I “cecchini” della cultura e della ricerca sono dentro l’università e la governano

Princio. Caro Prof. Giovanni Grasso, volevo proporre una riflessione sul tema Cultura, università e politica.

Ho letto con interesse molti degli scritti pubblicati dal suo sito. Non ci sono finito per caso, ma nello spasmodico tentativo di trovare un po’ di consolazione dopo l’ennesima amara e disgustosa esperienza di partecipazione ad un concorso universitario. L’effetto è stato quello di una boccata d’aria dopo un’immersione prolungata e incontrollata.

La mia storia, come quella di molti altri colleghi, è caratterizzata dal costante rifiuto del riconoscimento dei  meriti scientifici da parte dell’Università. Da molti anni faccio ricerca (come posso e da precario), cambiando dipartimenti e università, per necessità ma anche, talvolta, per scelta. Nonostante ciò la mia produzione scientifica è sempre stata regolare e, ad oggi, credo di avere un curriculum vitae e un H-index più che rispettabili e adatti a ricoprire almeno il ruolo di ricercatore. Questa mia convinzione non è però condivisa dai membri delle commissioni dei concorsi a cui ho partecipato, nell’ultimo dei quali mi sono visto preferire un candidato che possedeva nemmeno un terzo dei titoli e delle pubblicazioni che ho presentato. Ma questo è solo uno degli aspetti che determina la mia indignazione attuale.

Il messaggio che voglio passare è però un altro: da tutti si sente dire che la politica non fa niente per la cultura e la ricerca. Questo è sempre più vero, ma è solo una parte, e quella più innocua, della verità. I nemici più accaniti ed efficaci, i veri “cecchini” della cultura e della ricerca si trovano all’interno dell’università e purtroppo la governano. È l’università stessa ormai ad essere l’artefice principale della sconfitta del merito, della cultura e della ricerca, intesi come impegno di lavorare nell’ambito della conoscenza, perché possa essere trasferita e perpetuata, e ai confini della conoscenza stessa, per spostarne il limite in avanti. In questo, e solo in questo, l’università oggi mantiene il suo primato ed il suo ruolo d’esempio per tutti gli altri settori della società. Mi correggo, dimenticavo anche lo sfruttamento del lavoro precario e non.

Il mio non è solo uno sfogo. Sono pure cosciente, anche per esperienza personale, che all’interno dell’università ci sono persone meritevoli e impegnate a contrastare il degrado dilagante. Lei ne rappresenta l’esempio concreto. Inoltre, ammetto di non avere al momento un’idea originale da proporre per raggiungere l’obiettivo di una università diversa. Molte idee le ho lette (e in parte condivise) nel suo sito, altre le ho lette altrove. Ritengo però che il sistema universitario attuale si sia ormai dotato di un sistema immunitario efficace e maturo, in grado di proteggerlo da ogni virus con tracce di meritocrazia nel suo patrimonio genetico: impedisce la replicazione dei virus presenti nelle sue strutture ed evita l’ingresso di altri. Propongo però una riflessione e spero che il mio messaggio possa aiutare a mettere a fuoco e a far emergere con maggiore chiarezza il vero ruolo dell’università italiana di oggi, e cosa rappresenta, nella società e per la società, approfondimento essenziale per capire da dove cominciare il lavoro.

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33 Risposte

  1. …che sia l’università l’artefice principale della sconfitta del merito, non vi sono dubbi. La vicenda che ho riportato altrove e riguarda il recente simposio sul retinoblastoma svoltosi a Siena il 19 novembre, dimostra però, con chiarezza che il problema investe anche altri settori importanti. L’azienda ospedaliera senese, ad esempio, che organizza un simposio sul retinoblastoma insieme con Siena Biotech, invita tutti gli “esperti” a parlare, ma “dimentica” di invitare il più esperto e quello che avrebbe più cose da dire. Non c’era neanche un invito formale da fare, perché “in sostanza” io sono ancora, per quanto riguarda l’università, a pieno titolo facente parte del gruppo di ricerca sul retinoblastoma… dunque non invitarmi è stata una provocazione voluta a dimostrazione del fatto che i burocrati di partito che “governano” (virgolettato d’obbligo) le aziende ospedaliere nazionali se ne fottono di chi merita e pensano solo a tenersi buoni i “clientes”… con un’aggravante: che nel mio caso, l’azienda ospedaliera, nonostante i miei titoli e la mia esperienza internazionale sui tumori dell’occhio e nonostante le mie quattro specializzazioni, neanche si vergogna di farmi sapere che non ha “una collocazione da offrire nell’ambito del regime di convenzione”… e allora, per chi ce l’ha???
    Conoscenti di Siena Biotech mi dicono che anche in un posto come quello, dove si presume che altri siano i criteri di produttività, le cose non vanno meglio…
    Mi preoccupo molto, a questo punto, (l’ho detto anche nel libro, ma mi piace ribadirlo qui) per il destino della gente bisognosa di cure, con sanità, università e anche “privato” nelle mani di gente che si occupa solo del potere, del denaro e dei propri interessi! C’è bisogno di una presa di coscienza da parte di tutti… e denunce, denunce, denunce… li dobbiamo mandare tutti in galera!

  2. Ho sentito molte volte in consiglio comunale tuonare contro la Biotech l’Ascheri (mi pare) per i 10milioni della Fondazione lì investiti annualmente con dubbi rientri, a parte gli articoli trionfali sui media senesi, di notoria criticità, e quindi del tutto in-credibili! Bravo Mastrangelo, non demorda, la giustizia prima o poi arriva… forse come… Giustizia!

  3. …senza contare che i legami dell’industria con l’università sono stati da tempo aspramente condannati almeno dalla parte più “sana” dall’establishment medico perché se fanno bene al portafogli dei diversi gruppi di potere che le “governano” (che governano, cioè, industria e università) sono di grave nocumento per la salute pubblica (vedi “Il tradimento di Ippocrate. La medicina degli affari“) perchè è inevitabile che l’industria si preoccupi di produrre e vendere farmaci e così, stabilendo legami di carattere finanziario con l’università e le aziende ospedaliere si garantisce da una parte (università) linfa vitale per la ricerca (con la benedizione delle lobbies scientifiche) e dall’altra (aziende ospedaliere) tutte le quote di mercato disponibili.
    Che vantaggi ne trae l’umanità bisognosa di cure? Solo disporre di una pletora di farmaci, spesso inutili quando non dannosi e la prospettiva di non uscire mai dalla sua condizione… perché ciò di cui l’industria ha assoluto bisogno è un’umanità malata, cronicamente e possibilmente a vita!…

  4. La mamma dei cretini è sempre incinta.

    La parte stolta della popolazione – sempre largamente maggioritaria – rappresenta il terreno fertile per la crescita ed il consolidamento dei più luridi regimi politici e delle varie associazioni criminali, come a Pavia, provincia ormai saldamente in mano a delinquenti del calibro dello ndranghetoso Dottor Chiriaco, direttore dell’azienda sanitaria locale, e del famoso Dottor Scotti, titolare del mitico omonimo riso, entrambi tenacemente ed efficientemente protesi per la massima espansione delle peggiori forme di tumori maligni oltre che del crimine organizzato in terra lombarda.

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_luglio_15/Corvi-chiarico-e-la-ndrangheta-1703382801071.shtml
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/21/traffico-di-rifiuti-tossici-e-truffa-allo-stato-ecco-chi-si-dimentica-del-dottor-scotti/78096/
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/il-riso-scotti-all%E2%80%99assaltodei-soldi-pubblici-dell%E2%80%99energia/77610/
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/politica-appalti-pubblici-cemento-benvenuti-in-padania-nuova-provincia-di-ndrangheta/77587/
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/13/un-colpo-alla-ndrangheta-nel-nord-italia/39310/
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/13/%E2%80%98ndrangheta-a-milano-e-quelle-strane-fotocopie/39836/

    Non esistono isole felici e ambienti incontaminati: se la nordica, evoluta e colta realtà pavese è in queste condizioni è destinato a drammatiche disillusioni chi coltivasse un serafico sogno senese! La popolazione se ne strafotte di quel che tu, Nik, continui a blaterare e preferisce tirare a campare a parole ma nei fatti agire volutamente disinformata e masochisticamente autolesionista…

  5. Domenico, se dici che l’industria farmaceutica ha bisogno di un’umanità malata dici pure che l’industria alimentare ha bisogno di un’umanità affamata, la tessile di un’umanità nuda, quella dei trasporti di un’umanità appiedata e quella edile di un’umanità di cavernicoli.
    È tutto molto triste.
    Perché pensi che all’industria serve un’umanità che soffre?
    Non è meglio pensare che a un’umanità che soffre serve un’industria?
    A mio parere la verità sta nel mezzo: all’industria serve un’umanità e all’umanità serve un’industria.

  6. Bravo, Loré!
    Ci risiamo con Berlinguer… fiuta la possibilità di una nuova maggioranza e si acquatta pronto al balzo?
    Non sarà da caricare il suo pezzo per commentarlo analiticamente, professore?

  7. Ho pensato che questo post stesse bene anche qui… anzi, forse meglio qui che dove lo avevo messo, specialmente dopo le parole di Cosimo:

    …lo so che “mi sto scrivendo addosso” e chiedo scusa a tutti per questa invadenza, ma avendo appena finito di scrivere una lettera ai ministri Gelmini e Fazio, riguardo a merito e legalità nelle aziende ospedaliere – universitarie, volevo darne opportuna informazione a tutti gli interessati. Il testo della lettera è quello che segue e si riferisce a fatti abbastanza recenti:

    Preg.Mo Ministro dell’Istruzione e Università
    Gent.ma Dottoressa Maria Stella Gelmini

    Preg.mo Ministro della Salute
    Gent.mo Dr. Ferruccio Fazio

    Con la presente sono ad informarVi di alcuni aspetti della gestione delle professionalità in ambito sia di università che aziende ospedaliere, che credo debbano rientrare nell’interesse del Vostro dicastero e richiedano un immediato intervento.
    Con la lettera che allego alla presente, l’azienda ospedaliera senese provvede a revocarmi il regime di convenzionamento in quanto, come emerge dal testo il direttore generale dell’AOUS ritiene che “non vi sono possibilità di una mia collocazione nell’organizzazione aziendale” nella quale, per altro, ho svolto funzioni assistenziali e di ricerca su retinoblastoma e tumori dell’occhio.
    Premesso che ho trentuno anni di laurea in medicina e quattro specializzazioni (Ematologia, Oncologia, Farmacologia Clinica e Oftalmologia), sono in servizio come tecnico laureato presso l’ateneo senese dal 1990, sono omeopata cerificato, sono specialista nella genetica, nell’epidemiologia e nella biologia molecolare del retinoblastoma e dei tumori oculari, trovo quanto meno singolare la determinazione del direttore generale dell’AOUS.
    Che ci sia dolo, in tale determinazione, mi pare che lo dimostri in maniera chiara il fatto che nel simposio organizzato venerdì 19 Novembre u.s. dalla direzione aziendale e da Siena Biotech sul retinoblastoma, non sono stato invitato nonostante il mio curriculum scientifico e professionale sia quasi tutto basato su ricerche riguardanti questa malattia ed io sia, allo stato attuale delle conoscenze, uno dei maggiori esperti mondiali in tale ambito, come si rileva facilmente dall’allegato CV (in cui il termine “retinoblastoma” ricorre in ben 75 articoli, pubblicati su riviste internazionali)
    Auspico vivamente che questa informativa possa avere valore per i Vostri rispettivi discasteri e condurVi ad azioni volte a ristabilire legalità e meritocrazia nei delicati settori della cultura e dell’assistenza sanitaria… confidando in un cortese riscontro.
    Vive cordialità
    Dr. Domenico Mastrangelo
    Dip. di Scienze Biomediche
    Università di Siena
    Tel.: 0577 369101 – 0577 369185 – 3921649476

    Autorizzo il Ministero della Salute al trattamento dei dati personali sopra riportati per le finalità funzionali alla vostra attività. Dichiaro inoltre di aver preso visione dell’informativa (pdf, 16 Kb) ai sensi del D.Lgs. 30/06/2003 n. 196

    @ Cosimo
    Allora siccome se ne fottono di legalità, giustizia, meritocrazia e quant’altro, facciamo una cosa: chiudiamo il blog e stiamocene tranquilli con le mani in mano a subire… e magari ad aspettare che vengano “legalizzati” lo stupro, l’assassinio e la pulizia etnica!

