La forza dell’ingenuità per un Preside “libero da qualsiasi condizionamento ma aperto al contributo di tutti”

Di seguito il programma di un altro candidato alla Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Siena: quello di Alessandra Renieri, professore straordinario di Genetica Medica. Per lunedì 6 Aprile, alle ore 17:00, presso l’Aula Magna delle Scotte è convocato il corpo elettorale al fine di consentire un confronto di opinioni e proposte, preliminare alle presentazioni delle candidature alla carica di Preside. Sarà l’occasione per altre candidature e programmi?

Alessandra Renieri. Nella lettera di presentazione della mia candidatura ho esposto gli obiettivi generali che secondo me sarebbe necessario raggiungere: ricostruzione del senso della comunità accademica, potenziamento dell’attività didattica, attenzione all’attività assistenziale, valorizzazione del merito. Ho poi avuto modo di incontrarmi personalmente con la maggior parte di voi e per questa esperienza, che giudico preziosissima, vorrei esprimervi tutta la mia gratitudine. Dalle mie idee e da questi colloqui nasce il programma di seguito riportato. Il fine ultimo è quello di migliorare sia la sostanza che l’immagine (nella comunità cittadina, in Italia e all’estero) della Facoltà di Medicina di Siena, attraverso il miglioramento del prodotto finito (medico e professioni sanitarie) e attraverso la riappropriazione di un ruolo attivo nelle scelte sanitarie.
Qualsiasi programma, indipendentemente dalla valenza specifica del contenuto, necessita di garanzie di applicazione. È accaduto a volte che a livello di programma molti candidati dichiarino un’infinità di buoni propositi, spesso inseriti in programmi molto complessi e articolati, salvo poi non vederli realizzati. La mia intenzione è invece quella di presentare un programma più semplice e chiaro possibile, sul quale sia facile chiedermi conto e per il quale io possa interpretare ogni voto che riceverò come la volontà di aiutarmi a realizzarlo. Forse la garanzia maggiore di applicazione del programma è quello di poter essere un Preside libero da qualsiasi condizionamento ma aperto al contributo di tutti.

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Per la rinascita dell’ateneo senese è necessario eleggere persone adeguate alla crisi e alla sfida

L’elezione del Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Siena avverrà nei giorni 14, 21 e 28 maggio per il triennio 2009-2012. Pubblichiamo di seguito il programma di Alessandro Rossi, professore ordinario di Neurologia. Attendiamo i programmi degli altri candidati.

PER IL FUTURO GOVERNO DELLA FACOLTÁ DI MEDICINA

Non ci sono confini che dividono la città di Siena dalla sua Facoltà di Medicina: un legame che dura da 770 anni.
Il 26 dicembre 1240 il Podestà di Siena firmava un decreto per sostenere lo Studio Senese del quale faceva già parte la Scuola Medica. Essa avrebbe acquisito in pochi anni prestigio e fama notevoli anche grazie ai provvedimenti delle autorità cittadine che stanziavano risorse e sancivano protezione e garanzie per tutti coloro che studiavano a Siena. Infine nel 1892 una straordinaria mobilitazione dei cittadini senesi e di tutte le istituzioni locali, con sciopero generale degli esercizi commerciali, manifestazioni e moti popolari nelle strade e nelle piazze, impedirono al governo centrale di decretare la chiusura della Scuola di Medicina senese e con essa dell’intero Ateneo.
(Fonte: Archivio storico Università degli studi di Siena)

Cinque punti per declinare cambiamento, innovazione e condivisione.

1. OBIETTIVO: la Facoltà di Medicina deve avere un compito da realizzare e non una sopravvivenza da gestire.
Mantenendo fermo il proprio obiettivo primario – cioè la comprensione della biologia umana e l’utilizzazione delle conoscenze che da essa derivano per prevedere, prevenire e trattare la malattia – la Facoltà di Medicina deve poter affermare il proprio ruolo centrale nella tutela della salute, nel sistema formativo e nel tessuto produttivo. Deve cioè assumere la piena consapevolezza e la responsabilità di essere il mediatore unico tra il mondo della ricerca, della formazione e quello della pratica clinica. Per realizzare questo obiettivo non possono essere utilizzate pratiche adattative, come è dimostrato dalla sostanziale inefficacia dei reiterati atti normativi e regolamentari succedutisi nel tempo. Occorre un impegno nell’innovazione dei valori e dell’identità ed un ripensamento sulle modalità del proprio agire.

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A fine mese, forse, saranno noti i responsabili e l’entità reale del disavanzo nell’Ateneo senese

pettinella.jpg“Il Mondo”, oggi in edicola, pubblica un articolo con il quale informa che per la fine di marzo all’università di Siena i nodi sulla reale entità del disavanzo e sui nomi dei responsabili verranno al pettine. Auguriamoci che si tratti non di un pettine, ma di una pettinella in grado di scrinare nodi grandi e nodi piccoli.

