Quando si dice che manca “il senso della misura” e, in questo caso, anche il pudore

Alberto Monaci (Presidente del Consiglio Regionale della Toscana). «Il disastro amministrativo emerso con la fine della gestione Tosi ha chiesto e chiede interventi straordinari per garantire la sopravvivenza ed il rilancio dell’ateneo senese.»

Replica di Piero Tosi (ex Rettore dell’Università di Siena). «Ha parlato di disastro amministrativo, facendo riferimento agli anni in cui sono stato rettore. Vorrei ricordare che il disastro amministrativo è emerso due anni e mezzo dopo la conclusione del mio mandato. Mi meraviglia che un presidente di un consiglio regionale si pronunci in questo modo. Porto nel cuore l’università di Siena, a cui ho dedicato tutte le mie energie e mi auguro che presto possa tornare quella che era.»

Ormai è certo: tutti a casa!

Proprio non ricordavo quel mio breve articolo del 5 aprile 2008: La Corte dei conti fa pagare il danno erariale causato da scelte illogiche e irrazionali nelle università. E così, ieri, quando ho saputo (e lo leggo oggi su “La Nazione”) che la Corte dei Conti (Sezione giurisdizionale regionale per l’Emilia-Romagna) aveva condannato, nel 2007, la Dott.ssa Ines Fabbro per un illecito amministrativo-contabile, sono rimasto sorpreso. Ma il massimo della sorpresa è stato leggere su google i risultati di una veloce ricerca che, al secondo posto, indicano il link a “il senso della misura” e alla sentenza, da me inserita nell’aprile 2008, quando non sapevo neppure dell’esistenza della Dott.ssa Fabbro. Ho pensato subito a Leonardo Sciascia che diceva «quando la memoria si fa, come l’occhio, presbite; quando va alle cose lontane e svanisce sulle vicine…».

Come si vede, il caso Fabbro-Riccaboni si complica sempre di più. A questo punto ritengo che il rettore uscente, Silvano Focardi, non possa in alcun modo firmare il decreto di nomina del Direttore Amministrativo per diversi motivi. Salvo che non sia un masochista!

1) Ormai è chiaro a tutti che il concorso è stato una farsa.

2) Il nome della Fabbro è stato fatto prima ancora che si decidesse di bandire il concorso.

3) C’erano 49 candidati – anche altri direttori amministrativi e dirigenti ancora in servizio – ma la Commissione ha scelto la Fabbro.

4) Probabilmente il profilo professionale della prescelta non era noto alla Commissione.

5) La Fabbro ha subìto una condanna per un illecito amministrativo-contabile nell’esercizio delle sue funzioni di direttore amministrativo dell’Università di Bologna e non per un’infrazione stradale.

Al “nuovo”/vecchio che avanza nell’Università di Siena: «ccà nisciuno è fesso»

Ines Fabbro

Ines Fabbro

Il tormentone agostano per l’ateneo senese, il waka waka accademico che sta rendendo un pessimo servizio all’interessata, riguarda il nome del prossimo direttore amministrativo. È il Corriere di Siena che intona il motivetto, con le movenze, i passi giusti, e i cori in sottofondo, ancor prima che i due rettori avessero deciso la procedura per la scelta del dirigente. Comincia l’8 agosto Sandro Benetti con foto della designata e titolo eloquente: «Ines Fabbro per il dopo Barretta; già direttore amministrativo dell’università di Bologna con Roversi Monaco e Pier Ugo Calzolari, è considerata dirigente di ferro, Cavaliere della Repubblica.» In seguito, però, l’emissione del bando per una “selezione pubblica” del direttore amministrativo spiazza i fautori del progetto, al punto che, il 13 agosto, interviene con durezza Stefano Bisi sul suo blog per dettare la linea a questi universitari sprovveduti: «Chi sarà il nuovo direttore amministrativo dell’Università di Siena? È stato finalmente emesso il bando per la scelta (…). Il nome più gettonato è quello di Ines Fabbro. Ma chi lo sceglierà? Il rettore uscente Silvano Focardi o il successore Angelo Riccaboni?» Molto opportunamente, un commento a firma Valeria L. fa notare che: «La domanda nella sua evidente e voluta irriverenza è di certo accattivante come effetto, ma forse poco “educativa” equivalendo a dire (e dandolo di buon grado per assunto) che i concorsi sono solo una mera legittimazione formale di esiti già prestabiliti.
 Ciò appare lesivo verso la figura, l’autorevolezza che entrambe le persone citate (Focardi e Riccaboni, n.d.r.), invece, meritano in virtù del loro ruolo presente e futuro.» Da quest’orecchio, però, Gaia Tancredi non ci sente e sul Corriere di Siena del 21 agosto rincara la dose: «Ines Fabbro favorita. I colloqui dei candidati saranno pubblici e si svolgeranno il prossimo 3 settembre da parte della commissione preposta. Tutto alla luce del sole quindi, senza alcuna iniziativa personale che avrebbe sollevato nuove ed inutili polemiche.»