  8. …giro a Giovanni la richiesta condivisa di Laura…

  9. …celiavo, Nik, suvvìa! Se si va a misurare quanto e come ognuno ha scritto e s’è esposto il podio più alto non mi sfugge, ma è un assai triste primato…

  10. Domani metterò in prima pagina l’articolo di Luigi Berlinguer: lo merita! E speriamo che risponda anche alle domande che abbiamo posto su questo blog.

  11. Caro Roberto,
    tu pensi per “categorie”, che può anche andar bene, ma a volte per capire bisogna scendere nei dettagli e soprattutto provare a ragionare caso per caso:
    l’industria dei traporti è necessaria… i mezzi di trasporto sono indispensabili perché noi non voliamo come Superman e non corriamo come Flash Gordon; l’industria alimentare e tutte le altre di cui parli (eccetto la farmaceutica), sono necessarie perché mangiare, come d’altra parte spostarsi, vestirsi, costruire case per ripararsi, sono tutte necessità primarie dell’individuo… curarsi con i farmaci non lo è semplicemente perché i farmaci sono una parte e certamente la parte minoritaria dei mezzi che l’uomo ha a disposizione per curarsi e guarire dalle malattie.
    Se, come posso immaginare, tu lavori in un’azienda farmaceutica o “vaccinologica”, capisco che tu non voglia vedere questa realtà, ma le cose stanno esattamente così.
    Per intere ere l’uomo si è curato con prodotti naturali; alcuni, come i cinesi, hanno adottato sistemi di cura basati su una conoscenza particolarissima del corpo umano e del suo modo di funzionare… e altrettanto vale per tutte le altre tradizioni mediche millenarie di cui il nostro mondo è pieno… solo a volerle guardare.
    Il mondo occidentale, con lo sviluppo della chimica, si è convinto, invece, che l’unico modo per curarsi sia quello di assumere prodotti chimici tossici, estranei all’organismo e che per riconoscimento stesso dell’establishment medico – delinquenziale, se per un verso fanno bene, per altri dieci distruggono la tua integrità psico-fisica.
    Su tutto questo è nato il più grande business che la storia dell’umanità ricordi e, ad oggi, il “disease mongering”, ossia l’inventare malattie inesistenti, è lo sport preferito delle multinazionali del farmaco che sono ormai quasi alla frutta, visto il sistema che hanno messo su e che non è più né credibile né gestibile.
    Ma non posso riscrivere il mio libro per te. Se mi dai un indirizzo, te lo spedisco in omaggio (parlo de: Il tradimento di Ippocrate. La medicina degli affari)
    Ora ti saluto perché vado a cena.

  12. @ Princio: «I nemici più accaniti ed efficaci, i veri “cecchini” della cultura e della ricerca si trovano all’interno dell’università e purtroppo la governano. È l’università stessa ormai ad essere l’artefice principale della sconfitta del merito, della cultura e della ricerca, intesi come impegno di lavorare nell’ambito della conoscenza, perché possa essere trasferita e perpetuata, e ai confini della conoscenza stessa, per spostarne il limite in avanti.»

    Mi sembra un commento lucidissimo.

    Sesto Empirico,
    scettico

  13. @ Roberto Petracca: «A mio parere la verità sta nel mezzo: all’industria serve un’umanità e all’umanità serve un’industria.»

    Vero per tutto… meno che per l’industria farmaceutica che… serve solo a sé stessa! …e prima che tu ti “comprometta” parlando dell’utilità degli antibiotici, torno a suggerirti di leggere il mio libro… poi parliamo!

    …per il resto, non esiste un solo farmaco al mondo che “curi” una qualsiasi malattia… e gli antibiotici non fanno eccezione, perché se non interviene l’organismo, la “cura” non c’è mai!

    A te che ragioni “per categorie” forse farebbe bene riflettere su questi fatti:

    – il fumo della sigaretta porta al cancro polmonare (una delle poche verità accertate in medicina)… lo scrivono anche sui pacchetti, ma le sigarette continuano ad essere vendute;

    – le tecnologie per sostituire il petrolio esistono e sono a tutti note (incluso il gas, l’idrogeno e quant’altro), ma si continua a vendere benzina e gasolio;

    – probabilmente (io non faccio alcuna fatica a crederlo) la fusione fredda funziona egregiamente, ma costa “troppo poco” per poter essere usata (http://www.terrediconfine.eu/il-segreto-delle-tre-pallottole.html)

    – l’omeopatia e tutte le medicine non convenzionali sono efficacissime, ma vengono fortemente osteggiate dall’establishment medico (in realtà dalle multinazionali del farmaco) perché poco costose e non “remunerative” come i farmaci.

    Potrei andare avanti all’infinito, ma volevo solo cercare di farti capire che la nostra società è regolata da affari potere, tanto nell’università, quanto nella vita quotidiana… per questo la vera “tristezza” sta nel vedere la gente allinearsi a questo modo di intendere, vedere e condurre una “società Civile”.

    @ Cosimo
    …so bene come la pensi…

  14. Caro Domenico, credo di averti conosciuto oltre vent’anni fa, quando studiavi alcuni tessuti dell’occhio guardando vetrini al microscopio Axiophot che avevamo in laboratorio. In quel periodo circolava da noi anche Doris. Eri un bravo e promettente ricercatore. Da quanto scrivi in questo blog vedo che hai continuato a studiare e a fare con successo ricerca e scienza. Sono ovviamente costernato nell’apprendere le difficoltà che hai incontrato ed incontri in un paese dove il merito è un optional di infima categoria. Sono costernato ma non sorpreso e non rassegnato. Da sempre siamo un paese che ammannisce all’estero i suoi migliori ricercatori e siamo riusciti a dare un calcio persino a un premio Nobel come Rubbia (osò criticare l’operato di Berlusconi riguardo alla ricerca nel nostro paese). Ci sono ingiustizie che reclamano vendetta.
    Comprerò il tuo libro non appena ne avrò l’occasione. È una cosa che avevo di già in mente perché te lo meriti e non è giusto che me lo regali. Naturalmente per la mia storia e per la mia formazione parto molto prevenuto. Quello che mi stimola a comprare il tuo libro è andare a capire perché sei così contrario alla farmaceutica. So che di storture ce ne sono molte (talidomide etc.) e sicuramente troverò conferma nel tuo libro, ma mi suona strano che si possa parlar male dei farmaci e dei vaccini in generale. Poi ne parleremo.

  15. Caro Roberto,
    il tuo nome mi suonava troppo familiare per essere una semplice omonimia… ma non ero sicuro. Piacere di risentirti e ritrovarti in queste pagine.
    Un paio di cose:
    – di libri ne ho regalati tanti e non vedo perché farlo comprare a te. Se mi mandi un indirizzo, te lo faccio avere volentieri… magari in Novartis o a Siena Biotech no, perché se qualcuno lo vedesse potresti avere dei guai… sì perché (questa è vita vissuta) a me è capitato che uno dei vostri dirigenti abbia emanato contro di me un “divieto” di accesso alla “ditta” perché avevo scritto un articolo contro le vaccinazioni… è così che funziona la “farmaceutica”… dovresti fartene una ragione;
    – quanto proprio alla “farmaceutica” (vorrei che fosse chiaro) non sono io ad esserle contrario, ma i fatti. Il mio libro è una denuncia documentata nello stile della letteratura scientifica; non c’è una sola affermazione che derivi da una mia opinione personale… è tutto documentato… scientificamente documentato. E questo ti dà una misura di quanto le mie denunce siano sottostime dello schifo che regna nella farmaceutica, perché trovare articoli che avversino l’uso di farmaci e vaccini è veramente un’impresa titanica, dal momento che tutto viene sapientemente occultato.

    A presto

  16. Il mondo è bello perché è vario. C’è chi sostiene che l’uomo non è mai arrivato sulla luna, chi sostiene che Elvis Presley è ancora vivo e persino chi sostiene che il mondo è piatto.
    Personalmente credo che trovare articoli contro l’uso di farmaci e vaccini sia un’impresa titanica semplicemente perché nella farmaceutica c’è ben poco schifo da occultare sapientemente, caro Domenico. La farmaceutica non funziona come pensi tu. Non con l’imbroglio, il sotterfugio, il falso ed il complotto! Se così fosse domani mattina chiuderebbe battenti. La farmaceutica funziona investendo molti soldi in conoscenza, competizione, lavoro, onestà, innovazione, sfide, ricerca, sviluppo, produzione, marketing, notti insonni e via discorrendo. Non puoi buttarla in caciara! Si investono montagne di soldi e si lavora per farli fruttare. Se arrivano i successi si guadagna, se arrivano fallimenti e sconfitte quei soldi si perdono.
    Mi incuriosisci davvero! Sei un medico con quattro specializzazioni e una miriade di pubblicazioni scientifiche ma stronchi farmaci e vaccini. Mi chiedo con quali strumenti pensi di combattere le malattie su cui fai ricerca. Leggerò quindi il libro per trovare la risposta. Capisco bene che l’argomento è complesso e non si può liquidare su un blog. Ti ringrazio ancora per l’offerta ma comprerò il libro. Fammi restare neutrale. Non vorrei avere remore qualora avessi poi motivo di parlarne negativamente. Se leggendolo mi convincerò che bastava l’omeopatia per debellare polio e vaiolo o che basta la millenaria medicina cinese per debellare epatiti, papillomi, colere, meningiti e pesti sarà per me una cosa nuova e te ne darò sicuramente atto. Al momento resto decisamente dalla parte dei premi Nobel per la medicina Dulbecco, Baltimore, Temin, Rous, Zur Hausen, Barré-Sinoussi, Montagnier, Zinkernagel, Doherty, Tonegawa, Jerne, Milstein, Ehrlich, Lederberg, Köhler, Blumberg, Gaidusek, Enders, Edelman, Porter, Luria, Jacob, Monod, Waksman, Behring, Fleming, Bordet, Koch ed altri eserciti che il Nobel per la medicina non l’hanno mai preso ma che sono comunque bravi.
    Senza nulla togliere ad omeopatia e medicina alternativa che sicuramente avranno il loro valore.
    Riguardo al fatto che ti hanno bandito dalla ditta, non conosco i termini della questione ma immagino che se stronchi i vaccini non ti aspetti che chi nei vaccini e nella medicina occidentale ci crede ti accolga a braccia aperte. Qua consumiamo le nostre vite sui vaccini perché ci crediamo. Sentirci dire che non abbiamo capito niente o, peggio, che facciamo parte di una banda di loschi ci ferisce non poco. Crediamo fermamente e a ragion veduta che, per quanto arduo sia, si possano fare vaccini efficaci e sicuri che salvano vite umane.
    Chi è senza peccato scagli la prima pietra ma francamente non ho mai avuto sentore di lati oscuri. Non so se ti riferisci alle polemiche sui vaccini anti-influenzali. Credo di no visto che c’è stato un ampio dibattito aperto su tutti i media del mondo e non mi pare che qualcuno abbia voluto o potuto occultare alcunché. Quand’anche ci fosse qualche lato oscuro dubito fortemente che potrebbe cancellare i successi che hanno contribuito ad aumentare la speranza di vita.

