Per il rettore non c’è ingerenza dei partiti dentro l’università di Siena

RiccaboniSenzapolitica

Dalla trasmissione televisiva “L’ultima parola”.

Giornalista. (…) si parla di rimborsi gonfiati per master e corsi di aggiornamento dei professori qua dentro l’università, lei non …

Riccaboni. Questo riguarda altra Amministrazione, quindi se lei sa qualcosa di nuovo.

Giornalista. In cinque anni precedenti in cui era qua lei non ha mai notato queste cose, rimborsi gonfiati …

Riccaboni. Io faccio il rettore da due anni, prima non mi occupavo di amministrazione; quindi non mi riguardano quelle vicende di prima degli ultimi due anni …

Giornalista. L’ingerenza politica dentro il sistema Siena, e in particolare dentro l’università, è davvero così forte?

Riccaboni. Dentro l’università non c’è!

Giornalista. Non c’è la politica? Come fa a non esserci?

Riccaboni. Mi dica come fa a esserci!

Giornalista. Secondo il rettore, dunque, sorprendentemente, la politica non è presente dentro l’università; ma la maggior parte delle persone, da queste parti, sa bene che l’ingerenza dei partiti sulla città attraverso la Fondazione, è bene evidente. Il Monte dei Paschi comprava tutto e tutti (…)

Con lo scandalo Mps si torna a parlare dell’università di Siena con notizie vecchie, inesatte e folcloristiche

Unisicampo

La Toscana avvelenata dalla politica (QN, 27 gennaio 2013)

Cecilia Marzotti. (…) Il primo scossone arriva nel 2008 quando emerge l’inchiesta sul «buco» da duecento milioni di euro emerso nell’antica università. La Finanza acquisisce non solo i bilanci 2006-2007 e 2008, ma anche migliaia di altri documenti che impegneranno per mesi la Procura di Siena. Non solo. Ci sono anche intercettazioni telefoniche. «Ogni atto sequestrato apre nuovi scenari» affermeranno in quel momento gli investigatori. I magistrati cambiano, ma la giustizia, anche se lenta, arriva a iscrivere nel registro degli indagati ben diciotto persone. Il 15 ottobre 2011 l’inchiesta è ufficialmente chiusa e ora la questione è all’attenzione del giudice dell’udienza preliminare. E mentre la città (soprattutto i dipendenti dell’ateneo) si interroga come sia stato possibile giungere a quel profondo rosso da 200 milioni, all’università arriva il nuovo rettore. Angelo Riccaboni viene eletto il 21 luglio 2010 al posto di Silvano Focardi. Due settimane dopo la proclamazione, al rettorato bussano i carabinieri della polizia giudiziaria della Procura e acquisiscono i documenti relativi alle votazioni. Si apre una nuova inchiesta che porta a iscrivere nel registro degli indagati dieci persone alle quali viene contestata «la falsità ideologica». Anche in questo caso siamo davanti al giudice dell’udienza preliminare. (…)

Dal maxi buco dell’università alla speculazione dell’aeroporto tutti gli sprechi targati Mps (la Repubblica, 28 gennaio 2013)