Continua a leggere

Diffida della Flc-Cgil di Siena a Giovanni Grasso per un commento inserito su “il senso della misura”

Ricevo dalla Flc-Cgil di Siena la seguente diffida in risposta ad un commento pubblicato su questo blog da un lettore con il nickname di “Tremal Naik”. Ritengo opportuno sottoporla all’attenzione dei lettori.

Flc-Cgil Siena. La Flc-Cgil denuncia l’ennesimo atto diffamatorio nei confronti della Cgil e dei suoi delegati. Nel sito internet gestito dal Prof. Grasso, docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo senese, è stato nuovamente pubblicato un commento anonimo dal carattere diffamatorio.

Oltre a contenere falsità lesive della dignità e professionalità di un dipendente pubblico, le parole scritte sono estremamente lesive per l’immagine e il ruolo del sindacato. Il commento presenta informazioni non vere, e inoltre fa riferimento a informazioni estremamente riservate, che l’amministrazione avrebbe dovuto tutelare e mantenere riservate, in quanto protette dal segreto d’ufficio, in rispetto sia della privacy della persona che della riservatezza e tutela degli atti amministrativi in corso di svolgimento e non ancora conclusi. Questo dovrebbe valere a salvaguardia di qualsiasi dipendente. Chiediamo quindi un intervento deciso da parte dell’amministrazione affinché si difenda la professionalità di chi lavora nell’Università  degli Studi di Siena e si tuteli inoltre l’immagine dell’interessato, anche quella della stessa Università e delle strutture che vi afferiscono.

Diffidiamo il Prof. Giovanni Grasso dal pubblicare questo genere di notizie diffamatorie, non corrispondenti al vero, richiamandolo alla correttezza che il suo ruolo esige e quello dell’istituzione  a cui appartiene. La Flc-Cgil si riserva di attuare ogni azione che si renderà necessaria per difendere un suo delegato e l’immagine stessa del sindacato.

Si chiuda l’università di Siena e si sviluppi quella di Arezzo, Buonconvento e Colle di Val d’Elsa

Si riporta l’intervento (La Nazione Arezzo, 16 luglio 2010) del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo il quale respinge con sdegno l’ipotesi di rendere autonomo da Siena il Polo universitario aretino.

NON SIAMO I FIGLI MINORI

Walter Bernardi. La guida Università 2010, realizzata dal Censis assegna anche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, alla Facoltà di Arezzo il primo posto assoluto tra tutte le Facoltà di Lettere e Filosofia italiane (41 in totale). Le due Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo senese, quella di Arezzo e quella di Siena, sono considerate, a fini statistici, come se fossero un’unica Facoltà. Un risultato di grandissimo prestigio che ancora una volta premia l’eccellenza e la qualità degli studi della facoltà aretina. Le altre Facoltà di Lettere e Filosofia toscane si piazzano a metà classifica: quella di Firenze è al 14° posto, quella di Pisa al 22° posto. Nessuna altra facoltà dell’ateneo senese realizza una performance così brillante: Giurisprudenza terza, Economia sesta, Ingegneria settima, Scienze politiche nona, Farmacia undicesima, Scienze quattordicesima, Medicina addirittura quindicesima. In questi ultimi giorni di campagna per l’elezione del rettore si sono lette sui giornali alcune dichiarazioni fantasiose di docenti di facoltà che il Censis pone in fondo alla graduatoria dell’ateneo, i quali hanno lanciato nel dibattito elettorale la provocazione di vendere il complesso edilizio del Pionta e far pagare alla città di Arezzo le spese del mantenimento della facoltà, che sarebbe solo «federata» con Siena. Solo così, si dice, l’ateneo potrebbe risolversi dalla crisi finanziaria in cui versa e pagare i debiti. Si spera veramente che si tratti di parole in libertà, prodotte dall’eccesso di calura, anche se è vero che non è la prima volta che vengono riproposte. Se a Siena c’è qualcuno che pensa di rinverdire l’albero cominciando a tagliare i rami più belli e rigogliosi ci sono davvero poche speranze per il futuro.

