Il programma della candidatura a rettore di Felice Petraglia

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Il programma completo e il curriculum sono consultabili cliccando rispettivamente su Piano strategico 2016-2022 di Felice Petraglia e su curriculum vitae.

Terza candidatura ufficiale a rettore dell’Università di Siena

Felice Petraglia

Felice Petraglia

Carissime e carissimi,

il piano strategico Unisi 2016/2022 è il frutto di una intensa elaborazione ampiamente condivisa e vi è disegnato in maniera rapida quello che intenderei fare nei prossimi sei anni insieme a voi tutti.

In allegato trovate anche il mio CV, a testimoniare la personale esperienza di vita universitaria e che metto al servizio della comunità dell’Università di Siena.

Cordiali saluti,
Felice Petraglia

 

 

 

Perché non candidare Aldo Berlinguer a rettore dell’Università di Siena?

Aldo Berlinguer

Aldo Berlinguer

Il termine per la presentazione delle candidature alla carica di rettore dell’Università di Siena scade il 17 maggio e l’articolo 27 dello Statuto prevede che il Rettore sia eletto «tra i professori ordinari in servizio presso le Università italiane». Quindi, a dirigere l’ateneo senese potrebbe essere anche un docente di un’altra università italiana. Il gruppo di potere (guidato dal “grande vecchioLuigi Berlinguer e da Piero Tosi), che in questa competizione elettorale schiera addirittura due candidati (i “Berlinguer boys” Francesco Frati e Felice Petraglia), non farebbe meglio a candidare a rettore Aldo Berlinguer? Vuoi mettere, per un candidato, l’importanza di chiamarsi Berlìnguer («con l’accento sulla prima “i” perché è così che parlano gli italiani di Siena», come dice Francesco Merlo)? Vuoi mettere l’affidabilità garantita dal figlio biologico rispetto a quella “assicurata” dall’affiliazione simbolica e “politica”? E “quanto è bravo Aldo Berlinguer“, come puntualmente lo descrive Giancarlo Marcotti! E poi, con Aldo rettore si realizzerebbe al massimo livello la dinastia accademica della famiglia Berlinguer: professore il padre e professore il figlio; rettore il padre e rettore il figlio. Infine, Aldo eviterebbe la grana ecologica, che da assessore all’ambiente della regione Basilicata sta affrontando in questo momento, dopo l’inchiesta sulle attività petrolifere e l’inquinamento delle campagne e dell’invaso del Pertusillo, che rifornisce d’acqua oltre che la Lucania anche la Puglia, con evidenti conseguenze sulla salute dei lucani e dei pugliesi.

Pubblicato anche da:
– Bastardo Senza Gloria (16 maggio 2016) con il titolo: «Un’idea di Giovanni Grasso per Aldo Berlinguer».
il Cittadino online (16 maggio 2016) con il titolo: «Grasso: “Perché non candidare a rettore Aldo Berlinguer?”.

Basilicata, l’assessore all’ambiente è Aldo Berlinguer: giurista senese, ma pittelliano (Il Fatto Quotidiano, 7 aprile 2016)

Daniele Martini. (…) Dice Berlinguer: «Certo che ho un’interlocuzione con le società petrolifere ed energetiche che operano in Basilicata, il Dipartimento Ambiente ha competenza sugli impatti ambientali, compresi quelli degli impianti petroliferi. Da non molto ho ufficialmente diffidato l’Eni a proseguire con le sue fiammate che preoccupano tantissimo, e con ragione, la popolazione locale». A distanza gli risponde Albina Colella, professore ordinario di geologia all’Università della Basilicata e autrice con Massimo Civita del libro «L’impatto ambientale del petrolio in mare e in terra»: «Le fiammate impressionano, ma c’è molto, ma molto di peggio. Il punto è semplice: le tecniche di estrazione non sono tutte uguali, se si procede con la stessa attenzione usata in Norvegia, per esempio, l’impatto sull’ambiente è ridotto in limiti tollerabili. Se si pensa invece di fare come in Ghana tutto si complica. In Basilicata, regione delicata e fragile anche da un punto di vista sismico, finora si è proceduto con un rispetto assai basso per l’ambiente circostante. La Regione potrebbe fare molto, ma mi pare che l’assessorato all’Ambiente finora sia stato latitante. Sarebbe opportuno che l’assessore avesse competenze specifiche, ambientali più che legali, ma non mi risulta che il professor Berlinguer ce l’abbia».

