.»

Incredibile, chiamano Valentini Bruno e lo fanno passare come un puro, uno caduto dal pero. A parte che bisognerebbe ricordare, cari commissari regionali, che Valentini Bruno era ed è iscritto a quel partito che ha governato Siena e provincia e che lo stesso Valentini era sindaco di Monteriggioni, oltre che dipendente di Banca MPS e membro di quel sindacato bancario che aveva applaudito per l’operazione Antonveneta. Ricordare poi, visto che lo citate come interlocutore, che un suo assessore era membro della deputazione generale della Fondazione MPS sotto la presidenza Mancini e che un altro assessore, nominato da Mussari, era nel CdA di MPS leasing, sarebbe stato corretto, ma si sa come vanno certe relazioni. Per restare nell’attualità, sempre per quella “filiera decisionale che influiva in modo forte sulle attività della fondazione e della banca, che deriva da input locali…”, il Valentini Bruno oltre ad imporre nell’attuale deputazione amministratrice la sig. Barni (sorella della vicepresidente della regione Toscana, altro ente nominante della fondazione), ha lavorato insieme al suo vicesindaco Mancuso per far nominare nel CdA della banca Fiorella Bianchi e da quando è diventato sindaco di Siena, il sig. Valentini non ha perso occasione per intervenire sulla banca (rileggetevi tutte le dichiarazioni, anche fatte a borsa aperta) e per chiedere soldi alla Fondazione MPS. Questo sarebbe l’interlocutore della commissione regionale,  per far chiarezza e per fare la morale sui disastri passati?

Citiamo sempre dalla relazione: «Un altro attento osservatore delle vicende senesi, l’ex sindaco Roberto Barzanti: “siamo di fronte ad un paradosso: una riforma che doveva svincolare dalla politica la banca e renderla più internazionale, lasciando le politiche di sviluppo locali alla Fondazione, si risolve in un risultato, se non opposto, di certo non coerente con quella riforma.”»

Esatto, siamo di fronte a un paradosso: definire Barzanti attento osservatore, dimenticandosi che lo stesso è stato sostenitore in prima linea di tutti i sindaci del groviglio armonioso, incaricato da Banca e Fondazione guidate da Mussari e Mancini per i libri strenna, e che lo stesso Barzanti è stato nominato presidente della biblioteca comunale dall’ex sindaco Ceccuzzi e riconfermato dall’attuale sindaco Valentini. Altro che osservatore, era un protagonista organico del groviglio. E nella relazione è un continuo citare il Barzanti. Troppa “diavolina” scaduta ha trasformato questa relazione in un fuoco di paglia.

Citiamo dalla relazione: «Anche Simone Bezzini, allora neo segretario del Pd provinciale di Siena, udito dalla commissione riferisce: “Io da segretario provinciale commentai positivamente, fui uno dei cinquemila soggetti in Italia che commentò positivamente la vicenda Antonveneta. Se andate a prendere tutti, anche i peggiori detrattori di MPS oggi, in quella fase dicono “grande” (riferito a Banca Mps, ndr). C’è un fatto che viene riconosciuto positivo, fai un commento perché l’hanno fatto anche persone più autorevoli del sottoscritto, perché allora credo che dovreste lavorare un altro anno, perché si prendono tutte le dichiarazioni di chi le ha fatte, di personaggi che ci dovrebbero capire parecchio più di me in queste materie e dirgli: “come mai valutaste positivamente… tutti faceste ‘bravi’ in quella fase?”»

A parte che Simone Bezzini, attuale consigliere regionale PD, è stato presidente della provincia di Siena (ente nominante della Fondazione), di certo non è stato ingannato da nessuno, considerato che sosteneva da politico e da soggetto istituzionale sia la gestione Mussari che quella del Mancini e non solo, Bezzini, in una dichiarazione congiunta insieme all’ex sindaco Ceccuzzi, auspicava per Antonio Vigni un ruolo di consulente strategico per la Fondazione MPS. Esatto, proprio Antonio Vigni, il direttore generale che insieme a Mussari, ha gestito la banca. Perché non si sono informati e documentati i commissari, prima di farsi raccontare le novelle da Bezzini?