Emilio Miccolis: dall’università di Siena a quella salentina

miccolis_emilio.jpgEmilio Miccolis sarà il nuovo Direttore Amministrativo dell’Università del Salento. Il rettore Domenico Laforgia, in una riunione del Senato Accademico dell’università, ha comunicato di aver valutato i curricula dei dodici candidati e di aver individuato in Emilio Miccolis il successore del dimissionario Innocenzo Santoro. Dopo il sì del Senato Accademico salentino, ora spetterà al Consiglio di Amministrazione, convocato per il 29 dicembre, ratificarne la nomina, che avrà la durata di quattro anni. A Emilio Miccolis i nostri più sinceri auguri di buon lavoro.

L’ex rettore di Firenze Augusto Marinelli chiede 750.000 euro di danni a Quirino Paris, che denuncia la malauniversità

quirino_paris.jpgCRONACA DI UN TENTATIVO

Quirino Paris. Nel 2003 la stampa nazionale non parlava tanto di parentopoli e concorsi universitari truccati. Nel settore dell’economia agraria, AGR/01, le commissioni venivano “elette”, concorso dopo concorso (130 circa), usando la distribuzione uniforme: soltanto i membri che avrebbero dovuto far parte della commissione, secondo la “cabina di regia,” ricevevano voti in quantità quasi uguale.  Accadde, allora, che un professore straordinario dell’Università della Calabria, con una ventina di pubblicazioni nel triennio, che aveva svolto il ruolo di Direttore del Dipartimento di Economia e Statistica, che aveva ricevuto una relazione superlativa dalla Facoltà di Economia, e che era stato eletto (questa volta con vere elezioni) nel comitato esecutivo della European Association of Agricultural Economists, fosse bocciato dalla commissione di conferma nominata dal CUN. Mentre lui non veniva confermato, figli, figlie, mogli e nipoti di membri della “cabina di regia” vincevano senza alcuna pubblicazione rilevante concorsi per ricercatore, associato e straordinario, perfino in improbabili posti per economisti agrari come la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze.

Continua a leggere

Attività conto terzi: risorsa o truffa per le università?

tommaso_gastaldi.jpgIl professor Tommaso Gastaldi, Università di Roma “La Sapienza”, chiede al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, On. Renato Brunetta, una risposta ufficiale su un malcostume ormai diffuso non solo tra i docenti ma anche tra il personale amministrativo, con pesanti penalizzazioni per didattica e ricerca.

Tommaso Gastaldi. Quesito. L’attività relativa ai contratti conto terzi svolta da un professore universitario a tempo pieno deve considerarsi soggetta ad approvazione da parte della Facoltà di appartenenza, come avviene di norma per tutti gli incarichi retribuiti, oppure, al contrario, un docente può svolgere di fatto qualunque numero di ore per qualsiasi importo senza dover chiedere autorizzazione alla propria facoltà o renderne conto? Se sì, quali sono le conseguenze per omessa richiesta di autorizzazione? Nel caso di contratti conto terzi – per i quali si sono percepiti ad esempio decine di migliaia di euro – svolti senza alcuna autorizzazione della Facoltà, vi sono conseguenze per il docente che non ha chiesto autorizzazione, il Dipartimento che non ha informato del contratto la Facoltà, e la Facoltà che ha omesso il controllo?
Segnalazione. Constato che nel mio Dipartimento (ed in molti altri) ci si imbarca nello svolgimento di contratti conto terzi per importi notevoli (svariate centinaia di ore pro capite, spesso da erogare in tempi stretti a causa di precise clausole contrattuali) senza richiesta di autorizzazione alla Facoltà e distogliendo attenzione e forze dalla normale attività lavorativa, oltre che sfruttando alacremente le strutture e infrastrutture pubbliche ed il personale non docente e di segreteria. Mi sembra un’anomalia che, in virtù della piccola percentuale percepita dall’università, i docenti possano impegnare qualsiasi numero di ore in attività dalle quali spesso traggono ingenti profitti personali, inevitabilmente a scapito della docenza e dei compiti istituzionali. Tutto ciò appare fortemente lesivo degli interessi pubblici nell’ambito della Pubblica Amministrazione e, pertanto, mi sono permesso con il massimo rispetto, di porre il quesito e la segnalazione all’attenzione del Ministero nella certezza di poter contare su una risposta definitiva e autorevole, nell’ottica di andare nella direzione (e rivoluzione) per la quale il Ministro si batte quotidianamente.