Il fatto è che Aldo Berlinguer, professore ordinario di diritto privato comparato all’Università di Cagliari, in vita sua non si era mai occupato di questioni ambientali fino a quando alla fine del 2013 è stato catapultato nella giunta regionale della Basilicata dalla Toscana con una decisione che lasciò tutti di stucco. La storia è questa: ai tempi delle primarie Pd i Berlinguer del ramo senese, cioè Luigi, rettore dell’università toscana, già presidente della Commissione di garanzia del partito e ministro della scuola in governi di centrosinistra, e suo figlio Aldo fecero campagna per il lucano Gianni Pittella. I due, Aldo e Gianni, si conoscevano fin dai primi anni Duemila: Aldo era consulente giuridico a Bruxelles del Parlamento europeo e Gianni fresco di elezione da europarlamentare. Pure Gianni è rampollo di un’altra dinastia politica, quella lucana dei Pittella di cui capostipite nella Prima Repubblica fu il discusso senatore socialista Domenico e di cui fa parte anche Marcello, fratello minore di Gianni e ora governatore della Basilicata.

Le primarie furono stravinte da Matteo Renzi, ma per la famiglia allargata Berlinguer-Pittella la sconfitta fu provvidenziale. Nonostante il repulisti rottamatore di Renzi, Gianni Pittella, diventato nel frattempo un renziano convinto, ha potuto candidarsi per la quarta volta consecutiva con successo al Parlamento europeo mentre il fratello Marcello è diventato governatore della Basilicata. E per risolvere i mille guasti causati all’ambiente dall’estrazione del petrolio è andato a scovare proprio un professore toscano di diritto. L’amico senese Aldo Berlinguer.

«Chiediamo che gli impegni siano rispettati e non riciclati con scopi propagandistici nella campagna per le elezioni del Rettore»

Marco Tomasi - Angelo Riccaboni (Gil Cagnè) - Francesco Frati

Marco Tomasi – Angelo Riccaboni (Gil Cagnè) – Francesco Frati

Magnifico Rettore
Egregio Direttore Generale

Lo scrutinio delle domande per le progressioni orizzontali 2015 e la stesura della graduatoria provvisoria, sono stati condotti in tempi rapidissimi, ed è una velocità che contrasta con la lentezza e la dilazione con cui sono stati effettuati i controlli. Non è possibile che dall’inizio dell’anno ancora non si sia provveduto.

Ci sembra una pretesa lecita quella di veder conclusa la pratica, conoscere la graduatoria definitiva e avere l’incremento stipendiale nella busta paga di giugno 2016. Nello stesso mese chiediamo che sia data l’IMA maggiorata a chi non ha fruito delle progressioni.

Non basta! Abbiamo nei confronti dei colleghi anche l’obbligo morale di sollecitare che si affronti la questione delle PEO 2016. Chiediamo di conoscere l’importo del fondo disponibile e che ci sia la volontà di bandirle entro il corrente anno, come prescrive il CCNL.

Vorremmo altresì che le progressioni per i neoassunti in categoria B1 – derivando da un obbligo di legge – non gravassero sul fondo per l’accessorio, ma, com’è avvenuto in altri atenei, fossero pagate con altre risorse.