  17. @ Roberto Petracca: «Il mondo è bello perché è vario. C’è chi sostiene che l’uomo non è mai arrivato sulla luna, chi sostiene che Elvis Presley è ancora vivo e persino chi sostiene che il mondo è piatto.»

    Basta che ognuno ragioni con il proprio cervello e in maniera indipendente. Libero da vincoli ed etichette. “Conoscete la verità e la verità vi farà liberi!” (Gv. 8, 32) …ma se vi rifiutate di vedere la verità!…

    @ Roberto Petracca: «Personalmente credo che trovare articoli contro l’uso di farmaci e vaccini sia un’impresa titanica semplicemente perché nella farmaceutica c’è ben poco schifo da occultare sapientemente, caro Domenico.»

    …eppure un'”uccellino” mi ha raccontato di vaccini “annacquati” perché la produzione non arrivava a coprire la richiesta (non lontano da qui!!!)…
    …eppure i vaccini, che sono farmaci, non vengono trattati come farmaci e vengono somministrati senza alcuna prova di efficacia e tossicità (I farmaci, caro Roberto, vanno in commercio solo dopo anni di prove… i vaccini No!!!)
    …eppure c’è un collega che stava per finire al Creatore (qui a Siena) per una dose di vaccino contro l’influenza suina (virus notoriamente innocuo)…
    …eppure la lista dei farmaci tossici prima immessi e poi ritirati dal commercio è cospicua e si allarga di anno in anno…
    …eppure l’AIFA di Garattini “si vanta” di aver ritirato dal commercio (questo è avvenuto solo un paio di anni fa) farmaci per un ammontare di oltre due miliardi di euro (sic!) perché inefficaci o tossici… stiamo aspettando il prossimo scandalo…
    …eppure il “comparaggio” ossia la promessa di regali in cambio di prescrizioni, è ancora lo sport preferito delle multinazionali del farmaco…
    …eppure, per far prescrivere quei farmaci tanto preziosi sui quali tanta gente butta sangue, sudore e lacrime, nell’era Poggiolini abbiamo assistito allo scandalo più grande cui questo paese abbia mai assistito dopo Tangentopoli… ma sulla pelle della povera gente!
    Sul libro leggerai le cifre della carneficina farmacologica (quella che si conosce, ovviamente, perché se ne conosce solo una piccola parte… ed avrai modo di rabbrividire…)
    …non continuo per non “allungarmi” troppo… meglio se leggi il libro!

    @ Roberto Petracca: «La farmaceutica non funziona come pensi tu.»

    Se ti ricordi di me, ricorderai che ho lavorato nella farmaceutica e ci ho lavorato abbastanza per capire come funziona… io non “penso” nulla… ho visto come funzionano le cose ed ho trovato riscontri nella letteratura internazionale

    @ Roberto Petracca: «Se così fosse domani mattina chiuderebbe battenti»

    E perchè mai? Lo sai il parlamento inglese come definisce la farmaceutica? Un altro dei “gioielli della Corona” perché è una delle più importanti fonti di guadagno per il Paese. Solo che l’interesse dell’industria farmaceutica quasi mai corrisponde con quella della gente malata. Lo dice il Ministro della salute inglese (leggere libro!)

    @ Roberto Petracca: «La farmaceutica funziona investendo molti soldi in conoscenza, competizione, lavoro, onestà, innovazione, sfide, ricerca, sviluppo, produzione, marketing, notti insonni e via discorrendo.»

    Di soldi, caro Roberto, ne avete e ne avrete sempre meno perché la gente si sta svegliando e lo stanno facendo anche i governi, grazie a Dio. Lo schifo dell’era Poggiolini ha lasciato il segno e racconta una storia totalmente diversa da quella che vuoi venderci tu! Se non ti fidi, leggi i giornali dell’epoca e falla meno lunga… in “Big Pharma” si lavora solo perché la gente stia male. Si tratta di evidenza, non di opinioni.

    @ Roberto Petracca: «Non puoi buttarla in caciara!»

    O Roberto, sei tu che la butti in caciara. Io ci ho scritto su un libro con tanto di citazioni bibliografiche… tu qui stai dicendo un sacco di frescacce non documentate… almeno mettici un po’ di dati bibliografici… è così che si fa scienza e innovazione, non con le chiacchiere celebrative (e molto inverosimili).
    Fornisci un elenco dei farmaci “innovativi” che sono stati tirati fuori dall’industria dei farmaci dopo gli antibiotici… l’AZT? Un Prodotto tossico vecchio come il cucco che la Wellcome ha rispolverato trasformato in sedicente farmaco anti AIDS e che invece trasforma i sieropositivi in malati conclamati e i malati conlamati in morti? (Leggi: Peter H Duesberg sull’argomento)

    @ Roberto Petracca: «Mi chiedo con quali strumenti pensi di combattere le malattie su cui fai ricerca.»

    Prima di tutto con il buon senso; poi con l’indipendenza e l’onestà intelletuale; poi ancora con lo studio, ma senza pregiudizi né obblighi di appartenenza. Proprio le malattie su cui faccio ricerca sono testimonianza di un impegno che vuole superare l’attuale Medio Evo e guardare ad orizzonti più ampi.
    La chemioterapia antitumorale uccide senza allungare la vita della gente malata di cancro. Questi sono dati della letteratura scientifica… basta leggere e non avere idee preconcette.
    L’inquinamento ambientale ci uccide, incluso quello determinato dagli assassini di big pharma, ma di ambiente e prevenzione non ne parla nessuno e chi ne parla si guarda bene dal porre in atto misure adeguate, perché questo non piace a Big Pharma.

    @ Roberto Petracca: «Se leggendolo mi convincerò che bastava l’omeopatia per debellare polio e vaiolo o che basta la millenaria medicina cinese per debellare epatiti, papillomi, colere, meningiti e pesti sarà per me una cosa nuova e te ne darò sicuramente atto.»

    Questo mi sembra poco credibile, visto quello che dici e come lo dici. Tuttavia i vaccini non hanno debellato nulla… semplicemente la dimostrazione non esiste… tutte le malattie, incluse quelle infettive, hanno un loro corso… che nessuno modifica… meno che mai i vaccini. Polio, vaiolo, difterite e quant’altro sono sparite da sole e i “vaccinologi” si sono presi il merito per garantirsi la vendita delle loro schifezze. Leggi di come operava Pasteur, antesignano dei truffatori che oggi ci vendono tutta la merda vaccinologica come se fosse oro… leggi il libro e documentati. E se parli porta prove documentali e scientifiche di quanto affermi… il populismo fa bene a quelli che ti pagano lo stipendio, ma ha ucciso già abbastanza gente innocente.
    Se avessimo dato retta ai “vaccinatori” oggi l’AIDS avrebbe colpito più della metà della popolazione mondiale… cazzata megagalattica! E che dire del “vaccino” per l’HIV? Lo promettono dal 1984, questi bastardi, truffatori assassini!!! O Robè, ma dove vivi? Nell’industria dei farmaci?

    @ Roberto Petracca: «Al momento resto decisamente dalla parte dei premi Nobel per la medicina Dulbecco, Baltimore, Temin, Rous, Zur Hausen, Barré-Sinoussi, Montagnier, Zinkernagel, Doherty, Tonegawa, Jerne, Milstein, Ehrlich, Lederberg, Köhler, Blumberg, Gaidusek, Enders, Edelman, Porter, Luria, Jacob, Monod, Waksman, Behring, Fleming, Bordet, Koch ed altri eserciti che il Nobel per la medicina non l’hanno mai preso ma che sono comunque bravi.»

    …Montagnier ha preso il Nobel per un virus che non esiste (v. Peter H. Duesberg);
    …Zur Hausen ha preso il nobel per il vaccino del Papilloma, sponsorizzato da Astra Zeneca (nota multinazionale di vaccini con sede a Londra) che per l’occasione aveva messo due membri del suo CDA nella commissione per il Nobel
    …Dulbecco ha lanciato il famoso Human Genome Project, noto flop internazionale che ha rivelato che del DNA non abbiamo ancora capito un cazzo!
    …quanto agli scienziati che dovevano prenderlo (il Nobel), ma non l’hanno preso, ti cito Peter H. Duesberg… guarda dove pubblica, guarda cosa scrive e… rabbrividisci! A lui, che lo meritava, il Nobel non l’hanno dato perché ha detto che l’HIV è una incommensurabile cazzata e che il cancro non deriva affatto da alterazioni genetiche.
    …devo andare avanti?

    @ Roberto Petracca: «Senza nulla togliere ad omeopatia e medicina alternativa che sicuramente avranno il loro valore.»

    La medicina alternativa non esiste; è un’invenzione di Big Pharma per eliminare la concorrenza a fare fuori la medicina efficace e poco costosa. Esiste la medicina che funziona e quella che non funziona. Solo che medicine diverse da quelle dei farmaci non verranno mai studiate perché fortemente osteggiate (indovina perché) da big pharma

    @ Roberto Petracca: «che se stronchi i vaccini non ti aspetti che chi nei vaccini e nella medicina occidentale ci crede ti accolga a braccia aperte.»

    In ambito “scientifico” mi aspetto una discussione aperta, colta e documentata… questi metodi sono degni di chi li usa… gentaglia che ama certamente di più i “cazzi propri” che la povera gente bisognosa di cure.