Alberto Statera. (…) Se è vero quel che dice Mario Monti, che destra e sinistra non esistono più (ma non è vero) Siena è il laboratorio precursore della perdita delle diversità. Prendete la gloriosa Università, che naturalmente è rappresentata nella Fondazione Mps, insieme a Comune, Provincia, Regione e Arcidiocesi. Almeno tre rettori hanno contribuito a mettere insieme un buco di 200 milioni di euro, un dissesto per cui sono state rinviate a giudizio per peculato una ventina di persone, tra cui gli ex rettori Piero Tosi e Silvano Focardi. Per far fronte al buco sono stati venduti alcuni gioielli, come il complesso di San Niccolò. Indovinate chi lo ha comprato? Franco Caltagirone, fino a qualche mese fa vicepresidente del Monte, per 74 milioni. E lo ha subito riaffittato a 120 milioni per ventiquattro anni.
 Ostriche e aragoste consumate in gran quantità con denari pubblici sono diventate un po’ l’icona degli scandali seriali che l’Italia sta affrontando negli ultimi mesi. Potevano mancare in uno scandalo universitario? Figurarsi. E infatti negli atti d’accusa figura l’acquisto con soldi dell’ateneo di 360 chili di aragoste destinate alla contrada della Chiocciola. I magistrati, gentili, hanno scritto che sembra “materiale non pertinente”. Intanto le rette sono diventate le più alte d’Italia. Tanto per gradire, infine, l’attuale rettore Angelo Riccaboni è al centro di un’inchiesta riguardante presunte irregolarità avvenute nelle votazioni per la sua elezione. Per pietà nei confronti dei lettori tralasciamo altre inchieste a carico di consiglieri d’amministrazione e semplici professori, come quella per rimborsi gonfiati per l’organizzazione di master e corsi di aggiornamento. (…)

Domani il CdA dell’ateneo senese approverà un altro danno erariale di sedici milioni d’euro

                Arnold Böcklin, "The Isle of the Dead", 1883

Arnold Böcklin, “The Isle of the Dead”, 1883

La domanda è semplice! Possono, un rettore irregolarmente eletto, un direttore amministrativo condannato dalla Corte dei Conti e un Consiglio d’Amministrazione ormai scaduto, approvare un provvedimento che penalizza l’ateneo senese di oltre sedici milioni d’euro, con evidente danno erariale? Questi i fatti! Il rettore – un tecnico in economia che, dopo il dissesto economico-finanziario del settembre 2008, non ha ancora approntato il necessario piano di risanamento strutturale – ha deciso di non pagare per i prossimi cinque anni le rate dei mutui contratti dall’Ateneo con la Banca Monte dei Paschi di Siena. In tal modo, il congelamento delle rate (sette milioni d’euro l’anno) porta ai seguenti risultati: allungamento di cinque anni delle scadenze dei mutui e ripresa del pagamento, il 31 dicembre 2017, gravato del maggior onere finanziario di sedici milioni d’euro, corrispondenti a interessi maturati nel periodo di moratoria. Del resto, le roi soleil de’ noantri ha dichiarato d’essere stanco delle crisi di liquidità dei primi due anni del suo mandato e di volersi dedicare, per i prossimi quattro anni, a investire nello sviluppo dell’ateneo. Perciò, servono nuove risorse. Di seguito alcuni interrogativi e rilievi di legittimità che, mi auguro, possano convincere i consiglieri di amministrazione (per giunta a fine mandato) a non approvare, domani, tale delibera. È legittimo, questo provvedimento, in assenza di un serio piano di risanamento strutturale e con un indice d’indebitamento, il più alto del paese (pari al 38%), che esclude nuove forme d’indebitamento? E che dire del danno erariale che si determina con il congelamento delle rate dei mutui pari a un maggior onere nominale per interessi superiore a sedici milioni di euro? È possibile l’approvazione di tale delibera senza la necessaria autorizzazione dei competenti Ministeri (Miur e Mef) e l’obbligatorio parere del collegio dei revisori dei conti?

Articolo pubblicato anche da:

il Cittadino Online (20 dicembre 2012) con il titolo: «L’Università non pagherà le rate dei mutui contratti con MPS: il cda dell’ateneo approverà un danno erariale di 16 milioni di euro».

Primapagina online (22 dicembre 2012) David Busato: «L’Università di Siena approva il bilancio: chiusura dell’anno tra luci e ombre».