Gradiremmo leggere il verbale dell’ultima seduta di contrattazione, specialmente nella parte in cui il Direttore Generale assicurò ai presenti che le pratiche per le PEO 2015 sarebbero state definite entro il mese di aprile 2016.
Abbiamo una dignità; non mendichiamo oboli, ma rivendichiamo diritti e abbiamo la pretesa di chiedere che gli impegni siano rispettati e che le parole spese a favore del personale tecnico amministrativo siano sentite come un obbligo da adempiere e non come argomenti allettanti da riciclare con scopi propagandistici nella campagna per le elezioni del Rettore.

La RSU e tutte le sigle sindacali ci sono!

Flc-Cgil, Cisl, Cisal Università Siena, Cisapuni,Uil-Rua, Usb P.I.,Ugl, Rsu d’Ateneo.

Alcune riflessioni sul programma del candidato rettore Francesco Frati

OmbraAleggia sullo sfondo il programma malcelato di riduzione di Siena ad ancella, produttrice di lauree triennali per gli altri due atenei toscani

Rabbi Jaqov Jizchaq. Scrive il candidato rettore Frati: «Negli ultimi anni, la contrazione del personale docente e l’introduzione di vincoli stringenti ai requisiti minimi per l’attivazione dei Corsi di Studio hanno indotto in tutto il sistema universitario nazionale una riduzione del numero di Corsi di Studio.»

Sì, è un problema nazionale: «Rispetto al suo momento di massima espansione, tra il 2004 e il 2008, nel 2014-15 sono diminuiti di un quinto gli immatricolati (-20,4%), i docenti (-17%), il personale tecnico amministrativo (-18%) e i corsi di studio (-18%). In calo del 22,5% anche il fondo di finanziamento ordinario (in Germania è cresciuto del 23%) e sono ancora pochi i laureati: ha ottenuto il titolo il 23,9% dei giovani, la quota più bassa della classifica Ue.»

Ma qui siamo andati ben oltre, se è vero che abbiamo chiuso decine di corsi di laurea (grosso modo la metà delle triennali e la metà delle magistrali), stiamo cancellando aree scientifiche di base e abbiamo decimato i dottorati. Siena si avvia a perdere circa il 40% dei docenti, che passeranno da 1064 a 600 circa un po’ a casaccio, cioè aspettando che vadano in pensionee non sulla base di un oculatoancorché doloroso taglio (giacché com’è noto, anche per tagliare le teste ci vuole un boia provetto). Questo è ben più del 17% nazionale. Soggiungo che, stanti le vigenti norme, gli atenei “virtuosi” potranno gradualmente riprendere un turn-over a ritmo normale, mentre qui resteremo ancora a lungo al palo, centellinando i posti.

Agli occhi del popolino questo dimagrimento è stato giustificato da certi media con una certa rozzezza, vellicando la ben nota avversione dell’uomo della strada (non ancora travolto da un tram) per il culturame, e da quelli che sciorinano numeri, dimentichi degli enormi squilibri, ricorrendo alla demenziale e trilussiana statistica sul rapporto docenti/studenti, per la quale se in una certa area vanno tutti in pensione e in un’altra ci sono venti professori (frutto di antiche mangiatoie), “la statistica” deduce che entrambe hanno dieci professori. Senza dire che la perdita di quasi 6000 studenti ha contribuito non poco a questa “statistica”, innescando un circolo vizioso autodistruttivo. Aggiungo che in certi casi la decimazione è stata attuata con una certa irresponsabile concupiscenza, strafottendosene sia del valore delle cose, sia delle persone sulle quali si passava sopra col rullo compressore.

Aggiunge Frati: «Il rinnovamento della nostra offerta formativa può essere uno strumento formidabile di rilancio per l’Ateneo.»

Sì, ma come, se i problemi sono quelli sopra detti? Come fai a rinnovare l’offerta con sempre meno docenti? L’iperrealismo con il quale è stata attuata la riforma ha fatto sì, poi, che ci si adoperasse con zelante alacrità per distruggere le vecchie “facoltà”, edificando al loro posto edifici pericolanti come la famosa “casa di Swift”, così perfettamente equilibrata da non sopportare che un passero vi si posasse. A meno che per “rinnovamento” non si intenda semplicemente il fare di necessità virtù (non può quel che vuole/vorrà quel che può), come la massaia che debba preparare la zuppa, trovando però nel frigorifero desolatamente vuoto solo qualche cipolla e un po’ di sedano avvizzito. Spero che non si continui a spacciare per rinnovamento il continuo accorpare e cambiare denominazione dei corsi man mano che diventano insostenibili a causa dello svuotamento delle cattedre.