  18. Dr. Mastrangelo, il suo discorso mi interessa molto anche perché pare che la mia vita dipenda ormai solo dai farmaci-chimismo… Un giorno è probabile che ci incontreremo… Mi rivolgo a lei ovvio perché… la sa lunga. Non potrei sentire in ciò gli amici Grasso o Loré che si occupano di cose altre seppur affini. Grazie per la sua eccellente battaglia.
    Il Bardo

  19. Caro Domenico, alcuni casi e circostanze che riporti sono noti e dibattuti. Quando denunci malversazioni e criminalità fai un’opera encomiabile. Non ci piove. Di casi ce ne sono tanti e la vicenda Poggiolini fu un esempio fra i più eclatanti. Per fortuna molti vengono scoperti e puniti. In altri casi mi pare che sconfini nella leggenda.
    Con le epidemie stagionali non puoi spendere anni per i test di efficacia. Per forza di cose le procedure dettate dalle autorità devono seguire tempi e modi diversi rispetto ai farmaci.
    Se avevi prove documentate che il virus dell’influenza suina era innocuo perché non hai avvertito per tempo il presidente degli Stati Uniti d’America e il resto del mondo? Abbiamo avuto un mondo spaventato e dopo che la nube è passata tutti a dire che eravamo cretini. Chi è stato l’untore? È stata l’industria o i giornali? La classe medica o i governanti? Col senno di poi non ha senso chiederselo. All’industria è stato chiesto di fare il suo lavoro e l’industria ha fatto il suo lavoro.
    Tu dici che la medicina e la farmaceutica combinano solo danni? Perché vuoi costringermi a lavorare per portarti dati e bibliografie sui farmaci? Non ne ho il tempo, non sono uno specialista ed odio tentare di apparire quello che non sono. Visto il simpatico caratteraccio e le competenze che hai, mi guarderei bene dal riportarti cose imprecise e arrabattate. Provo solo a riportarti il link ad un articolo che riassume il tutto. Si tratta di una review sull’allungamento della vita media e sul contributo della medicina.
    http://www.nature.com/nature/journal/v464/n7288/full/nature08984.html
    Ti auguro di cuore che tu riesca a dare il tuo contributo per una medicina che abbia orizzonti più ampi. Ma, di nuovo, perché parlare di Medio Evo? Per avere un mondo perfetto abbiamo ancora molta strada davanti, specialmente per quanto riguarda sprechi e malversazioni, ma dal Medio Evo ad oggi di passi in avanti ne abbiamo fatti molti.
    Mi pare strano che la chemioterapia uccida senza allungare la vita dei malati. Eventualmente cambierò idea dopo aver letto il tuo libro. Per ora conservo la fiducia che ho nella classe medica. Cosa ti dicono i tuoi colleghi oncologi? Ti nascondono che sono tutti dei criminali ammanicati con un’altrettanto criminale Big Pharma? Certo, le vicende della clinica Santa Rita ci dicono che non c’è limite al malcostume e alla criminalità. Quello che non mi convince è che si possa fare di ogni erba un fascio.
    Che i vaccini non abbiano debellato nulla e siano schifezze è un’altra affermazione che mi spinge a comprare il tuo libro. Voglio capire se è vero che finora non ho capito niente. Se poi non è vero ti stronco! (Scherziamo un po’ vah!).
    Se le malattie infettive spariscono da sole te la faresti una trasfusione si sangue non testato per la presenza di virus? Ti auguro di non averne mai bisogno.
    Quelli che lavorano per realizzare un vaccino contro l’HIV non sono bastardi, Domenico! Abbi pazienza! È gente che lavora e che spero prima o poi abbia successo.
    Non ti stanno bene manco i premi Nobel? Farabutti anche loro? Uffa! Una cosa giusta e che condivido l’hai però detta: sul genoma umano non avevamo capito nulla. Ora che ne conosciamo l’intera sequenza lo sappiamo e stiamo cercando di aggiustare il tiro. Succede spesso nella scienza: quanto più impari tanto più scopri di non sapere.
    Grazie per i gentili apprezzamenti Domenico. È sempre piacevole sentirsi dire che si fa parte di “gentaglia”.

  20. @ Nik: non ho detto che l’università è l’unico artefice di questa opera di killeraggio verso cultura e ricerca ma che l’università ne detiene il primato e apre la strada, prepara il campo, ad altri settori della società.
    D’altra parte, se l’università fosse la culla del sapere e della scienza avrebbe a cuore le loro sorti, non permettendone la mercificazione. Questo, se non sbaglio, è il problema che tu sollevi, ma si tratta, come ben emerge dai tuoi scritti, di un problema planetario.
    La peculiarità dell’università italiana è che essa non mercifica la cultura e la ricerca. Non pretende soldi in cambio di risultati scientifici e scoperte più o meno fasulle e della loro manipolazione (non voglio entrare nel merito della discussine tra Nik e Petracca). L’università italiana sperpera, dilapida, rottama la cultura e la ricerca, e lo fa con un certo gusto che rivela tutto il disprezzo che nutre per chi con lo studio, la fatica e l’impegno dedica la propria vita alla conoscenza e pensa che sia l’università il luogo dove fare queste stupidaggini.
    L’unica cosa che chiede in cambio l’università italiana è che la si lasci in pace a gestire le proprie aule, laboratori e dipartimenti come fossero piccoli, medi e grandi feudi lasciati in mano a “ricercatori”, “docenti” e “direttori” che li gestiscono con senso di proprietà anzichè senso di responsabilità.

  21. …non faccio l’arbitro se non in vicende di risarcimento dei danni alla persona ma penso possibilmente prima che l’azione sia tardiva.

    Per la complessa specificità della questione affrontata da Nico e Roberto mi pare educato suggerire un serio approfondimento fra i due.

    Sarà poi loro cura arrivare ad una elaborata redazione delle rispettive conclusioni o una collegiale sottoscrizione di un testo finale.

    Giovanni e io abbiamo dedicato tempo e facce creando e coltivando un giornale elettronico dedicato agli studiosi di fatti universitari.

    Ritengo che ogni parola scritta debba essser meditata ai fini di una pubblicazione che ha caratteristiche di utile e rigoroso archivio.

  22. Addenda.

    Pare d’uopo sottolineare che sia il responsabile del blog che il sottoscritto, da quando si è partiti con l’iniziativa, han curato che ciascun contributo fosse in linea non solo con i requisiti doverosi del rispetto della verità documentale e della personale dignità ma pure con l’affidabilità delle fonti ed i dettami della comunicazione.

    Si è perseguita l’eleganza nello scrivere scandito da iconografie illustrative, ipertesti collegati, intermezzi musicali, approfondimenti disciplinari per una esposizione gradevole di vicende spesso poco edificanti e confortanti… Si è rimasti insomma fedeli ai comportamenti che distinguono per decoro e carisma un professore universitario.

    Questo anche perchè non v’è alternativa ad una condotta siffatta, se si vuol nella vita compiere atti sempre qualitativamente apprezzabili e restare immuni dai pretestuosi attacchi dei malintenzionati e di coloro le cui gesta poco ammirevoli si desidera analizzare e pubblicare, nel rischio incombente di querele e denunce.

  23. @Roberto Petracca
    “Con le epidemie stagionali non puoi spendere anni per i test di efficacia. Per forza di cose le procedure dettate dalle autorità devono seguire tempi e modi diversi rispetto ai farmaci.”

    Come sarebbe a dire “non puoi”. Ci sono le leggi, volute dalla stessa industria farmaceutica. E poi c’è l’etica, la deontologia professionale, la cultura, la scienza…

    @ Roberto Petracca
    “Se avevi prove documentate che il virus dell’influenza suina era innocuo perché non hai avvertito per tempo il presidente degli Stati Uniti d’America e il resto del mondo? Abbiamo avuto un mondo spaventato e dopo che la nube è passata tutti a dire che eravamo cretini. Chi è stato l’untore? E’ stata l’industria o i giornali? La classe medica o i governanti? Col senno di poi non ha senso chiederselo. All’industria è stato chiesto di fare il suo lavoro e l’industria ha fatto il suo lavoro.”

    Molto naif, da parte tua. Gli “untori” sono quelli che ci guadagnao, in un modo o nell’altro. L’informazione ci guadagna…i governi ci guadagnano…l’industria ci guadagna…e l’associazione a delinquere è fatta! Non mi dire che non te l’immaginavi! Attenzione: l’industria è andata a chiedere ai governi e WHO di fare il lavoro, portando dati tanto allarmanti quanto inesistenti.
    Qui: http://www.cdc.gov/h1n1flu/vaccination/h1n1_fraud_abuse.htm rovi le frodi sul vaccino denunciate dal Center for disease control (Organo governativo di controllo)
    Qui: http://h1n1.nejm.org/?p=1318 trovi una frode denunciata dal New Emgland Journal of Medicine secondo cui sarebbero circolate, negli USA, delle e-mail con obbligo per i riceventi di compilare un profilo personale di vaccinazione per un sedicente quanto inesistente programma di vaccinazione sponsorizzato dal CDC stess.
    Qui:
    http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa0906089 un altro articolo del New England Journal of Medicine (non sto parlando degli annali dell’Accademia dei Fisiocritici!!!) che spirga come la malattia sia (H1N1) sia praticamente insignificante dal punto di vista sintomatologico…ma tante che gliene frega a chi ci può speculare sopra!!!

    @ Roberto Petracca
    “Tu dici che la medicina e la farmaceutica combinano solo danni? Perché vuoi costringermi a lavorare per portarti dati e bibliografie sui farmaci? Non ne ho il tempo, non sono uno specialista ed odio tentare di apparire quello che non sono. Visto il simpatico caratteraccio e le competenze che hai, mi guarderei bene dal riportarti cose imprecise e arrabattate. ”

    Non voglio “costringerti a lavorare”; ti chiedo solo di documentare le cose che dici per non farle sembrare tue opinioni personali…con una avvertenza: nella società degli antibiotici, degli antiipertensivi, degli anti depressivi, degli anti- tutto, non puoi ragionevolmente aspettarti di trovare documenti che siano contrari al pensiero comune…quelli devi andarteli a cercare….ma io accetto ugualmente la sfida! Poi, però, bisogna usare il buon senso e qualche conoscenza di base. Ad esempio, se io ti dico che il vaccino contro l’ìAIDS viene promesso al mondo da pseudo scienziati fin dal lontano 1984 e fino ad oggi non si è cavato un ragno dal buco, non mi puoi venire a dire che “è difficile”…se fosse un progetto “industriale”, questi ricercatori che non tengono a freno nè la lingua nè l’ambizione, sarebbero già stati messi tutti alla porta!…la gente non la puoi sempre prendere per il culo!!!

    Mi sta bene la tua citazione, ma le citazioni vanno lette. Ecco come sembra concludere l’articolo che tu citi:
    “Prosperity and medicine seem to be the two main factors contributing to the postponement of senescence” Ossia il BENESSERE e la medicina (NON I FARMACI) sembrano i due principali fattori che contribuiscono al ritardo nell’invecchiamento. E per quanto attiene alla medicina, si afferma: “Medical treatments, surgical interventions and public-health efforts to prevent or mitigate illness…” ossia. qui si parla di trattamenti medici, chirurgici o di salute pubblica volti a PREVENIRE o mitigare le malattie (Tanto per esser chiari, i FARMACI NON CURANO NULLA! Al massimo “mitigano” e ciò che più conta è la PREVENZIONE…che non si fa con i farmaco!!!)