Altra patacca dei vertici dell’Ateneo senese

Fontana-Trevi-Toto-Truffa

Ci odiate di più? Chissà…

Rsu d’Ateneo, Cisal, Cisapuni, Flc-Cgil, Cisl, Ugl-Intesa, Uil-Rua, Usb P.I. – Si è svolta nel pomeriggio di ieri una seduta di contrattazione sul salario accessorio 2012 e sulla distribuzione dello straordinario 2011. Il 21 ottobre 2012 come OO.SS. avevamo presentato una piattaforma con una serie di richieste che discendevano dal nostro CCNL, tra le quali il pagamento dell’indennità mensile d’ateneo (IMA) non sottoposta a valutazione e prevista per tutti. L’IMA non è una parte del salario accessorio legato alla produttività, ma un’indennità mensile (circa 50 euro lordo lavoratore) da corrispondere in dodici mensilità a tutto il personale tecnico ed amministrativo così come previsto dall’art. 41 del CCNL 2002-2005, e ripreso dal CCNL 2006-2009 tuttora vigente.

Ci è stato invece proposto di sottoporre l’IMA a valutazione, ma non possiamo accettare ciò che  va contro le norme né possiamo soggiacere al ricatto di dare carta bianca e comprimere i nostri diritti o restare senza salario accessorio di fronte al quale ci pone l’amministrazione. In numerose  sedute di contrattazione  ed anche ieri di fronte alle nostre richieste e alla difesa del CCNL, la Direttrice Amministrativa ha usato bieche e neppur  tanto velate minacce come quella  di non destinare risorse aggiuntive, i risparmi da straordinario, nel fondo per il salario accessorio se non ci fossimo piegati al volere dell’amministrazione. Valutiamo particolarmente grave l’uso della leva economica per piegare le OO.SS. e la RSU, tanto più che la destinazione di risorse aggiuntive va nella direzione di giovare più che altro al Rettore e al DA che, diversamente, non riuscirebbero a remunerare  alcune  responsabilità che gli stanno più a cuore.

Noi però non cediamo e di fronte all’ennesimo tentativo della Direttrice Amministrativa di spingere le OO.SS. e la Rsu a fare scelte che ci danneggiano abbiamo  abbandonato il  tavolo. Non è stata una scelta facile, ma di fronte alla sordità dei vertici di questo Ateneo, non possiamo prenderci/vi ancora in giro. Il Rettore ha provato a gettare addosso a noi la responsabilità della mancata erogazione del salario accessorio, ma sa bene che se vuole può applicare la legge, emanando un atto unilaterale provvisorio per il 2012. Se ne deve assumere, però, la responsabilità politica di fronte a tutto il personale e all’opinione pubblica. Per due anni Rettore e DA hanno potuto addossare ai revisori dei conti e al MEF la responsabilità di non saper chiudere un contratto integrativo, ma ora non ci sono più scuse e non possono scaricare su altri le proprie  responsabilità.

Rettore e Direttrice Amministrativa vorrebbero imporci la valutazione dell’IMA, collettiva per il 2012 e individuale per il 2013, ma noi non possiamo andare contro il CCNL né possiamo soggiacere a politiche padronali che vorrebbero dare continuità  alle  pressioni che tutto il personale  sta vivendo da diversi  mesi a causa  di  una riorganizzazione avventata. Accettare la valutazione dell’IMA porrebbe ancora una volta il nostro Ateneo a livello nazionale come apripista di un tentativo dei ministeri di svuotare il CCNL di valore. Non abbiamo neppure accettato il ricatto sullo straordinario 2011, la vera farsa delle relazioni sindacali degli ultimi 3 anni. Sono anni che poniamo la questione in trattativa e che pretendiamo una soluzione.