A fine mese, forse, saranno noti i responsabili e l’entità reale del disavanzo nell’Ateneo senese

pettinella.jpg“Il Mondo”, oggi in edicola, pubblica un articolo con il quale informa che per la fine di marzo all’università di Siena i nodi sulla reale entità del disavanzo e sui nomi dei responsabili verranno al pettine. Auguriamoci che si tratti non di un pettine, ma di una pettinella in grado di scrinare nodi grandi e nodi piccoli.

SIENA, SUL DISAVANZO ARRIVANO I DATI. E I NOMI

Fabio Sottocornola. Martedì 31 marzo all’università di Siena i nodi verranno al pettine. Forse non tutti, ma certamente la data di fine mese si preannuncia come un punto di svolta nella travagliata vicenda dell’ateneo toscano. Che è gravato da uno dei più consistenti buchi di bilancio in Italia e il cui ex rettore Piero Tosi è sotto processo con diversi capi d’accusa legati a differenti episodi nella gestione dell’ateneo. La data è così importante che l’attuale numero uno Silvano Focardi ha convocato per il giorno precedente una riunione congiunta di Senato accademico e Consiglio di amministrazione. Probabilmente saranno anticipati alcuni passaggi di due relazioni molto attese per il giorno successivo. Infatti il direttore amministrativo Emilio Miccolis, passato nel dicembre scorso da Bari a Siena, dovrà finalmente rendere nota la reale entità del disavanzo che viene comunque stimato al di sopra dei 150 milioni di euro e riguarderebbe i bilanci di diversi anni. Una cosa è certa: al ministero dell’Università aspettano questi dati. Ma lo stesso giorno si conosceranno anche i risultati della commissione tecnica di indagine amministrativa interna che doveva accertare a chi risalgono le responsabilità di tutta la situazione. Ne fanno parte Bernardo Giorgio Mattarella, che in città è ordinario di diritto amministrativo, Antonio Davide Barretta, associato di economia aziendale ma anche delegato del rettore per bilancio e controllo di gestione, e Gaetano Prudente, un dirigente dell’università di Bari. La commissione in queste ultime settimane ha incontrato alcuni esponenti di punta della passata gestione: oltre allo stesso Tosi, anche i dirigenti Salvatore Interi, Monica Santinelli e l’ex direttore amministrativo Loriano Bigi. Risultati e verbali delle audizioni dovrebbero essere consegnati anche in Procura.

Il folk sarcastico e caustico di Gappa per combattere la malauniversità

Del Dott. Gaspare Palmieri (Gappa), psichiatra-cantautore modenese, e dei suoi brani ironici e provocatori che compongono la trilogia universitaria ci siamo già occupati. In settembre Gappa ha registrato, presso il Tam tam studio di Cesena, il suo primo Cd autoprodotto “Cervello in fuga” che contiene i seguenti brani: Dottò; Francesco non riesce a dormire; Comandante; Salsa e merende; Anita; La famiglia del rettore; Cervello in fuga; La gangbang; Il gioco del silenzio. Auguriamo a Gappa un grande successo e speriamo che l’ironia dei suoi brani ci aiuti nella lotta alla malauniversità.
Biografia. Nato a Modena nel 1974, dove attualmente risiede. Ha scritto le sue prime canzoni a 15 anni. Dal 1994 al 1997 ha frequentato il Laboratorio Canzone del CPM di Milano dopo essere stato selezionato come autore di testi in un concorso nazionale. Dopo una pausa creativa di alcuni anni (in cui nel frattempo si è laureato in medicina e specializzato in psichiatria), ha ripreso l’anno scorso a scrivere pezzi. Attualmente si esibisce in versione unplugged in uno spettacolo di “folk sarcastico”. Il suo sito ufficiale è questo.
Dove comprare il CD “Cervello in fuga”:
– Max Record, via Voltone 11 (vicino Piazza della Pomposa) Modena
– MONO concept space, via Gallucci 1, Modena
– La Piola libri, 66 rue Franklin, Bruxelles