    @ Roberto Petracca
    “Ti auguro di cuore che tu riesca a dare il tuo contributo per una medicina che abbia orizzonti più ampi. Ma, di nuovo, perché parlare di Medio Evo? Per avere un mondo perfetto abbiamo ancora molta strada davanti, specialmente per quanto riguarda sprechi e malversazioni, ma dal Medio Evo ad oggi di passi in avanti ne abbiamo fatti molti.”

    …te lo concedo; ma non li abbiamo fatti grazie all’industria dei FARMACI! Le condizioni di vita sono cambiate…ancora agli inizi dell’era dell’industria, Londra era una fogna a cielo aperto…questa è storia…e non si può vivere in una fogna senza contrarre malattie…PREVENZIONE, Roberto, PREVENZIONE!

    @ Roberto Petracca
    “Mi pare strano che la chemioterapia uccida senza allungare la vita dei malati. Eventualmente cambierò idea dopo aver letto il tuo libro. Per ora conservo la fiducia che ho nella classe medica. Cosa ti dicono i tuoi colleghi oncologi? Ti nascondono che sono tutti dei criminali ammanicati con un’altrettanto criminale Big Pharma?”

    Gli assassini prezzolati stanno in Big Pharma. I medici sono in parte attori e in parte vittime di questo sistema voluto da Big Pharma.
    La chemioterapia antitumorale viene oggi ancora somministrata in base al peso o alla superficie corporea, mentre la farmacogenetica dimostra che le dosi di chemioterapici dovrebbero essere “personalizzate” (Abraham J. and coll.: BBA 2006. 1766, 168 – 183; Boddy AV, Ratain MJ: Clinical Cancer Research 1997. 3, 1025 – 1030; Krinetski EY, Evans WE: American Journal of Human Genetics 1998. 63, 11 – 16)…potrei continuare all’infinito! Ma se sappiamo già da tanti anni che la chemioterapia deve essere personalizzata, perchè non lo stiamo facendo? E cosa ne stiamo facendo di quei pazienti che continuiamo a trattare sulla base del peso o della superficie corporea? Come lo chiami tu, questo modo di agire?
    Quando hai tempo, vatti a leggere questo articolo: Morgan G, Wardy R, Barton M: The Contribution of Cytotoxic Chemotherapy to 5-year Survival in Adult Malignancies. Clinical Oncology (2004) 16: 549-560; non si tratta di omeopati o medici ayurvedici, ma di ONCOLOGI CHE DIMOSTRANO, SU 225.000 CASI ONCOLOGICI, COME IL CONTRIBUTO DELLA CHEMIOTERAPIA ALL’AUMENTO DELLA SOPRAVVIVENZA DEI PAZIENTI AFFETTI DA CANCRO, NON SIA SUPERIORE AL 2%. A che prezzo, lo sa solo chi ha avuto un parente o un amico trattato con questi veleni.

    @Roberto Petracca
    “Se le malattie infettive spariscono da sole te la faresti una trasfusione si sangue non testato per la presenza di virus? Ti auguro di non averne mai bisogno.”

    Mai mi farei una trasfusione se non in caso di estrema ed urgente necessità. La trasfusione di sangue è una massiccia “invasione” di un organismo da parte di antigeni eterologhi e come ta estremamente pericolosa per il sistema immunitario del ricevente…non solo per le possibili e note reazioni, ma perchè la trasfusione, iniettando dosi massicce di antigeni, paralizza il sistema immunitario del ricevente (o scatena una reazione opposta)…è come un trapianto eterologo…a noi ematologi insegnano che il sangue “è un tessuto” (liquido, ma sempre tessuto)…questa è immunoematologia elementare.

    @ Roberto Petracca
    “Non ti stanno bene manco i premi Nobel? Farabutti anche loro? Uffa!”

    …ora i giornali non te li cito. Guarda le cronache sul Nobel a zur Hausen, associando la ricerca con “Astra Zeneca” e vedrai che schifo anche intorno a questa istituzione…magari prima non c’era…ma oggi c’è; ecco perchè parlo di ritorno al Medio Evo…la vita della gente non vale più nulla…valgono solo i soldi e il potere. Se non è Medio Evo questo, come lo vuoi chiamare?

    @ Roberto Petracca
    “Una cosa giusta e che condivido l’hai però detta: sul genoma umano non avevamo capito nulla. Ora che ne conosciamo l’intera sequenza lo sappiamo e stiamo cercando di aggiustare il tiro. Succede spesso nella scienza: quanto più impari tanto più scopri di non sapere.”

    …allora leggiti la storia sul retinoblastoma, nel mio libro, e vedi come questo ingenuo “esser coscienti di non sapere” non sia altro che la scusa da tirare fuori al momento opportuno per mascherare la frode continua e la malafede. Chi è scientificamente aperto e culturalmente superiore, NON OSTEGGIA ciò che non conosce, COME FA LA MEDICINA DEI FARMACI CON LE MEDICINE NON CONVENZIONALI. Chi è scientificamente aperto e culturalmente superiore, discute, si documenta, ipotizza, verifica, si cimenta…ma questa non è l’industria dei farmaci.

    @ Roberto Petracca
    “Grazie per i gentili apprezzamenti Domenico. E’ sempre piacevole sentirsi dire che si fa parte di “gentaglia”.”

    …scusa, ma qui sei tu che fai di tutta l’erba un fascio. Allora, se lo fanno gli altri non va bene e se la fai tu si?
    Per come ti conosco non direi proprio che tu mi impediresti l’accesso alla tua ditta anche se io avessi parlato male della roba che produci. E il fatto che stiamo qui a discuterne ne è la dimostrazione. La “gentaglia” di cui parlavo io è quella che usa quei metodi “Medievali”. Comunque, se ti sei sentito offeso mi scuso con te…ma non cambio certo idea sui fatti e sugli “attori”.

  24. @ per l’amico Cosimo.
    Cosimo caro,
    a leggere i tuoi interventi sul Fatto Quotidiano non mi pare proprio che tu ti tenga le parole in bocca. Ma al di là di questo, la questione che affrontiamo con Roberto non mi sembra nè personale, nè irrilevante, nè fuori tema; e mi spiego facendo qualche domandina:
    1. quanti miliardi di miliardi di euro sono stati investiti, in tutto il mondo, da “onestissimi” ricercatori (che hanno distrutto e isolato il più grande virologo esitente sulla faccia della Terra e che risponde al nome di Peter Duesberg, solo perchè ama dire le cose come sono) che dal 1984 ci promettono un vaccino contro l’AIDS che 26 anni dopo ancora non c’è?
    2. Quanti miliardi di miliardi di Euro si stanno ancora “buttabdo nel cesso” per trovare questo vaccino che, parafrasando il grande fisico Emilio Del Giudice: “E il vaccino del futuro IN QUANTO NON POTRA’ MAI AVERE UN PRESENTE”?
    3. Quanti miliardi di miliardi di Euro abbiamo dato a sedicenti epidemiologi che per tenere banco a questa inconcludente ricerca, ci hanno minacciato dicendo che entro il 2000 saremmo finiti tutti con le pustole sull’uccello, le macchie color sangue su braccia e gambe e saremmo tutti diventati l’ombra di noi stessi, inesorabilmente colpiti dalla piaga del terzo millennio…e invece non è successo proprio nulla di quello che loro predicevano?
    Tutto questo sperperar di risorse a favore di sedicenti scienziati che ci stanno prendendo per il culo non ti ricorda nulla di ciò che più recentemente è accaduto in casa nostra, nella nostra città, nel nostro ateneo???
    Sempre con affetto e simpatia (come con Roberto Petracca)

  25. @ The Bardo
    …ben volentieri!

  26. …capisco la spontaneità, ma così mi esponi a magre figure perché non so rispondere ai primi tre quesiti di natura squisitamente finanziaria mentre non nutro dubbio alcuno nell’affermare che certi sperperi sono preoccupantemente simili all’attuale disastro senese

  27. P.S. Gli epidemiologi di “chiara fama” ci impaurivano perché: «Tradizionalmente il potere della scienza medica è stato fondato sulla paura; in special modo sulla paura della malattia infettiva.» P.H. Duesberg
    …e intanto butta quattrini, butta, che a spenderli ci pensiamo noi!!!

  28. Scusandomi di nuovo per la ripetizione, ripropongo la mia risposta a Roberto con la correzione dei numerosi refusi (i più gravi, almeno, sono spariti). Chiedo a Giovanni di voler gentilmente provvedere. Grazie

    1. @Roberto Petracca
    “Con le epidemie stagionali non puoi spendere anni per i test di efficacia. Per forza di cose le procedure dettate dalle autorità devono seguire tempi e modi diversi rispetto ai farmaci.”

    Come sarebbe a dire “non puoi”. Ci sono le leggi, volute dalla stessa industria farmaceutica. E poi c’è l’etica, la deontologia professionale, la cultura, la scienza…

    @ Roberto Petracca
    “Se avevi prove documentate che il virus dell’influenza suina era innocuo perché non hai avvertito per tempo il presidente degli Stati Uniti d’America e il resto del mondo? Abbiamo avuto un mondo spaventato e dopo che la nube è passata tutti a dire che eravamo cretini. Chi è stato l’untore? E’ stata l’industria o i giornali? La classe medica o i governanti? Col senno di poi non ha senso chiederselo. All’industria è stato chiesto di fare il suo lavoro e l’industria ha fatto il suo lavoro.”

    Molto naif, da parte tua. Gli “untori” sono quelli che ci guadagnano, in un modo o nell’altro. L’informazione ci guadagna…i governi ci guadagnano…l’industria ci guadagna…e l’associazione a delinquere è fatta! Non mi dire che non te l’immaginavi! Attenzione: l’industria è andata a chiedere ai governi e WHO (o OMS che dir si voglia) di fare il lavoro, portando dati tanto allarmanti quanto inesistenti.
    Qui: http://www.cdc.gov/h1n1flu/vaccination/h1n1_fraud_abuse.htm trovi le frodi sul vaccino denunciate dal Center for Disease Control (organo governativo di controllo)
    Qui: http://h1n1.nejm.org/?p=1318 trovi una frode denunciata dal New England Journal of Medicine secondo cui sarebbero circolate, negli USA, delle e-mail con obbligo per i riceventi di compilare un profilo personale di vaccinazione per un sedicente quanto inesistente programma di vaccinazione sponsorizzato dal CDC stesso.
    Qui:
    http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa0906089 un altro articolo del New England Journal of Medicine (non sto parlando degli annali dell’Accademia dei Fisiocritici!!!) che spiega come la malattia sia (H1N1) sia praticamente insignificante dal punto di vista sintomatologico…ma tanto che gliene frega a chi ci può speculare sopra!!!