Ieri ci è stato proposto lo stesso regime di pagamento di ore in esubero per il 2011 e per il 2012. La Direttrice Amministrativa non vuole tenere conto del fatto che il 2011 è una sanatoria, mentre per il 2012 si potevano trovare soluzioni più giuste. Se per il 2011 la proposta era pagare dalla 41esima ora alla 190esima, già di per sé dura da digerire, per il 2012 si sarebbe dovuto fare un ragionamento non solo numerico, e pagare semmai dalla prima ora alla 100esima. L’impegno di tanti in questo anno di riorganizzazione non si è esplicitato solo in tante ore di esubero ma se pagassimo dalla 41esima ora molti si vedrebbero tagliati fuori. Tutto questo però non interessa ai vertici di questo Ateneo, per loro le nostre proposte sono una perdita di tempo. Ieri non gli interessava altro che chiudere un accordo sullo straordinario 2011-2012 per pagare coloro a cui avevano promesso qualcosa, e far vedere che avevano ottenuto l’avallo delle OO.SS. e della RSU. Ora ci viene detto che se non abbiamo risolto la questione dello straordinario la colpa è nostra solo perché abbiamo chiesto criteri chiari e non discriminatori tra il personale. Forse siamo attaccati su questo punto perché gli intenti erano diversi? Si erano fatte promesse che ora non si riescono a mantenere? Si volevano fare figli e figliastri?

La Direttrice Amministrativa in una delle ultime sedute di contrattazione ci ha urlato contro nel corridoio: “Tutti vi odiano perché non volete accettare niente”. Diversamente da chi ha la responsabilità  dell’amministrazione  e che evidentemente pensa di avere una mission caritatevole,  noi non facciamo sindacato per essere amati, ma soltanto per far valere i ‘giusti diritti’ previsti dall’ordinamento, quei diritti che forse qualcuno, con odio più che con amore, vorrebbe calpestare. Siamo disposti a tornare al tavolo quando i nostri vertici decideranno di togliere la questione dell’IMA valutata dal contratto integrativo, e quando saranno disposti a discutere di straordinario 2012 in modo concreto.

Ultimo atto sulle elezioni del rettore dell’università di Siena

Riccabonigregario

Una scena ripresa da tutte le Tv. Alcuni tifosi intenti a spingere due ciclisti del gruppo di testa lungo la salita, pochi metri prima del traguardo. Incredibilmente, non ci furono polemiche sulla vittoria di uno dei due. Il secondo classificato non fiatò. Non manifestarono alcun disappunto neppure le squadre sportive. Zitti gli organizzatori! Il direttore di gara invitò la madrina di turno a salire sul palco per consegnare la coppa al “vincitore”, il quale, raggiante e senza alcun disagio, la sollevò sulla sua testa con entrambe le mani. Non disdegnò neppure di spruzzare spumante sui presenti, di berne un sorso direttamente alla bottiglia e di mettersi in posa, tra due ragazze, per le foto di rito. Purtroppo, per il vincitore, la Federazione Ciclistica Italiana, dopo una veloce indagine, chiese il rinvio a giudizio dei responsabili che, si scoprì in seguito, erano minorenni in vena di scherzi. Ai giornali sportivi che avevano parlato della vicenda, il vincitore chiese di pubblicare la seguente rettifica: «Sono costretto a ribadire che non sussiste alcuna richiesta di rinvio a giudizio che mi riguarda nell’ambito dell’inchiesta relativa alla vittoria della tappa e chiedo che la mia precisazione venga pubblicata con il giusto risalto per contrastare l’impatto lesivo provocato». Come se l’inchiesta non riguardasse proprio la sua vittoria!

Scherzi a parte, tutto ciò è accaduto nell’università degli Studi di Siena, che, ormai, ci ha abituato a tutto. Anche a elezioni del rettore inequivocabilmente irregolari, al punto che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena ha chiesto il rinvio a giudizio dei membri del seggio e della commissione elettorale. Fra poche ore si conosceranno le decisioni del Gup.

Articolo pubblicato anche da: il Cittadino Online (12 dicembre 2012) con il titolo «Università: ultimo atto sull’elezione del rettore

È fondata la richiesta d’interdizione dal ruolo e dall’attività dei vertici dell’ateneo senese?