SIENA, SUL DISAVANZO ARRIVANO I DATI. E I NOMI

Fabio Sottocornola. Martedì 31 marzo all’università di Siena i nodi verranno al pettine. Forse non tutti, ma certamente la data di fine mese si preannuncia come un punto di svolta nella travagliata vicenda dell’ateneo toscano. Che è gravato da uno dei più consistenti buchi di bilancio in Italia e il cui ex rettore Piero Tosi è sotto processo con diversi capi d’accusa legati a differenti episodi nella gestione dell’ateneo. La data è così importante che l’attuale numero uno Silvano Focardi ha convocato per il giorno precedente una riunione congiunta di Senato accademico e Consiglio di amministrazione. Probabilmente saranno anticipati alcuni passaggi di due relazioni molto attese per il giorno successivo. Infatti il direttore amministrativo Emilio Miccolis, passato nel dicembre scorso da Bari a Siena, dovrà finalmente rendere nota la reale entità del disavanzo che viene comunque stimato al di sopra dei 150 milioni di euro e riguarderebbe i bilanci di diversi anni. Una cosa è certa: al ministero dell’Università aspettano questi dati. Ma lo stesso giorno si conosceranno anche i risultati della commissione tecnica di indagine amministrativa interna che doveva accertare a chi risalgono le responsabilità di tutta la situazione. Ne fanno parte Bernardo Giorgio Mattarella, che in città è ordinario di diritto amministrativo, Antonio Davide Barretta, associato di economia aziendale ma anche delegato del rettore per bilancio e controllo di gestione, e Gaetano Prudente, un dirigente dell’università di Bari. La commissione in queste ultime settimane ha incontrato alcuni esponenti di punta della passata gestione: oltre allo stesso Tosi, anche i dirigenti Salvatore Interi, Monica Santinelli e l’ex direttore amministrativo Loriano Bigi. Risultati e verbali delle audizioni dovrebbero essere consegnati anche in Procura.

Ateneo senese e debito Inpdap: la legge 388/2000 cancella 40 milioni di euro di sanzioni

Che alcuni membri del gruppo che ha governato negli ultimi venti anni l’ateneo senese criticassero l’attuale rettore Silvano Focardi per la denuncia in Procura è comprensibile. S’illudevano di evitare guai penali ai responsabili delle precedenti gestioni. Quel passo, necessario in virtù dell’obbligo dell’organo di vigilanza di riferire al pubblico ministero la notizia di reato, si è rivelato in seguito incredibilmente vantaggioso per l’ateneo. «È grazie alla tempestività con cui mi sono rivolto all’autorità giudiziaria – dice Focardi – che è stato possibile ottenere, sfruttando l’art. 116 della L. 388/2000 (comma 15, lettera a), l’abbattimento delle sanzioni pari a circa 40 milioni di €. Una cifra ragguardevole; ma non si è trattato di uno sconto, né di un regalo bensì la conseguenza di una previsione legislativa che oggi permette di pagare all’ente solo il dovuto». L’accordo con l’Inpdap prevede che l’ateneo senese paghi, in un’unica soluzione entro il prossimo 31 luglio, il debito contributivo (pari a € 72.259.154,48) per gli anni 2004, 2005, 2006, 2007 e per la quota in scadenza nel 2011. Il reperimento della somma avverrà sia mediante la stipula di un mutuo che attraverso la cessione all’Inpdap del San Niccolò, prevedendo un contratto d’affitto dello stesso a “canone cosiddetto etico” per 18 anni, al fine di garantire la sede per le attività di ricerca e di didattica di Ingegneria e di Lettere e Filosofia.

Sono necessari controlli rigorosi su certe “eccellenze” più strombazzate che dimostrate

Uso questo titolo, ripreso da “Le sirene del SUM” di Lucia Lazzerini, per presentare l’articolo (da “il Giornale della Toscana”, 13/3/2009) di Maurizio Grassini che, riferendosi alla visita a Firenze di Napolitano, invita il Presidente a chiedersi se il SUM non sia un caso di spreco a cui porre mano. Per ulteriori letture sul SUM  e sulle “eccellenze” si consulti ateneopulito.