Nella relazione della commissione, viene scritto qualcosa di agghiacciante e un falso storico, quando si afferma che nel 2011 (anno in cui Ceccuzzi e Bezzini auspicavano per Antonio Vigni un ruolo di consulente della Fondazione, dopo l’ottimo lavoro in banca eh???), gli enti locali senesi stavano lavorando per una discontinuità. Appunto, un’affermazione agghiacciante. Ma dove vivono i commissari regionali?

Poi, fanno passare il messaggio che i vertici della Fondazione MPS sono stati tratti in inganno dai vertici della Banca. Tratti in inganno? Ma che film avete visto?

Quando siamo arrivati alle azioni di responsabilità, ci siamo imbattuti nelle dichiarazioni rese alla commissione dall’attuale direttore della Fondazione MPS, Davide Usai e citiamo dalla relazione: «Come confermato dal dott. Usai, la Fondazione MPS si è costituita nel tempo parte civile nel processo penale nei confronti di una serie di parti. Usai ha ricordato alla Commissione le principali cause in sede civile, che riguardano gli advisor per gli aumenti di capitale 2008/2011. Per advisor, secondo Usai sono intesi “i precedenti management, sia Deputazione generale che la Deputazione amministratrice“».

A qualcuno sul pianeta terra risultano azioni di responsabilità nei confronti delle passate deputazioni generali? È sicuro di quello che ha dichiarato il dott. Usai in commissione? Sarebbe il caso di comunicare ufficialmente, se ci sono azioni di responsabilità nei confronti delle deputazioni generali, perché agli atti risultano solo quelle nei confronti delle deputazioni amministratrici. Forse possiamo chiederlo all’avvocato Grifoni (attuale membro della deputazione generale in rappresentanza della Curia) se ha votato (contro se stesso?), delle azioni di responsabilità nei confronti delle deputazioni generali passate (di cui lo stesso Grifoni faceva parte). Invece, di azioni di responsabilità nei confronti dei gestori delle società partecipate della Fondazione MPS si hanno notizie? Usai forse ne è informato, considerato che ha ringraziato Bonechi e i membri del CdA della Sansedoni Spa per l’ottimo lavoro svolto.

E ora si arriva all’assoluzione del groviglio armonioso da parte della commissione regionale: «Il sistema senese di relazione tra poteri, pubblici e privati, con al centro banca MPS è stato definito “groviglio armonioso” da Stefano Bisi, direttore del Corriere di Siena e dal 2014 Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Una definizione che è diventata una fortunata metafora ripresa un po’ semplicisticamente dagli osservatori esterni, ma che non andrebbe presa troppo sul serio».

Roba da non crederci: il groviglio sarebbe una fortunata metafora! Un minimo di vergogna, i membri della commissione regionale non lo provano? Per scrivere queste relazioni vi siete avvalsi della consulenza politica di Verdini, oltre che di quella del Barzanti o Mazzoni Della Stella?

Ci fermiamo qui, non vogliamo tediarvi con altre ricostruzioni strampalate inserite in questo scandaloso documento. Nella relazione manca tutta la parte relativa al controllo dell’informazione. Date retta, per i senesi e per quelli che seguono le vicende da fuori, lasciate perdere questa relazione alla “diavolina” e rileggetevi gli articoli degli ultimi 15 anni scritti da Luca Piana, Camilla Conti, Daniele Martini, Raffaella Ruscitto e riguardatevi le trasmissioni di Report… Oppure due chiacchere con l’avvocato De Mossi, che oltre alla memoria storica, conosce bene il diritto societario, e lo conosce bene, non come certi apprendisti giuristi. Utile lettura, anche il libro di Piccini. E qui su Siena rileggetevi i vecchi post dell’Eretico, del Santo e anche i nostri, e qualche libro utile, non quelli suggeriti dal groviglio, ovviamente.