Aleggia dunque sullo sfondo il programma malcelato di riduzione di Siena ad ancella, produttrice di lauree triennali ed altri servigi per gli altri due atenei toscani, del quale parla espressamente Repubblica (e parlano soprattutto i fatti!).

 

Le mani e i piedi sull’Università di Siena

Luigi Berlinguer - Piero Tosi - Angelo Riccaboni (Gil Cagnè) - Francesco Frati

Luigi Berlinguer – Piero Tosi – Angelo Riccaboni (Gil Cagnè) – Francesco Frati

Un periodo lungo trentatré anni con lo stesso gruppo di potere alla guida dell’Università di Siena. È quel che accadrebbe se diventasse Rettore Francesco Frati! Non solo il 6+6 paventato da Piccini, ma il 9 (Berlinguer) + 12 (Tosi) + 6 (Riccaboni) + 6 (Frati).

All’Università di Siena si vorrebbe passare dal 4 + 4 al 6 + 6

Pierluigi Piccini. Guardando con una certa distanza la campagna elettorale per il rinnovo del Rettore all’Università di Siena e ai personaggi che ne fanno direttamente parte, mi è venuto di fare alcune considerazioni in merito. La riforma Gelmini e il conseguente nuovo statuto dell’Ateneo senese sono stati effettivamente compresi dai candidati in lizza alla carica di magnifico rettore? E più precisamente per la parte del dispositivo che ne trasforma il periodo della durata della carica di Rettore.

Prima della riforma i mandati dei rettori potevano essere di otto anni, quattro più quattro, successivamente tale periodo è stato elevato a sei anni per una sola volta. Cambiamento positivo, perché in questo modo si è cercato di rendere più liberi i responsabili massimi degli atenei. Non obbligati, quest’ultimi, a tenere un profilo basso nel primo mandato e a non riavviare quel mercanteggiamento tipico fra il primo e il secondo incarico alla ricerca della riconferma. In più, la prescrizione della riforma Gelmini, indebolisce i gruppi di potere che si creano, inevitabilmente, intorno alla gestione dell’Università così come di qualunque altro centro di potere. Insomma, hanno cercato, i riformatori, di rompere la continuità gestionale per introdurre degli elementi di discontinuità utili a una vera e propria dialettica di uomini e di programmi. Questo spirito riformatore è stato compreso fino in fondo e Siena come si comporta al riguardo? Tenendo conto, inoltre, che il divieto formale al reincarico dopo i sei anni vale solo per la figura del Rettore e non, ad esempio, per i suoi più stretti collaboratori. Ma, domanda, siamo sicuri che non ci sia un obbligo anche sul piano della opportunità che lega tutta la squadra di governo che nei sei anni precedenti ha gestito gli atenei? Ad esempio, la figura del prorettore vicario, non è assimilabile nei comportamenti e nelle responsabilità a quella del rettore? Tanto è vero che, a quanto mi risulta a pena di smentita, in Italia nessun prorettore vicario, si è candidato alla carica più elevata. Credo che tutto ciò sia avvenuto nel rispetto dello spirito della riforma Gelmini. Da nessuna parte d’Italia tranne che a Siena, dove il vicario Frati si presenta per la carica di Rettore.