ATENEI, MERITI e SALOTTI

Maurizio Grassini. (…) è importante non perdersi nelle prediche ma contribuire ad indicare gli sprechi affinché i tagli necessari non siano indiscriminati. Un segno, il Presidente, può darlo scegliendo le sedi dove comunicarci le sue riflessioni e preoccupazioni sulle condizioni in cui versa il nostro sistema di studi superiori. E potrebbe chiedersi se sedi come l’Istituto di Scienze Umane dove ha iterato il suo messaggio trattasi di caso di spreco a cui porre mano. Perché si tratta di un istituto nato con la pretesa di essere un centro d’eccellenza, a prescindere; così è stato definito e ostentato da coloro che sono riusciti ad inventarlo e a farselo mettere sul bilancio dello Stato. L’eccellenza dei centri di formazione si misura sulla qualità degli allievi e non dall’autoreferenzialità di un gruppo di professori dal lobbismo navigato. Questi studiosi provvedono ad esaltare la propria pensosità blandendo figure istituzionali. (…) In questa stagione di sacrifici inevitabili, è bene imparare a non farsi abbagliare dai luoghi dove si propinano dosi esorbitanti di decoro; bisogna, invece, imparare a distinguere e valorizzare quelli in cui senza sfarzo e clamore mediatico vengono condotte con successo le ricerche che creano lavoro, progresso scientifico, avanzamento tecnologico. Perché, questa è la cultura da apprezzare e sostenere.

Dal “Giudizio Universale” al “Laboratorio Accessibilità Universale” di Buonconvento (LAU)

Dopo aver ricevuto la mail di seguito riportata, ho tolto dal blog la nota “incriminata” ed ho girato, per conoscenza, la protesta all’anonimo autore del commento, il quale mi ha chiamato al telefono e, terrorizzato, mi ha implorato di cancellare tutto. Cancellare cosa? L’accenno alla carriera fulminante di alcuni rappresentanti sindacali? È forse falso? Inoltre non è scritto che Angelaccio sia uno di questi fortunati! Non si capisce il motivo di una reazione così esagerata che, comunque, mi dà l’occasione per occuparmi di un filone finora trascurato.

«Egregio prof. Grasso, di fronte all’ennesimo vergognoso utilizzo del suo blog di cui riporto solamente, per decenza, un breve stralcio:
“Al Lau di Buonconvento, presieduto da Angelaccio inaugurato a settembre 2008 si tengono corsi sul turismo accessibile, anche sulla carriera fulminante sotto direzione Tosi di questi sindacalisti tecnici amministrativi (…)”
le preannuncio che la querelerò per diffamazione aggravata e per altri reati (di cui spero lei abbia conoscenza e consapevolezza) legati al contenuto dei post ed alle forme di anonimato dei blogger ospitati nel suo sito di cui lei è integralmente responsabile. La invito, comunque, sin da ora, ad intervenire nel suo blog per scusarsi pubblicamente ed a rispettare le normative di settore oltrechè, ammesso che ne abbia, un minimo di correttezza etica.»
Diodato Angelaccio

«Le accuse sui concorsi-truffa hanno trovato, obiettivamente, la loro base in autentici episodi di malcostume che denuncio con durezza»

Sono le parole che il 20 settembre 2005 pronunciò Piero Tosi, in veste di Presidente della Crui, leggendo la Relazione sullo Stato delle Università Italiane 2005. Dice un vecchio proverbio: “le parole sono femmine e i fatti sono maschi” (le chiacchiere non contano, contano i fatti). E i fatti su un concorso per professore ordinario di Medicina Legale a Siena, con Tosi rettore, sono riportati di seguito nell’articolo di Franca Selvatici (la Repubblica Firenze, 27 febbraio 2009) o in quello di Francesco Meucci (QN, 25 febbraio 2009).

IL RETTORE SBLOCCA CONCORSO SOTTO ACCUSA
Franca Selvatici. L’ex rettore dell’Università di Siena Piero Tosi è sotto processo per falso in atto pubblico per aver bandito, il 30 marzo 2004, un concorso di professore ordinario di medicina legale senza che esso fosse stato deliberato dal Senato Accademico (e anche senza che il Consiglio di amministrazione avesse attestato l’esistenza della copertura finanziaria). Il concorso si concluse il primo aprile 2005. La commissione proclamò due idonei, fra i quali la professoressa Anna Coluccia dell’Università di Siena, ma gli atti furono sequestrati dalla procura e sono stati dissequestrati solo di recente, dopo il rinvio a giudizio dell’ex rettore. Nonostante ciò, e contro il parere del Comitato tecnico consultivo secondo cui il concorso è affetto da «vizio non convalidabile», il 4 febbraio scorso l’attuale rettore Silvano Focardi ha approvato gli atti. E martedì 24 febbraio il consiglio di facoltà di medicina ha deciso a larga maggioranza di «chiamare» la collega dichiarata idonea, la professoressa Anna Coluccia, ossia di assumerla come ordinario. Fra i docenti che hanno votato per la «chiamata» c’era anche l’ex rettore Piero Tosi, ordinario di anatomia patologica, sotto processo per aver bandito quel concorso. Nello stesso giorno, martedì, era fissata una udienza del processo in cui la professoressa Coluccia è accusata di abuso d’ufficio per un concorso di ricercatore per medicina legale che si concluse il 28 giugno 2006 e nel quale, secondo le accuse, fu clamorosamente favorito uno dei candidati. Anna Coluccia, all’epoca professore associato, presiedeva la commissione.