Si ricomincia come ai tempi dell’asse Verdini-PD, il primo oggi, sostituito da altri suggeritori?

Il rebus dell’estate

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Su “Il Blog di Pierluigi Piccini” è uscito un post intitolato Pescia (integralmente riprodotto in alto) che riporta la foto di un vecchio libro di Pinocchio e la frase «Collodi è una frazione di Pescia». È un rebus! Mi auguro che i lettori riescano a risolverlo durante le vacanze!

Certa stampa nega l’evidenza e dice che il buco nei bilanci dell’Università di Siena è una montatura “giustizialista”

Altan-UomodelrubareAndrea Bianchi Sugarelli (Corriere di Siena). La vicenda del Buco dell’Ateneo, che negli anni passati ha sconvolto la città di Siena ed ha dato il via addirittura a processi sommari, caccia alle streghe e calunnie, si chiude quindi con l’assoluzione con formula piena degli indagati. Il giudice Dr. Gianluca Massaro ha ritenuto che tutto l’impianto accusatorio legato al falso in bilancio dal 2004 al 2007 si è basato su accuse false.

Rabbi Jaqov Jizchaq. Triumphans! Immaginavo che la prima reazione di una certa stampa sarebbe stata quella di negare l’evidenza, cioè il buco. Banca, Università, Fallimento Mens Sana… non è stato nessuno. Forse un marziano. Andiamo avanti a colpi di propaganda per dire che all’università non è successo niente (nonostante la perdita del 43% dei docenti e di parecchie migliaia di studenti): «L’Università di Siena tra i migliori atenei al mondo nella classifica 2016 del Centre for World University Rankings»Per dire che Siena si trova al 437esimo posto, due centinaia di spanne dietro a Pisa e Firenze. Mai che a certa stampa venisse in mente di affrontare, dati alla mano, i problemi che vengono posti in evidenza anche in questo blog. La galera non si augura a nessuno, ma qui sono spariti trecento milioni, le conseguenze sono state pesantissime, la vita di diverse persone è stata compromessa, l’esistenza stessa dell’Università di Siena è stata messa a repentaglio. L’ateneo non sarà più quello di prima (e chissà cosa sarà – vedi precedenti messaggi), ma non preoccupatevi, non è successo niente. Una certa stampa nega la realtà del buco.

Silvano FocardiC’è stata la falsificazione dei rendiconti […] si spendeva più di quello che si incassava, nascondendo debiti e gonfiando le entrate. E io, rettore, non potevo rendermene conto: io il bilancio lo presento al CdA con la relazione di accompagnamento della Ragioneria. Per me era veritieroNel 2008 avevo 250milioni di debito e 65 milioni di disavanzo […] Quando abbiamo scoperto il problema siamo andati dopo tre giorni in Procura, non abbiamo avuto nemmeno il tempo di preparare il materiale, e dopo ci si trova coinvolti ed accusati di essere i responsabili di ciò che è stato fatto, per altro non per mancanza di attenzione ma per aver collaborato a falsare il bilancio. Io sono convinto di aver salvato l’Università. Senza la mia denuncia non sarebbe stato recuperato più niente.

Rabbi Jaqov Jizchaq. Ora, prendetele come volete, ma queste affermazioni di Focardi – che sostanzialmente attribuisce ad altri la responsabilità del buco ed a sé stesso quello di averlo denunciato – mi pare siano sensibilmente diverse dalle tesi di coloro che, negando l’evidenza, immediatamente si sono precipitati a scrivere che quella del buco è stata tutta una montatura “giustizialista”: voglio dire, sono spariti trecento milioni, i conti reali sono stati occultati, ma nessuno se ne era accorto: la colpa di qualcuno sarà, oppure è un affare di alieni extraterrestri?

Philip DickA uno scrittore di fantascienza non è consentito credere a quello che racconta, altrimenti pensate un po’ che confusione.