    @ Roberto Petracca
    “Tu dici che la medicina e la farmaceutica combinano solo danni? Perché vuoi costringermi a lavorare per portarti dati e bibliografie sui farmaci? Non ne ho il tempo, non sono uno specialista ed odio tentare di apparire quello che non sono. Visto il simpatico caratteraccio e le competenze che hai, mi guarderei bene dal riportarti cose imprecise e arrabattate. ”

    Non voglio “costringerti a lavorare”; ti chiedo solo di documentare le cose che dici per non farle sembrare tue opinioni personali…con una avvertenza: nella società degli antibiotici, degli antiipertensivi, degli anti-depressivi, degli anti- tutto, non puoi ragionevolmente aspettarti di trovare documenti che siano contrari al pensiero comune…quelli devi andarteli a cercare….ma io accetto ugualmente la sfida! Poi, però, bisogna usare il buon senso e qualche conoscenza di base. Ad esempio, se io ti dico che il vaccino contro l’AIDS viene promesso al mondo da pseudo scienziati fin dal lontano 1984 e fino ad oggi non si è cavato un ragno dal buco, non mi puoi venire a dire che “è difficile”…se fosse un progetto “industriale”, questi ricercatori che non tengono a freno né la lingua né l’ambizione, sarebbero già stati messi tutti alla porta da una ventina d’anni, ma siccome si mungono governi e istituzioni internazionali, allora “avanti così”!…la gente non la puoi sempre prendere per il culo!!!
    Mi sta bene la tua citazione, ma le citazioni vanno lette. Ecco come sembra concludere l’articolo che tu citi:
    “Prosperity and medicine seem to be the two main factors contributing to the postponement of senescence” Ossia il BENESSERE e la medicina (NON I FARMACI) sembrano i due principali fattori che contribuiscono al ritardo nell’invecchiamento. E per quanto attiene alla medicina, si afferma: “Medical treatments, surgical interventions and public-health efforts to prevent or mitigate illness…” ossia, qui si parla di trattamenti medici, chirurgici o di salute pubblica volti a PREVENIRE o mitigare le malattie (Tanto per esser chiari, i FARMACI NON CURANO NULLA! Al massimo “mitigano” e ciò che più conta è la PREVENZIONE…che non si fa con i farmaci!!!)

    @ Roberto Petracca
    “Ti auguro di cuore che tu riesca a dare il tuo contributo per una medicina che abbia orizzonti più ampi. Ma, di nuovo, perché parlare di Medio Evo? Per avere un mondo perfetto abbiamo ancora molta strada davanti, specialmente per quanto riguarda sprechi e malversazioni, ma dal Medio Evo ad oggi di passi in avanti ne abbiamo fatti molti.”

    …te lo concedo; ma non li abbiamo fatti grazie all’industria dei FARMACI! Le condizioni di vita sono cambiate…ancora agli inizi dell’era industriale, Londra era una fogna a cielo aperto…questa è storia…e non si può vivere in una fogna senza contrarre malattie…PREVENZIONE, Roberto, PREVENZIONE!

    @ Roberto Petracca
    “Mi pare strano che la chemioterapia uccida senza allungare la vita dei malati. Eventualmente cambierò idea dopo aver letto il tuo libro. Per ora conservo la fiducia che ho nella classe medica. Cosa ti dicono i tuoi colleghi oncologi? Ti nascondono che sono tutti dei criminali ammanicati con un’altrettanto criminale Big Pharma?”

    Gli assassini prezzolati stanno in Big Pharma. I medici sono in parte attori e in parte vittime di questo sistema voluto da Big Pharma.
    La chemioterapia antitumorale viene oggi ancora somministrata in base al peso o alla superficie corporea, mentre la farmacogenetica dimostra che le dosi di chemioterapici dovrebbero essere “personalizzate” (Abraham J. and coll.: BBA 2006. 1766, 168 – 183; Boddy AV, Ratain MJ: Clinical Cancer Research 1997. 3, 1025 – 1030; Krinetski EY, Evans WE: American Journal of Human Genetics 1998. 63, 11 – 16)…potrei continuare all’infinito con le citazioni bibliografiche! Ma se sappiamo già da tanti anni che la chemioterapia deve essere personalizzata, perchè non lo stiamo facendo? E cosa ne stiamo facendo di quei pazienti che continuiamo a trattare sulla base del peso o della superficie corporea? Come lo chiami tu, questo modo di agire?
    Quando hai tempo, vatti a leggere questo articolo: Morgan G, Wardy R, Barton M: The Contribution of Cytotoxic Chemotherapy to 5-year Survival in Adult Malignancies. Clinical Oncology (2004) 16: 549-560; non si tratta di omeopati o medici ayurvedici, ma di ONCOLOGI CHE DIMOSTRANO COME, SU 225.000 CASI ONCOLOGICI, IL CONTRIBUTO DELLA CHEMIOTERAPIA ALL’AUMENTO DELLA SOPRAVVIVENZA DEI PAZIENTI AFFETTI DA CANCRO, NON SIA SUPERIORE AL 2%. A che prezzo, lo sa solo chi ha avuto un parente o un amico trattato con questi veleni.

    @Roberto Petracca
    “Se le malattie infettive spariscono da sole te la faresti una trasfusione si sangue non testato per la presenza di virus? Ti auguro di non averne mai bisogno.”

    Mai mi farei una trasfusione se non in caso di estrema ed urgente necessità. La trasfusione di sangue è una massiccia “invasione” di un organismo da parte di antigeni eterologhi e come tale estremamente pericolosa per il sistema immunitario del ricevente…non solo per le possibili e note reazioni, ma perchè la trasfusione, iniettando dosi spropositate di antigeni, paralizza il sistema immunitario del ricevente (o scatena una reazione opposta)…è come un trapianto eterologo…a noi ematologi insegnano che il sangue “è un tessuto” (liquido, ma sempre tessuto)…questa è immunoematologia elementare.

    @ Roberto Petracca
    “Non ti stanno bene manco i premi Nobel? Farabutti anche loro? Uffa!”

    …ora i giornali non te li cito. Guarda le cronache sul Nobel a zur Hausen, associando la ricerca con “Astra Zeneca” e vedrai che schifo anche intorno a questa istituzione. Astra Zeneca aveva già investito miliardi su due vaccini contro il papilloma…che poteva “vendere” solo se zur Hausen prendeva un bel Nobel per questa scoperta…magari prima questo schifo non c’era…ma oggi c’è; ecco perchè parlo di ritorno al Medio Evo…la vita della gente non vale più nulla…valgono solo i soldi e il potere. Se non è Medio Evo questo, come lo vuoi chiamare?

    @ Roberto Petracca
    “Una cosa giusta e che condivido l’hai però detta: sul genoma umano non avevamo capito nulla. Ora che ne conosciamo l’intera sequenza lo sappiamo e stiamo cercando di aggiustare il tiro. Succede spesso nella scienza: quanto più impari tanto più scopri di non sapere.”

    …allora leggiti la storia sul retinoblastoma, nel mio libro, e vedi come questo ingenuo “esser coscienti di non sapere” non sia altro che la scusa da tirare fuori al momento opportuno per mascherare la frode continua e la malafede. Chi è scientificamente aperto e culturalmente superiore, NON OSTEGGIA ciò che non conosce, COME FA LA MEDICINA DEI FARMACI CON LE MEDICINE NON CONVENZIONALI. Chi è scientificamente aperto e culturalmente superiore, discute, si documenta, ipotizza, verifica, si cimenta…ma questa non è l’industria dei farmaci.

    @ Roberto Petracca
    “Grazie per i gentili apprezzamenti Domenico. E’ sempre piacevole sentirsi dire che si fa parte di “gentaglia”.”

    …scusa, ma qui sei tu che fai di tutta l’erba un fascio. Allora, se lo fanno gli altri non va bene e se la fai tu si?
    Per come ti conosco non direi proprio che tu mi impediresti l’accesso alla tua ditta anche se io avessi parlato male della roba che produci. E il fatto che stiamo qui a discuterne ne è la dimostrazione. La “gentaglia” di cui parlavo io è quella che usa quei metodi “Medievali”. Comunque, se ti sei sentito offeso mi scuso con te…ma non cambio certo idea sui fatti e sugli “attori”.

  29. Diciamo che le leggi vengono accettate dall’industria farmaceutica ma vengono fatte da chi fa le leggi?
    Non me lo dire! “Chi fa le leggi è addomesticato a suon di dindirindini da Big Pharma”. Oramai so come la pensi e ti faccio la cortesia di precederti per non farti sprecare fiato.
    Se i virus cambiano ogni anno devi trovare il modo di fare sperimentazioni brevi; non puoi adottare le annose procedure richieste per l’approvazione dei farmaci o degli altri vaccini.
    Caro Domenico, questa mattina sono entrato al lavoro alle 9.30, sono tornato a casa alle 20.30 ed è stata una delle mie giornate più routinarie. Stimolante e divertente come al solito ma senza un attimo di respiro. Cloni da mettere al sicuro, PCR da allestire, il seminario delle 10, il corso online da completare, la rottura dei documenti di tre anni fa da riportare alla luce, il seminario delle 12, cloni sepolti nel meno 80 da disseppellire, piastre da manipolare, il pranzo a mensa con gli amici, il caffè dal Pierini, la sbirciata al giornale, l’UDC che ha fregato un parlamentare europeo al PdL con l’aiuto di FLI, la foto di Bersani in bianco e nero pur avendo usato una pellicola a colori, le sparate di Berlusconi a Ballarò, l’amico che ti indirizza lo sguardo su quant’è bona quella là, mail a cui rispondere, appuntamenti da controllare, dati da registrare, sequenze proteiche attese da fornire ai proteomici, la rappresentante da ascoltare, 60 clonaggi da allestire, sequenze nucleotidiche da editare, primers da disegnare, il lavoro del dottorando da controllare, la collaborazione da curare, il robot che fa le bizze, i consigli sui protocolli da dare, il telefono che squilla, quegli stronzi che ti vogliono soffiare l’idea, è finito l’enzima, i gliceroli da riportare nel meno 80. Insomma, conosci l’ambiente e il tipo di lavoro che si fa.
    Solo per spiegare che partecipo a questo blog con interesse ma lo faccio per quel che posso nel tempo libero. Ci metto la faccia e cerco di non dire frescacce. Lo faccio da casa anche per non alimentare critiche sul posto di lavoro. A volte mi sento un pesce fuor d’acqua ed ogni tanto mi chiedo con quale diritto interferisco con gli addetti ai lavori. Poi però penso che come cittadino che oramai ama questa città e la sua storia posso dire la mia e posso essere accettato. Mi ha sorpreso l’interesse del Prof. Grasso che più di una volta ha deciso di mettere i miei post (quasi sempre scritti nei fine settimana) in prima pagina. Sono qui perché trovo il blog elegante e stimolante ed ho capito come nasce la magia solo poco fà, leggendo gli ultimi post di Cosimo Lorè. Sono qua fondamentalmente per rilassarmi un po’ e confrontarmi tra amici. Non può diventare una cosa troppo impegnativa; so che non avrei sufficiente tempo da dedicare. Se quindi le mie opinioni valgono poco senza documentazione mi tiro indietro.
    Caro Domenico, io sono convinto delle mie idee e tu sei convinto delle tue. Per ora mettiamola quindi così e festa finita. Anche per non abusare dell’ospitalità, finendo per dare fastidio agli altri. La maggior parte delle critiche che fai non credere che per me siano nuove. Non credere che le questioni che tu poni non me le sia mai poste prima. Figurati se per il tipo di lavoro che faccio possono mai essermi sfuggite. Le idee che ho si sono formate anche confrontandomi con quelle critiche.
    Posso solo assicurarti che se ci saranno altre occasioni non mancherò di farmi sentire, ma solo se avrò il tempo di cercare preventivamente la letteratura di conferma che chiedi prima di avere l’onore di poter interloquire degnamente con uno come te. Le opinioni di uno come me contano meno di zero se non sono supportate e certificate da qualche mammasantissima di tua fiducia, si capisce!
    Non me ne volere Domenico: nonostante le divergenze profonde ti rispetto e per quel che potrò cercherò di capirti meglio leggendoti. La tua storia lo merita e quello che dici è interessante anche se lo dispprovo totalmente.