Di recente, alcuni mezzi d’informazione locali hanno riportato la notizia di un esposto, alla Procura della Repubblica di Siena, riguardo alla retribuzione del Direttore amministrativo. Con la denuncia si chiedeva anche l’interdizione di Angelo Riccaboni e di Ines Fabbro, rispettivamente, dalla carica e dal ruolo di rettore e dall’attività e dal ruolo di Direttore amministrativo. La richiesta della misura cautelare era motivata dal pericolo di reiterazione del presunto reato e inquinamento probatorio. Per i vertici dell’ateneo senese, queste, sono accuse gravi e richieste pesanti, che i diretti interessati hanno eluso. Ebbene, rientra nella reiterazione di un abuso il provvedimento che si sottopone all’approvazione del CdA, nella riunione odierna? Nonostante il poco invidiabile primato di un Ateneo con il più alto indice d’indebitamento, l’amministrazione universitaria senese ha deciso di «utilizzare in assegnazione temporanea», presso la Divisione Ragioneria, 1 unità di personale dell’USL 7 di Siena per «una necessaria maggiore presenza di esperti di contabilità economico-patrimoniale». Il costo totale del comando ammonta a trentamila euro l’anno per un massimo di tre anni, non considerando l’ineludibile trattamento accessorio e altre indennità. Evidentemente, le attuali 46 unità di personale della Divisione Ragioneria non sono sufficienti – o non possiedono le competenze? – per assicurare la «riorganizzazione delle attività amministrative e contabili dei nuovi dipartimenti», oltre che per attuare le «nuove disposizioni normative in materia di bilancio delle università». L’illegittimità del provvedimento e l’inesistenza della dichiarazione di conformità alla normativa, che esclude il ricorso a tale procedura, dovrebbero convincere i consiglieri di amministrazione (per giunta a fine mandato) a non approvare tale delibera.

Articolo pubblicato anche da: il Cittadino Online (23 novembre 2012) con il titolo «Ateneo: un nuovo contratto nella direzione ragioneria. È utile?»

Alla direzione dei dipartimenti dell’Università di Siena gli “eletti” sono tutti, tranne due, fidatissimi del rettore

Con candidati unici in tredici Dipartimenti su quindici, il risultato delle elezioni dei direttori appariva scontato! Eppure, al primo turno, le difficoltà non sono mancate, se si pensa a qualche quorum striminzito e, in un caso, alla necessità di una seconda votazione. Più interessante la competizione nei dipartimenti con due candidati che ha consentito agli elettori una scelta libera e democratica. Non è un caso che, nel seggio delle “Scotte”, l’affluenza al voto sia stata del 93% per il dipartimento con due candidati e del 73% per i dipartimenti con candidato unico. Altro dato di rilievo è che nel “Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze”, oltre alla consueta campagna elettorale e alle pesanti ingerenze interne ed esterne (da un po’ di tempo sempre più frequenti), l’esito elettorale sia integralmente ascrivibile agli studenti. Infatti, con un’inedita e singolare alleanza tra sinistra (15 studenti dei Link) e destra (14 studenti di Gioventù universitaria), il voto compatto e concentrato su un solo candidato ha ribaltato tutte le previsioni iniziali. E così, gli “eletti” sono tutti, tranne due, fidatissimi del rettore, e tra costoro ci sono anche quattro suoi delegati, cioè fiduciari del magnifico che «rispondono direttamente a lui del loro operato». Avanti di questo passo alla prossima farsa elettorale per l’elezione del Senato Accademico, fissata per il prossimo 12 novembre.

Articolo pubblicato anche da: il Cittadino Online (5 novembre 2012) con il titolo: «Eletti con la “farsa elettorale” tredici capi dipartimento dell’Università di Siena».