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Ateneo senese: gli effetti del “malgoverno” dello stesso gruppo dirigente dopo 20 anni

Buon ultimo anche il settimanale “L’Espresso”, oggi in edicola, si occupa della difficile situazione dell’Università di Siena con un articolo di Fernando Montani intitolato: Al Palio paga il rettore. Il lungo sottotitolo è: «Tra spese faraoniche, sprechi, contributi non pagati e fondi fantasma, si allarga nell’ateneo di Siena la voragine dei debiti: oltre 200 milioni. E la Procura mette sotto inchiesta i suoi vertici.»

Ecco gli effetti, solo in minima parte descritti nell’articolo de “L’Espresso“, dopo 20 anni di cattivo governo ad opera dello stesso gruppo dirigente, dopo elezioni con candidature uniche e dopo cooptazioni a tutti i livelli.

Il risanamento dell’ateneo senese deve passare dalla via giudiziaria

Cosimo Loré. L’università deve corrispondere alla sua unica ragion d’essere di luogo non fisico ma progettuale di libera comunità scientifica, dove ricerca e didattica possano godere di prerogative e prospettive scaturenti da strutture scientifiche non obbligate, ma frutto di scelte libere e responsabili. Demolire l’architrave della libertà didattica e scientifica costringendo i ricercatori in grandi compartimenti sarebbe il colpo di grazia per la ricerca. L’accorpamento dipartimentale non produrrebbe vantaggi sul versante finanziario, che resta in questo momento l’unica vera priorità, in attesa di conoscere la reale entità del disavanzo e quanto di questo sia ascrivibile a sprechi, distrazioni, promozioni dell’immagine, sottrazioni di risorse… Tra lettere anonime, oscure minacce, propositi vendicativi, manovre elettorali, la magistratura sta facendo tremare i palazzi del potere accademico senese. La città e l’università non meritano di soffocare sotto le odierne ingombranti e maleodoranti macerie.

La Procura indaga sul dissesto dell’Ateneo senese

OmbraNell’augurare buon lavoro al Dott. Emilio Miccolis, nuovo Direttore Amministrativo dell’ateneo senese, ho intenzionalmente fatto riferimento al D.L. 279/97 e alla necessità di un’immediata adozione del “Sistema di Contabilità Economica e del Controllo di Gestione” che consente di collegare, mediante rilevazioni analitiche per centri di costo, tutte le risorse impiegate con i risultati conseguiti e con le connesse responsabilità dirigenziali. La delega per il Bilancio, la Programmazione economica e il Controllo di Gestione che il rettore ha conferito ad Antonio Davide Barretta va in questa direzione? Ce lo auguriamo. Intanto l’on. Franco Ceccuzzi ha chiesto che vengano individuati senza alcuno sconto i responsabili del dissesto dell’ateneo senese mentre il pm Mario Formisano sta indagando per falso in atto pubblico l’ex rettore Piero Tosi, coinvolgendo nell’inchiesta anche l’attuale rettore Silvano Focardi, che aveva presentato una memoria in Procura. Per parte nostra, ritorniamo su alcuni interrogativi che non hanno ancora ricevuto risposta.
1) Perché Tosi per 9 lunghi anni non ha mai adottato il sistema di contabilità economica?
2) Corrisponde al vero che l’Area “Centro Comunicazione e Marketing” (14 uffici e 48 unità di personale) da lui istituita aveva a disposizione non un budget annuo definito ma, al contrario, capacità di spesa illimitata?
3) Le spese sostenute da tale Area facevano parte di una specifica categoria di bilancio o, invece, data l’entità, sono state spalmate in altre categorie d’uscita, tipo: “Attività culturali studenti”, “Assegnazioni diverse”, ecc.?
4) Delle “Assegnazioni diverse” (20 milioni di € solo negli ultimi tre esercizi di Tosi) ho parlato in tempi non sospetti (19 marzo 2006 e 8 ottobre 2006), indicandole come un esempio, tra i tanti, «per capire a quali livelli d’illegalità era sprofondato l’Ateneo senese». Perché Tosi non ha mai risposto, non dico ai rilievi di questo blog, ma al consigliere del CdA che ne faceva esplicita richiesta in sede d’approvazione (27 giugno 2005) del conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2004?