Se ciò dovesse avvenire, Siena non avrebbe più il quattro più quattro, ma il sei più sei, un tempo lunghissimo che al di là degli uomini rappresenterebbe quella continuità amministrativa che si è voluto impedire proprio con i cambi statutari degli atenei italiani. E allora capisco bene, a questo punto, tutto il tam tam mediatico intorno alle capacità dell’attuale Rettore in materia di risanamento del bilancio, cosa che a me, come ho ampiamente dimostrato con i numeri, non risulta. Che se qualcosa è stato fatto ciò è dovuto alla gestione precedente a quella di Riccaboni e con il concorso del pubblico che si è fatto carico dei problemi dell’Ateneo senese. Capisco anche il motivo per il quale stenta la pubblicazione del bilancio relativo alla gestione del 2015, si temono le eventuali critiche che potrebbero arrivare. Sono già passati sei anni dal momento della elezione del Riccaboni alla carica di Rettore dell’Università di Siena e nessuno ci ha ancora detto, vista l’indagine giudiziaria in corso, se quella elezione è stata regolare o meno. Ho già posto la questione che da questo chiarimento passa, inevitabilmente, anche la regolarità degli atti compiuti nel mandato che si chiude nel 2016. Ah! Scusate, un aspetto della vicenda lo stavo per dimenticare, perché Frati, il prorettore vicario che si candida alla carica di Rettore, si è dimesso dalla sua mansione qualche mese fa? Forse, proprio per non arrivare a quei famosi sei anni? E se il divieto dello Statuto dell’Università di Siena non lo riguarda, perché lo ha fatto? Forse proprio perché una questione di opportunità esiste e non viene annullata con l’aver rimesso il mandato dopo cinque anni e molti mesi di conduzione amministrativa.

Il programma della candidatura a Rettore di Francesco Frati

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Per una lettura integrale, cliccare su programma per il mandato 2016-2022.

Seconda candidatura ufficiale a rettore dell’Università di Siena

Francesco Frati

Francesco Frati

Cari colleghi e studenti,

ho il piacere di inviarvi in allegato il programma della mia candidatura a Rettore dell’Università di Siena per il mandato 2016-2022.
Con l’occasione, vi invito a consultare il mio sito web, all’indirizzo www.francescofrati.it, che contiene, altre al programma, il mio curriculum vitae e altre informazioni utili collegate alla candidatura.
Vi ringrazio per l’attenzione, restando a disposizione per ogni commento o suggerimento che mi vorrete far pervenire all’indirizzo email o al numero telefonico indicati di seguito.
Cordiali  saluti
Francesco Frati
Dip. Scienze della Vita – Università di Siena
tel.: +39-0577-234417; 347-6446574 (mobile)
skype: francesco_frati     TW: @francescofrati

Alessandro Rossi: «Linee di attività da realizzare e idee da promuovere» per l’Università di Siena

Programma-Rossi

Il programma completo e il curriculum sono consultabili cliccando rispettivamente su «Linee programmatiche di Alessandro Rossi per UNI-Siena 2016-2022» e su curriculum vitae.

Prima candidatura ufficiale a rettore dell’Università di Siena

Alessandro Rossi

Alessandro Rossi

Alla comunità di UNISI
Cari studenti, personale tecnico, amministrativo, bibliotecario, colleghi ricercatori e professori dell’Università degli studi di Siena.

Dopo aver formalizzato la mia candidatura a Rettore del nostro Ateneo, invio il mio Curriculum Vitae, biglietto da visita di ogni universitario, nel quale troverete l’attività scientifica e didattica, affiancate dalle responsabilità accademiche e di rappresentanza e per le quali mi definisco con orgoglio un ricercatore e un docente della nostra Università. Riporto inoltre le Linee programmatiche per UNI-SIENA 2016-2022.
Candidandomi mi impegno a coniugare sostenibilità e sviluppo della nostra Università e a tutelare la sua identità storico-culturale-artistica e scientifica.
Ringrazio tutte e tutti per l’attenzione

Alessandro Rossi

Full Professor of Neurologyimage
Dpt of Medical, Surgical and
Neurological Sciences,
University of Siena
Hospital S. Maria “Alle Scotte”
Viale Bracci, 53100 Siena, Italy
Secretariat: +39 0577 585261/233476