Il presidente della Repubblica e la «prepotente urgenza» dell’università di Siena

È il presidente Giorgio Napolitano, ad aprire nell’aula magna i lavori del XX Convegno di Pontignano (Regno Unito e Italia: condividiamo lo stesso futuro?), organizzato dal British Council e dall’Ambasciata Britannica in Italia. A tal proposito, straordinario è il commento di un giornale senese: «Riconoscimento per l’università: il presidente della Repubblica sarà in Banchi di Sotto». Ebbene per cosa, questo martoriato ateneo, dovrebbe ricevere apprezzamenti? Proprio in questo momento e dal capo dello Stato? È forse un titolo di merito l’esistenza di 18 indagati in attesa del rinvio a giudizio per peculato, truffa, falso ideologico e abuso d’ufficio, per una voragine da 250 milioni d’euro nei conti dell’ateneo? O che vi siano altri dieci indagati, sempre in attesa del rinvio a giudizio, che attestando falsamente la regolarità del procedimento elettorale avrebbero indotto in errore il Ministro che, proprio sul presupposto della regolarità delle elezioni, emetteva il decreto di nomina? O che vi sia un rettore, tra l’altro privo della piena legittimità ad esercitare le sue funzioni, perché irregolarmente eletto, che esponga di frequente al ridicolo l’istituzione che dovrebbe rappresentare? Forse, occorrono apprezzamenti per i vertici dell’ateneo, impreparati e insipienti, che adottano disposizioni amministrative irregolari e, quindi, impugnabili? E che dire dell’azione truffaldina relativa all’utenza sostenibile per l’attivazione dei corsi di laurea in Farmacia, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Scienze Biologiche e il conseguente scadimento dell’offerta formativa? E della nomina dell’attuale direttore amministrativo e della sua retribuzione, non approvata dal CdA e superiore, di circa 30mila euro, a quella prevista per il nostro ateneo? E dell’inesistenza del necessario e obbligatorio piano di rientro dal disavanzo d’amministrazione? E il tentativo di speculare sull’università, con la costituzione di un fondo immobiliare che gestisse gli edifici da alienare? Ecco tutto questo è solo una piccola parte del malaffare, ma dimostra chiaramente le responsabilità dei vertici passati e attuali, la mancanza di senso delle istituzioni, le piccinerie, l’irrazionalità e, per alcune decisioni, l’imbecillità manifesta. Allora cosa dovrebbe dire il presidente della Repubblica? Che la condizione intollerabile dell’Università di Siena è un tema di «prepotente urgenza», una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, non solo per la voragine nei conti ma per il dissesto, anche morale, di un Ateneo dal glorioso passato!

Articolo pubblicato anche da: il Cittadino Online (21 settembre 2012) con il titolo: La “prepotente urgenza” dell’Università di Siena.

All’Università di Siena è stato tutto un “magna magna”! Continua ancora?

È iniziata la campagna contro il rettore dell’università di Siena, definito dissestatore e abusivo, per il suo supposto ruolo nel dissesto dell’ateneo e per la sua irregolare elezione. Sul blog di “Fratello illuminato” è iniziata la pubblicazione, sembra documentata da prove inconfutabili, delle irregolarità commesse da Riccaboni quando svolgeva ruoli di governo, quali Preside della Facoltà di Economia, Presidente del Nucleo di Valutazione e delegato per il Polo aretino dal 1997 al settembre 2006. Intanto, la Lega Nord ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Grosseto; di seguito il comunicato stampa. Ripeto quel che ho chiesto in tempi, apparentemente, non sospetti: «Nell’interesse dell’università di Siena è meglio che il rettore si dimetta o che sia sospeso dalle sue funzioni?»

Francesco Giusti (Lega Nord Siena). La sezione comunale della Lega Nord Siena ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Grosseto sui compensi pagati negli anni dal Consorzio del Polo Universitario Grossetano ai docenti dell’Università di Siena. Nell’esposto abbiamo chiesto alla Procura maremmana di indagare sulla correttezza dei pagamenti, se i servizi corrisposti siano stati effettivamente resi e se sia stato rispettato il Regolamento per incarichi retribuiti al personale docente. Si parla di cifre molto importanti e quanto pagato si è sommato allo stipendio ordinario, consentendo ai professori di avere redditi altissimi a fronte dei servizi resi. Ancora più scandaloso è che, di recente, l’Università di Siena abbia tagliato il compenso accessorio ai dipendenti che guadagnano somme ai limiti della soglia di sopravvivenza. Noi della Lega crediamo che la responsabilità politica di tutto ciò che accade a Siena e all’Ateneo ricada sul Pd, sull’ex sindaco Franco Ceccuzzi e sulla Cgil universitaria, che ha accettato, all’Università come altrove, le imposizioni dell’ex deputato.