  30. Le sperimentazioni cliniche controllate sono uno standard imposto dall’industria mediante l’acquisto delle opinioni di “opinion leaders” e “baroni” universitari (anche l’università, purtroppo, è nelle mani di Big Pharma!). Per questo oggi tutti crediamo che questo sia il “golden standard”, mentre invece è lo standard “industriale”, dal quale, però, l’industria può derogare quando si tratta di vaccini…perchè tanto è l’industria che comanda, mica i medici o i governi…o la povera gente che sta male!

    …ho capito, “se i virus cambiano” ti devi adeguare ogni volta. Ma perchè allora non studiate un sistema per attaccare quelle parti dei virus che “non cambiano”? Ci saranno pure delle parti che non cambiano no? Il capside, i capsomeri o come “capso” si chiamano quelle parti proteiche che restano più o meno immutate. Perchè non proviamo a fare un vaccino anti influenzale che possa andare bene anche quando il virus cambia? Già, dimenticavo, forse non “conviene”, no? E se non troviamo un vaccino contro l’AIDS è perchè il virus è mutevole, vero? ‘Sti cacchio di virus che cambiano so’ ‘na bella fregatura sai? Tutte le volte devi cambiare vaccino e rifabbricare dosi su dosi su dosi…meno male; almeno chi fa i vaccini non fallisce! Sai, dicono che quel matto di Duesberg (già “otstanding scientist”, membro della National Academy of Sciences, premiato con un grant settennale dal NIH e candidato al Nobel per la medicina), affermi che l’HIV NON ESISTE…e stai fresco allora a cercare di fare vaccini…se il virus non esiste, il vaccino non lo puoi certo fare…contro cosa lo fai il vaccino…ma Duesberg è matto no? A nessuno può venire in mente che se dopo ventisei anni di inutili ricerche (che però hanno dato fama e prestigio a tanti “tromboni” che ora fanno gli “esperti”) il vaccino non è arrivato, è perchè abbiamo sbagliato virus, no?

    Piccolo inciso: Cosimo, quanti ce ne sono, nell’università, di vecchi tromboni come questi che beccano solo stipendi d’oro, quattrini a palate dall’industria, prestigio ed onori senza produrre una bella sega?…anzi no, ho sbagliato; qualcosa la producono: I BUCHI!…I BUCHI NEI BILANCI!!!

    Bella la tua routine, caro Roberto. Un po’ te la invidio, perchè se io non fossi quel bischero idealista e amante della verità che sono, forse ora sarei ancora lì dalle tue parti, con un bel posto da dirigente, un bel laboratorio, una bella macchina, un ricco stipendio, gente che lavora per me e poi trasferte pagate, viaggi all’estero rimborsati e soprattutto…la convinzione di fare tutto questo per il bene dell’ umanità malata! Ma io sono un bischero idealista e amante della verità, questo si sa…per cui ho quel che merito…me lo dice anche la “mogliera”!!!

    Le tue opinioni credo che valgano quanto quelle di tutti coloro che partecipano al blog. Un’opinione è un’opinione. I FATTI SONO UN’ALTRA COSA! Milioni di parole o di opinioni non possono cancellare I FATTI ed I FATTI ci dicono che questa medicina corrotta e affaristica DEVE CAMBIARE. Parafrasandoti direi che mi sembrerebbe ben strano non aver capito nulla della medicina dopo trentun’ anni di esercizio di questa professione e se dico che la medicina si è ridotta a uno sporco affare ed è guidata esclusivamente da affari, affaristi, burocrati politici, tirapiedi, portaborse, leccaculo, figli di…, parenti, nipoti e amanti e amici di…, corruzione e denaro, credo di poterlo affermare con cognizione di causa.

    Tu richiami Cosimo Lorè che non solo ha scritto una magistrale presentazione al mio libro, ma avendolo letto e riletto quando era ancora una semplice “bozza” e avendomi dato preziosi consigli per la stesura del testo, mi ha sempre detto “per me dici cose di un’ovvietà assoluta. E’ come dire che due più due fanno quattro. Il tuo libro è a dir poco scontato”…scopriamo, tuttavia, che ciò che è ovvio per Cosimo Lorè, per te è una totale menzogna…e allora bisogna mettersi d’accordo: se uno non vuole o non può documentare ciò che afferma e non vuole guardare i fatti…tertium non datur…vuole, forse, solo che gli altri accettino il suo modo di vedere; ma questo mi pare molto lontano da ciò che comunemente chiamiamo “discussione”.

    Non credo che discutere e scrivere nel blog sia un abuso dell’ospitalità. Il blog esiste per questo e vive di questo. Comunque neanche io voglio dilungarmi e mi limito solo a dire e a riaffermare con forza che, ben al di là del rispetto e della stima, che non sono mai stati né mai saranno in discussione, I FATTI di cui io parlo nel libro ed ho a lungo parlato in questa sede, sono davanti agli occhi di tutti. Nella mia personalissima statistica (che purtroppo non è quella dei grandi numeri!) ho ricevuto consensi unanimi sui contenuti del mio libro e l’unico che si è schierato contro, prima ancora di averlo letto (anzi, a questo punto te ne sconsiglio la lettura, perchè potrebbe nuocerti alla salute!), sei tu…sarà solo per caso che tu lavori in una ditta che produce farmaci e vaccini? Decidilo tu o lasciamolo al giudizio di chi ci legge. Per quanto mi riguarda io continuo a credere nella sincerità e nella buona fede delle persone che trovano un riscontro concreto e vissuto nelle cose che dico…e riescono ancora a scandalizzarsi per questo!

  31. Domenico,
    l’industria è potente ma è potente anche la classe medica con la quale l’industria deve fare i conti. I medici inoltre sono tanti e di idealisti come te, che non si farebbero mai comprare, immagino che ce ne siano tanti. Soltanto nel nostro paese ci sono quasi 300 mila medici. Quanti sono gli idealisti? Il 50%, il 10% o l’1%? Se anche fossero solo l’1% sarebbero 3000. Sarebbero comunque tanti. E gli idealisti non si fanno comprare. Evidentemente tra gli idealisti ci deve essere una buona proporzione che, a differenza di te, ha fiducia nella medicina e nell’industria. Se gli idealisti non credessero nei farmaci e nell’industria è sicuro che l’industria salterebbe in aria. Credo che se questo non succede è perché il grosso dell’industria fa onestamente il suo lavoro. Poi c’è la classe politica, le istituzioni, la magistratura, le agenzie regolatorie, i governi che cambiano ogni due anni. Queste ultime categorie sono fatte di politici, burocrati, magistrati, carabinieri, polizia, guardia di finanza, pompieri, giustizieri della notte, mammasantissima vari e impiegati. Quanti sono non lo so, ma anche qui, sono tanti. Sono tutti ciechi? Rubano tutti quanti? O anche fra questi ci sarà una proporzione di idealisti pronta a dare battaglia al malcostume, alla malversazione, al ladrocinio, alle tangenti e alla criminalità? Io sarò ingenuo ma credo di più a questa seconda possibilità. Penso quindi che il grosso dell’industria faccia onestamente il suo lavoro, vuoi perché genuinamente sana e vuoi perché costretta da regole, leggi, controlli, controllori, costrizioni, magistrati e giustizieri della notte. Chi sgarra finisce male e infatti ogni tanto qualche industria sgarra e finisce male. Non so come finirà Menarini ma tu forse eri ancora da noi quando finì male quell’industria di Abano che fece fortuna con un beverone (o un siringone, adesso non ricordo) a base di fosfolipidi che veniva commercializzato come panacea per la sciatica e robe simili. Giusto per dire che le fortune basate sul ladrocinio o sul nulla possono durare un po’ ma poi si scoprono e finiscono male.

    Sfruttare le parti costanti del virus per fare un vaccino universale è teoricamente possibile e ci si sta lavorando. Francamente non so in che misura ci si provi da noi (non me ne occupo) ma sicuramente ci si lavora nel mondo. Gli antigeni più importanti dei virus influenzali sono l’emoagglutinina (HA) e la neuraminidasi (NA). Il problema è che queste proteine cambiano facilmente per riassortimento genetico tra ceppi diversi e per deriva genetica attraverso mutazioni aminoacidiche frequenti, fino all’emergere di varianti dominanti. Il virus è furbo ed usa questi meccanismi per cambiare i suoi connotati ed evadere l’immunosorveglianza, costringendo l’organismo ad innescare una nuova risposta immunitaria se vuole bloccare e sconfiggere un ceppo che ha connotati nuovi. All’atto pratico quest’anno possiamo benissimo beccarci l’influenza anche se ce la siamo già beccata l’anno scorso. Gli anticorpi dell’anno scorso non ci proteggono dal ceppo in arrivo quest’anno. Ovviamente non è matematico: dipende anche da quanto è diverso il ceppo di quest’anno e dallo stato del nostro sistema immunitario. La questione che sollevi è quindi di cruciale importanza.
    Le linee di ricerca per fare un vaccino universale sono essenzialmente due: nella prima si cerca di individuare le zone dell’HA e dell’NA che sono conservate tra tutti i ceppi (parti costanti) per poi vedere se è possibile sfruttarle per elicitare anticorpi neutralizzanti. Alcuni successi sono stati già ottenuti e si comincia a pensare all’immunoterapia (da qui a fare un vaccino però ce ne passa).
    Broad neutralizing human monoclonal antibodies against influenza virus from vaccinated healthy donors. R Kubota-Koketsu, H Mizuta, M Oshita, S Ideno, M Yunoki, M Kuhara, N Yamamoto, Y Okuno, K Ikuta. Biochemical and Biophysical Research Communications 387 (2009) 180–185.