Tra sindacati ululanti e belanti, dopo ventisette anni la Cgil recupera la voce perduta e contesta i vertici dell’ateneo senese

La poca trasparenza dei nuovi Dipartimenti e il silenzio di alcuni sindacati belanti

Flc-Cgil. A seguito dei provvedimenti con cui l’Amministrazione ha dato il via alla nuova dipartimentalizzazione, la Flc-Cgil vuole innanzitutto manifestare la propria solidarietà a tutti i colleghi e a tutte le colleghe che sono  “scomparsi” e che d’un tratto sono stati cancellati o dimenticati dalle corpose liste allegate ai provvedimenti in questione. La stessa solidarietà va poi a coloro che sono stati, senza nemmeno essere ascoltati mandati in una struttura piuttosto che in un’altra senza sapere nemmeno in base a quali criteri oggettivi, o semplicemente, dopo anni di servizio de-classati: molti hanno visto le proprie storie professionali di colpo annullate.

La Flc-Cgil manifesta in maniera forte e decisa il suo disappunto nei confronti di una Amministrazione che ha operato e condotto tale riorganizzazione nei confronti del personale utilizzando criteri soggettivi e legati a vecchie logiche più che ai criteri della buona amministrazione. Ma poco importa questo al Direttore Amministrativo e al Rettore – mera presenza in contrattazione – che nell’ultimo incontro sindacale hanno ribadito di non avere interesse ad aprire nessun dialogo con il personale. In nome del tanto proclamato rinnovamento che spesso l’Amministrazione sbandiera, sarebbe stato più trasparente individuare i profili delle figure apicali e poi procedere con l’apertura di procedure pubbliche che avrebbero dato a tanti la possibilità di mettere in campo le proprie professionalità, come più volte la Flc-Cgil ha proposto da sola e inascoltata.

Tante le incongruenze e troppe le dimenticanze: dove sono finiti i Collaboratori Esperti Linguistici; dove è finito il Presìdio di Arezzo (previsto nel modello di organizzazione) e come sono nati ad Arezzo i “Servizi Generali”? Ci si è affidati invece a colloqui individuali, garantiti solo ad alcuni, condotti in maniera del tutto personale, da dove sono nate scelte ampliamente discrezionali. La Flc-Cgil nel silenzio assordante di alcuni sindacati di base prima ululanti ed ora chissà come mai, completamente silenziosi, prende atto di essere la sola organizzazione sindacale a trovare assolutamente poco trasparente l’inizio di questo processo che dovrebbe portare alla definizione della nuova Università. Per questi motivi invitiamo tutti i colleghi e tutte le colleghe che hanno subito tali procedimenti a chiedere immediatamente l’applicazione dell’Art. 8 comma 1 delle Norme disciplinati la mobilità del personale tecnico e amministrativo che prevede che: “Il dipendente oggetto di procedimento di mobilità può, entro 5 giorni dalla data in cui gli è stato comunicato il provvedimento, presentare esposto al Direttore Amministrativo chiedendone la sospensione. In tal caso il procedimento sarà oggetto di confronto con le OO.SS. entro i 10 giorni successivi”. A tal riguardo la Flc-Cgil si mette a disposizione di tutte le colleghe e i colleghi senza alcuna differenza per appartenenza sindacale, per ascoltare e trovare un modo per procedere contro tali procedimenti e garantiamo da subito la nostra assistenza legale. Prendiamo atto che con questo procedimento il Rettore e il Direttore Amministrativo hanno fatto fare parecchia strada indietro sulla “road map” della trasparenza facendoci rivivere vecchie e logore logiche che speravamo fossero completamente messe da parte.