    Structural and functional bases for broad-spectrum neutralization of avian and human influenza A viruses. J Sui, W C Hwang, S Perez, G Wei, D Aird, L Chen, E Santelli, B Stec, G Cadwell, M Ali, H Wan, A Murakami, A Yammanuru, T Han, NJ Cox, L A Bankston, R O Donis, R C Liddington & W A Marasco. Nature Structural & Molecular Biology 16, 265 – 273 (2009).

    La seconda linea di ricerca punta invece sul dominio esterno di una proteina transmembrana (M2e) molto conservata. In questo caso si cominciano ad avere le prime prove sperimentali che questo frammento proteico potrebbe funzionare come vaccino che protegge dall’influenza A. Il frammento è di soli 23 aa ed è poco immunogenico, tanto che per renderlo sufficientemente immunogenico occorre esporlo su un antigene carrier tipo l’HBc dell’epatite B.
    A “universal” human influenza A vaccine. W Fiers, M De Filette, A Birkett, S Neirynck, W Min Jou. Virus Research 2004 Jul;103(1-2):173-6.

    Che il virus HIV non esista è una leggenda. Si tratta invece di un virus che oramai viene isolato giornalmente in tutti i laboratori del mondo in cui lavorano sull’AIDS. Il virus c’è ed è più furbo di quello influenzale. Questo non solo frega il sistema immune mutando, ma è capace pure di addomesticare il sistema immune a suo uso e consumo. Duesberg è contro questo dato di fatto. Ne prendo atto ma c’è chi isola il virus e c’è chi armeggia coi suoi geni e coi suoi antigeni per fare vaccini. La Ensoli, ma non solo, non sta cercando di fare un vaccino con l’acqua fresca. C’è chi muore per le infezioni e c’è chi sta consumando la sua vita per fare vaccini contro questi virus! Non puoi pensare che i primi fingano ed i secondi siano scemi. Nel mondo c’è gente che per aver fallito qualcosa nella ricerca su quei virus ci ha perso il posto di lavoro ed è dovuto andare a trovarsene un altro.
    Non dico che dici menzogne, Domenico. Dico che non sono d’accordo su alcune cose che dici. È ben diverso.
    Sulle malversazioni ti do piena ragione. Solo che tu sostieni che tutti malversano mentre io dico che non è così.
    Non mi sono schierato contro il tuo libro. Abbiamo solo discusso di alcune cose che tu dici di aver scritto nel libro.
    Tu dici che la medicina è ridotta ad affari, affaristi, burocrati politici, tirapiedi, portaborse, parenti, amanti, corruzione e denaro. La generalizzazione non mi convince. Se non generalizzi sono d’accordissimo con te e metto benzina sul fuoco dicendo che il fenomeno è comune a molti, se non tutti, i settori della società. Vedo una società malata contro cui combattere, ma vedo pure che la baracca si regge su un esercito di onesti che a volte la prendono in quel posto e nonostante ciò perseverano fortunatamente ad essere onesti. Se così non fosse saremmo crollati da un bel pezzo.

  32. Caro Domenico, sto leggendo il tuo libro. Complimenti per la scelta di devolvere in beneficenza una parte del ricavato. Non sono particolarmente competente di calcio, ma Francesco Totti mi diventò simpatico quando fece la stessa cosa con un libro in cui non esitò e mettersi in gioco attraverso le terribili barzellette su sé stesso. Credo che sia anche per cose di questo tipo che se ad un romanista gli tocchi “er pupo” è capace che ti ritrovi mezzo strozzato. L’altra nota positiva è che la denuncia delle malversazioni riguardanti la sanità e l’industria è sempre nobile anche se tali malversazioni sono ampiamente note. Quando i giornali non hanno da aggiornarci su quante ore mancano per mandare Cesare in galera, parlano di malasanità senza farsi condizionare da lobby sanitarie o farmaceutiche. Repetita juvant. E, come da attese in base alle discussioni avute, cominciano subito le cose su cui sono in disaccordo. Nel tuo libro dici che l’industria fa quel che gli pare perché controlla a pennello l’informazione, la classe medica e le istituzioni sanitarie. A me pare invece che l’industria è potente ed usa la sua potenza per tutelare i suoi interessi ma non agisce per far male alle persone o alla società. Non può farlo per legge, non lo fa per convenienza e non lo fa per deontologia. Poi le eccezioni non mancano mai. Solo un’industria malata può pensare di comprarsi tutte le istituzioni, tutte le penne e tutte le lingue, finendo inevitabilmente male. Quando le cose non vanno secondo le regole comunemente concordate ed accettate (win to win) non c’è industria che può nascondere alcunché e scoppiano scandali e putiferi. Potenza o non potenza ci sono occhi che vedono, lingue che parlano e penne che scrivono. Tu ne rappresenti uno dei tanti campioni ma a mio modesto parere eccedi con le generalizzazioni. Se qualcuno ruba non tutti rubano e se qualcuno sbaglia non tutti sbagliano. In ogni caso, quand’anche tutte le industrie farmaceutiche fossero malintenzionate (cosa che non è), non potrebbero nascondere granché ad una stampa in perenne ricerca di scorrettezze, scandali e malversazioni. Le antenne sono sempre all’erta e come ben sai fa meno notizia un nuovo farmaco che esce sul mercato di quanto non faccia un farmaco da anni sul mercato ma che viene ritirato per la scoperta di un qualche suo effetto indesiderato prima ignoto. Nel primo caso è scienza per pochi, nel secondo è cronaca per tutti. E’ di ieri la notizia del ritiro del Thelin (Pfizer) per alcuni casi fatali di tossicità epatica. Succederà purtroppo sempre fino a quando la farmacogenetica e la farmacogenomica non saranno di routine.
    Parlando delle sperimentazioni cliniche controllate dici che l’industria ammette l’importanza dell’effetto placebo solo in qui frangenti e ti arrabbi perché l’industria preferisce spendere quattrini per produrre e vendere pillole invece di investirli per svelare i meccanismi dell’effetto placebo e promuoverlo per sanare ogni male. In pratica ti arrabbi perché la Roma paga Totti per fare gol invece di pagarlo per fare autogol. C’è qualcosa che non quadra. Tuttavia nel produrre pillole l’industria farmaceutica svela l’effetto placebo che quelle pillole innescano al momento di ingerirle. Doppio merito, no? Non è vero quindi che l’industria farmaceutica minimizza o nasconde l’effetto placebo. Al contrario, lavora per fare di meglio e quindi lo evidenzia e lo valorizza. Cosa dire piuttosto di psicologi, filosofi e psichiatri? Oramai il mondo ne è pieno ma nessuno si sogna di accusarli di incapacità o connivenze con l’industria se nella stragrande maggioranza dei casi non riescono ad usare l’effetto placebo per battere le pillole. Tanto meno si può accusare l’industria di non puntare sull’effetto placebo e di preferire i quattrini generati da Lipitor, Plavix, Enbrel, Advair, Remicade, Diovan, Avastin, Rituxan, Abilify, Humira, Herceptin, Esmoprazole, Zyprexa, Seroquel, Crestor, Singulair, Effexor, Lantus, Lovenox e Actos (worldwide top 20 del 2009, con vendite di 160 miliardi di dollari). Con quei farmaci i medici tengono sotto controllo il colesterolo, l’aterosclerosi, l’artrite, l’artrosi, l’asma, l’ipertensione, il cancro, la schizofrenia, l’ulcera, la depressione, il diabete e le trombosi. Sono farmaci che, come dici tu, non curano un bel niente ed anzi provocano insensibilità di gusti, odorati e viste, miopatie, doglie di testa, perdite di memoria, perdite di libido, svenimenti, allucinazioni, perdite di appetito, distrazioni alla guida, barcollamenti, cadute, morti improvvise, processi, risarcimenti, galere, nubifragi, grandini, peronospore, terremoti, invasioni di cavallette e sfracelli vari. Non basta un libro per descrivere quanti mali e quante stragi provocano quei farmaci! Ma sono i farmaci che i medici usano per controllare le malattie ed allungare la vita delle persone. Sono farmaci che non curano le malattie ma le controllano impedendo alle malattie di procedere spedite. Vuoi catalogare l’industria come una manica di farabutti per questo? Lungi dall’essere acqua fresca quei farmaci allungano la vita delle persone. Hai voglia a citare i grandi del passato secondo i quali le medicine creano nuove malattie da curare. Per tutti quei farmaci il bilancio dei benefici supera ampiamente quello dei danni e dei costi, come documentano le prove cliniche controllate e come dimostra il fatto che i medici li usano con successo. Ed in tutti i casi le prove cliniche dicono che le pillole, decurtate dell’effetto placebo, controllano le malattie. Pazienza se prendendo una pillola ci freghiamo gratis il beneficio derivante anche dall’eventuale effetto placebo. L’importante è che la pillola non sia fatta di solo glucosio ma contenga un principio attivo terapeutico e faccia quindi più utile di quanto faccia l’assunzione di pillole inconsapevolmente contenenti del solo glucosio. La regola è che un farmaco vince se batte l’effetto placebo in misura significativa, altrimenti perde e non entra in commercio nonostante il botto di milioni spesi per le sperimentazioni cliniche controllate. Cosa dovrebbero fare quelli che pianificano le prove cliniche? Dovrebbero forse ignorare l’effetto placebo per non dargli importanza o, peggio, per nasconderlo? Quando ci sono i soldi di mezzo c’è poco da fare i furbi! Che poi l’effetto placebo da solo possa essere a volte significativo non lo metto in dubbio. Succede solo che spesso il colesterolo diventa un problema e l’effetto placebo messo inisieme alle diete non riesce a controllarlo meglio di come faccia il Lipitor da solo. Quando nascerà un esercito che sarà in grado di sfruttare l’effetto placebo meglio di come l’industria sfrutta le pillole allora quell’esercito farà i miliardi e l’industria dei farmaci chiuderà battenti. Però ci saranno in gioco i milioni in ogni caso, altrimenti non si combina nulla. I milioni che l’industria guadagna con le pillole oggi servono per avere nuove pillole domani. Il mondo funzionò, funziona e funzionerà così e possiamo discutere quanto ci pare sul quanto sia più o meno etico senza cavarci un ragno dal buco. Saremo comunisti quando e se mai saremo perfetti. Da comunista di berlusconiana memoria penso che l’onda lunga di Bertinotti sia eterna. Sarò intellettualmente limitato ma una soluzione alternativa ai milioni ancora non la vedo. La cosa riguarda sia l’industria che l’università. Gia! Perché siccome si pensa a mondi ideali (comunisti?) in cui la ricerca non deve sporcarsi le mani con gli interessi economici non è che facendo ricerca pura all’università i miliardi calino dall’alto come manna dal cielo! Qualcuno quei soldi deve prenderli dalle proprie tasche anche quando sono destinati alla ricerca accademica.
    In sintesi: se Totti supera la difesa fa gol e la Roma vince.
    E come la mettiamo con la memoria dell’acqua o con le alte diluizioni?
    Unn’è escherziamo! Direbbero a Siena.
    La Roma spende un botto di quattrini affinché Totti faccia gol e non perché si pavoneggi sul campo di gioco sfoggiando virtuosismi. Direbbe Watson.

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